Lo spreco alimentare è una sfida aperta, ma i dati di Too Good To Go mostrano che la direzione intrapresa è quella giusta: cresce la sensibilità ed anche la tecnologia aiuta grazie alle app antispreco. Ma il cambiamento parte dai piccoli gesti
C’è una nuova classifica in città, e questa volta non riguarda lo sport del momento, né la qualità della vita, ma una sfida che ci tocca tutti da vicino: la lotta allo spreco alimentare. A stilare il ranking è Too Good To Go, l’app antispreco che gestisce il più grande marketplace al mondo per le eccedenze alimentari: l’azienda, lanciata nel 2016, ha analizzato il comportamento delle città italiane nel 2024, affiancando i numeri a un’indagine condotta con YouGov sulle abitudini quotidiane degli italiani.
Ne è emerso che le città che salvano il maggior numero di pasti sono nel centro-nord, anche se il panorama è fatto di luci e ombre: se da un lato cresce la consapevolezza, dall’altra un italiano su tre ammette di buttare cibo almeno una volta a settimana. Scopriamo insieme i dettagli di questa ricerca.

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Spreco alimentare: Roma, Reggio Emilia e Pesaro sono tre modelli virtuosi
Dalla Capitale ai piccoli centri, la voglia di salvare il cibo si fa sentire lungo tutto lo Stivale e la classifica di Too Good To Go, basata sul numero di pasti salvati tramite l’app, racconta un’Italia sempre più attenta: tra le grandi città (oltre 300.000 abitanti), Roma è in testa, seguita da Milano, Torino, Genova e Bologna. Qui cresce l’impegno dei cittadini e degli esercizi commerciali, segno che le metropoli non sono solo fonte di sprechi, ma anche laboratori virtuosi di soluzioni.
Tra le città medie (100.000–300.000 abitanti), invece, svetta Reggio Emilia, davanti a Modena, Verona, Cagliari e Padova. Un risultato ottenuto grazie alla sinergia tra cittadini attenti e una rete solida di negozi aderenti. Infine, Pesaro è la campionessa dei centri più piccoli (meno di 100.000 abitanti), seguita da Cuneo, Pavia, Pisa e Lecce: nelle città dove tutti si conoscono, insomma, la lotta allo spreco è diventata una missione collettiva.
“Il contrasto dello spreco alimentare sta diventando una sfida condivisa da grandi città, centri medi e piccoli comuni. Nel corso del 2024 abbiamo registrato una crescita nel numero di pasti salvati grazie alla nostra app rispetto all’anno precedente, con una crescente richiesta da parte di negozi e cittadini di essere più attivi nel ridurre lo spreco. Sono sicuramente segnali incoraggianti, anche se sappiamo che c’è ancora molta strada da fare per fermare lo spreco alimentare. Ma siamo convinti che tutto inizi adottando quotidianamente nuove abitudini di consumo più attente e consapevoli”
commenta Mirco Cerisola, Country Director Italia di Too Good To Go.
Il paradosso italiano: tutti d’accordo, ma si spreca ancora troppo cibo
Se il 99% degli italiani riconosce l’importanza di ridurre lo spreco, la realtà è meno virtuosa di quanto vorremmo credere. Il 31% della popolazione ammette di gettare cibo almeno una volta a settimana, con picchi del 38% nel Sud Italia e del 44% tra le famiglie con figli piccoli. Gli over 55, al contrario, si dimostrano i più attenti: il 34% afferma di non sprecare mai nulla.
Ma perché si butta il cibo? Le cause sono purtroppo più comuni di quanto si pensi: ben il 41% degli italiani infatti, banalmente dimentica gli alimenti in frigo o sugli scaffali, soprattutto nel Nord-Ovest, mentre il 37% si trova costretto a buttare cibo per via della scadenza superata. Infine, nel Paese che fa della cucina una dimostrazione d’amore, il 21% cucina porzioni troppo abbondanti, un’abitudine diffusa soprattutto nelle Isole e al Sud.
Spesa sempre più attenta, ma ancora poco organizzata
Per fortuna, però, possiamo affermare che fare la spesa è diventato un gesto più consapevole, almeno in parte: il 72% degli italiani infatti controlla le date di scadenza, anche se questa attenzione scende tra i giovani al 60% (tra 18–24enni). E se il 55% ha l’abitudine di stilare la lista della spesa, solo 1 persona su 4 pianifica i pasti settimanali in anticipo. In compenso, cresce l’interesse per i prodotti in scadenza: il 32% li acquista volontariamente per evitare sprechi.
E quando avanza qualcosa? Si mangia, si congela, si condivide. Un altro dato interessante – e confortante – ci racconta infatti che gli italiani, una volta cucinato, cercano di non buttare nulla: ben il 78%, infatti, consuma gli avanzi il giorno successivo, con un picco dell’82% nel Centro Italia. Il 53% invece li congela, soprattutto nel Nord-Ovest, mentre il 43% è più creativo e li trasforma in nuove ricette. Infine, il 16% li condivide con amici e parenti, una pratica diffusa in particolar modo al Sud e nelle Isole che parla di grandi tavole imbandite e tanta allegria.
Tecnologia antispreco: i giovani fanno la differenza
In questo contesto, le app come Too Good To Go stanno diventando un alleato prezioso nella lotta allo spreco: il 46% degli italiani infatti le conosce o le utilizza, con picchi tra i giovani tra i 25 e i 34 anni e le famiglie con figli piccoli.
“Cresce la consapevolezza sul tema, ma ciò che abbiamo imparato è che le persone ancora non sanno abbastanza su come ridurre gli sprechi. Che si tratti della spesa quotidiana, dell’uso di un’app o di un cambio nelle abitudini di consumo in casa, molto può essere fatto. Dobbiamo aiutare le persone a risparmiare denaro e a proteggere il pianeta riducendo lo spreco alimentare, tenendo conto delle differenze regionali e culturali”
conclude Mirco Cerisola.
Too Good To Go è un’azienda ad impatto sociale certificata come B Corp, con la missione di ispirare ed abilitare tutti a combattere lo spreco alimentare insieme. Dal suo lancio nel 2016, Too Good To Go ha aiutato a salvare oltre 400 milioni di pasti dall’essere sprecati. Con 100 milioni di utenti registrati e 170.000 partner attivi in 19 Paesi in Europa, Nord America e Oceania, Too Good To Go gestisce il più grande marketplace al mondo per le eccedenze alimentari.
Attiva In Italia dal 2019, l’azienda ha già permesso di salvare oltre 25 milioni di pasti, grazie a una community di 10 milioni di utenti e oltre 26.000 negozi partner, contribuendo ogni giorno alla riduzione dello spreco e delle emissioni legate al cibo. Una soluzione win-win-win: per gli utenti, per i negozi, per il Pianeta.
Il messaggio è chiaro: ridurre lo spreco alimentare non è solo una scelta etica, ma una delle azioni più efficaci contro il cambiamento climatico. Ogni pasto salvato è un piccolo gesto che fa bene al portafoglio, alla comunità e al pianeta.
Paola Greco
