Wise Society : Dai semi della mela un olio per usi alimentari e cosmetici
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Dai semi della mela un olio per usi alimentari e cosmetici

da Michele Novaga
12 Luglio 2020

Nella zona delle province di Trento e Bolzano dove la coltivazione della mela la fa da padrona, sono riusciti a scoprire che di questo frutto non si butta via niente, nemmeno i semi. E che da questi si possono ricavare oli da riutilizzare sia in campo alimentare che nell’industria dei cosmetici.

E’ questa la conclusione a cui sono giunti i ricercatori del Food technology lab presso il NOI Techpark della Libera Università di Bolzano.

Meleto

lumix2004/Pixabay

Italia leader in Europa nella produzione della mela

In base all’ultima rilevazione di Coldiretti, nel 2018 l’Italia con i suoi i 2,2 milioni di tonnellate (il 17,5% dell’intera produzione europea) è oggi il secondo produttore europeo di mele dietro la Polonia e il quinto assoluto a livello mondiale.

Ma l’Italia, dove ogni cittadino mangia in media 15 chilogrammi di mele l’anno, è anche il terzo esportatore mondiale di mele dietro solo a Cina e Polonia.

Il 75% della produzione (1,5 tonnellate) è concentrato nelle province di Trento e Bolzano mentre la restante parte viene coltivata in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

Le varietà della mela

Esistono tantissime varietà di mela, e questo fa sì che il frutto sia disponibile praticamente tutto l’anno. Tra le principali nominiamo:

– Golden Delicious
– Red Delicious
– Gala
– Fuji
– Renetta
– Granny Smith
– Annurca
– Stark Delicious

Le mele italiane tutelate in sede Ue a Denominazione di Origine sono cinque:

  1. Mela Alto Adige Igp
  2. Melannurca Campana Igp
  3. Mela Val di Non Dop
  4. Mela Rossa di Cuneo Igp
  5. Mela Valtellina Igp

Come avviene il recupero dello scarto dei semi di mela

Nel laboratorio diretto dal prof. Matteo Scampicchio, i ricercatori che studiano l’applicazione di processi di estrazione di composti naturali ad alto valore nutrizionale da scarti di produzione dell’industria alimentare, hanno sperimentato un nuovo metodo per valorizzare i semi della mela tramite l’estrazione con la CO₂ cosiddetta supercritica. Cioè uno stadio dell’anidride carbonica a metà tra gas e liquido e una tecnologia sostenibile che permette di evitare l’impiego di solventi organici e quindi potenzialmente tossici.

Olio di semi di mela

Foto: Unibz

I semi di mela (forniti dall’azienda Fructus Spa di Merano) vengono dapprima essiccati a 40° fino a 12 ore e poi macinati. Quindi, la polvere viene inserita nel cilindro dell’estrattore da cui, dopo circa trenta minuti, si ricava l’olio. La resa è di circa il 21%: da 400 grammi di semi si possono ricavare circa 80 grammi di olio. L’estrazione con anidride carbonica supercritica comporta un ulteriore vantaggio, in quanto l’olio ottenuto è di qualità più elevata: vi è completamente assente l’amigdalina, un composto tossico a base di cianuro, presente in basse quantità nell’olio estratto con solventi. Inoltre, l’olio ha evidenti caratteristiche nutraceutiche in quanto contiene in abbondanza antiossidanti come tocoferoli.

«È già possibile comprare olio estratto dai semi di mela, che viene usato per usi cosmetici», spiega Giovanna Ferrentino, ricercatrice e docente di “Operazioni Unitarie” alla Facoltà di Scienze e Tecnologie unibz, «ciò che differenzia la nostra ricerca è l’utilizzo di una tecnologia pulita che non utilizza solventi».

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