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L’alimentazione che protegge il cervello: spazio alla dieta mediterranea

Non solo dieta mediterranea: per prevenire Alzheimer, sclerosi e Parkinson bisogna mangiare molta frutta e verdura

Fabio Di Todaro
22 Maggio 2015

Come nutrirsi senza danneggiare il cervello? Se gli esperti concordano sulla necessità di alimentarsi di nozioni per evitare il decadimento cognitivo, a ritardarne l’insorgenza è anche un’alimentazione adeguata. Nessun trucco: in questo caso, come già si dice da tempo per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei tumori, il segreto sta nel rispetto della dieta mediterranea. Un messaggio che arriva forte e chiaro dalla Società Italiana di Neurologia.

Dottoressa che studia il cervello

Foto Shutterstock

La dieta che nutre il cervello contro l’Alzheimer

«Un’alimentazione povera di colesterolo e ricca di fibre, vitamine e antiossidanti contenuti in frutta e verdura e di grassi insaturi contenuti nell’olio di oliva riduce l’insorgenza della malattia di Alzheimer – afferma Carlo Ferrarese, direttore scientifico del centro di neuroscienze dell’Università Bicocca di Milano -. Gli antiossidanti presenti nella dieta ricca di frutta e verdura contrastano l’accumulo di “radicali liberi” prodotti dalle interazioni della proteina beta amiloide con le strutture cellulari». Un messaggio da prendere alla lettera fin dalla giovane età, dal momento che diversi studi oggi dimostrano che l’accumulo delle placche di beta amiloide – visibili, assieme alle fibrille di proteina tau, in tutte le persone malate di Alzheimer – inizia già a partire dai vent’anni. Dieta mediterranea come prevenzione, dunque, prima che come terapia.

Cibi della dieta mediterranea

Foto Shutterstock

Alimentazione e sclerosi multipla

Alcune evidenze di efficacia già ci sono, ma come spesso si dice quando si parla di nutrizione è necessario realizzare ampi studi “caso-controllo” per mettere nero su bianco la dieta che previene il decadimento cognitivo. Ma la linea generale è condivisa dagli esperti: se le azioni determinate dalla genetica sono inevitabili, il cervello deve essere difeso dall’azione dell’ambiente, e in questo senso l’alimentazione gioca un ruolo chiave.

Qualche evidenza preliminare comincia a emergere anche per la sclerosi multipla. Come spiega Gianluigi Mancardi, direttore della seconda clinica neurologica del dipartimento di neuroscienze dell’Università di Genova, «uno dei meccanismi che causano la malattia è il danno ossidativo. Ecco perché chi segue una dieta ricca in frutta e verdura protegge i neuroni dal danno». Di particolare interesse, in questo ambito, è anche il ruolo della vitamina D: meno se ne ha, racconta l’epidemiologia, più alta è la frequenza della malattia.

La dieta giusta per chi soffre di Parkinson

Leggermente diverse sono le raccomandazioni per chi soffre della malattia di Parkinson. «La levodopa, il farmaco più utilizzato da questi pazienti, non va assunto dopo un pasto ricco in proteine e grassi, che rallentano lo svuotamento dello stomaco», precisa Leandro Provinciali, ordinario di neurologia all’Università Politecnica delle Marche. «Il suo assorbimento va in competizione con le molecole tratte dalla dieta. Meglio dunque prediligere una dieta “verde” nel corso della giornata e relegare le proteine a cena».

Legumi

Foto di Tijana Drndarski / Unsplash

Mangiare bene per coltivare il buonumore

Mangiare per nutrire il cervello, ma anche per  curare il proprio stato d’animo. Nell’era in cui si parla del cibo quasi come se fosse un farmaco, da NutriMI giungono anche i consigli per preservare l’umore. «Una dieta in cui i carboidrati siano per lo più complessi e con un basso indice glicemico e un adeguato apporto di omega 3, oltre che di diversi micronutrienti, armonizzano il rapporto tra la mente e il corpo», ha affermato Andrea Pezzana, direttore del dipartimento di pietistica e nutrizione clinica all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Mangiare prendendosi il giusto tempo, in un’atmosfera conviviale, potenzia gli effetti benefici degli alimenti ingeriti.

Twitter @fabioditodaro

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