Wise Society : I nuovi onnivori… liberi, gioiosi e sostenibili
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I nuovi onnivori… liberi, gioiosi e sostenibili

Nel suo ultimo libro, Roberta Schira, affronta con rigore e un pizzico d'ironia il tema delle scelte alimentari

Mariella Caruso/Nabu
26 luglio 2019

In medio stat virtus. Quante volte avete sentito pronunciare questa locuzione latina che viene fatta risalire ad Aristotele? Di sicuro tantissime perché la virtù, come avevano già capito i primi filosofi, sta nel mezzo dove, lontano dagli estremismi, è possibile coltivare la ragione senza farsi fuorviare da preconcetti o dogmi di sorta. Un esercizio che la critica gastronomica Roberta Schira fa in materia di alimentazione ne I nuovi onnivori (Vallardi, euro 16,90) dato alle stampe a marzo 2019. La psicologa (senza titolo, come spiega lei stessa nelle prime pagine del volume) del gusto si addentra in una terza via alimentare che contempla «un’alimentazione etica e tollerante all’insegna dello scambio culturale e della convivialità combinando allevamento sostenibile e profitto, piacere della tavola e impatto ambientale zero», spiega senza tergiversare confermando l’atteggiamento politically incorrect con il quale affronta l’argomento.

LE FAZIONI – «Il mondo dell’alimentazione oggi è molto sfaccettato e non c’è una sola idea. Ma emerge con chiarezza una divisione in fazioni. Tra questi ci sono anche i carnivori senza alcun rispetto per gli animali e per il pianeta, i fondamentalisti del “no carne”, attivisti vegani e ambientalisti aggressivi», continua Schira pronta a indicare, a chi non fa dell’attivismo nell’una o nell’altra fazione, una via diversa. Quella, appunto, dei nuovi onnivori che sono allo stesso tempo, «liberi e gioiosi di alimentarsi recuperando un pizzico di ironia e sano fatalismo, ma – sottolinea – anche responsabili e consapevoli delle proprie scelte alimentari». A loro sono dedicati i 14 punti del Manifesto dei Nuovi Onnivori che al primo posto ricorda una verità assoluta: Il cibo non fa male.

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Nel libro “I Nuovi Onnivori”, Roberta Schira, affronta con rigore e un pizzico d’ironia il tema delle scelte alimentari

IL MANIFESTO DEI NUOVI ONNIVORI – «Non voglio fare la guru – sorride l’autrice autodenunciando il suo amore per il buon cibo – ma oggi viviamo in una situazione contraddittoria. Da una parte non si è mai parlato così tanto di cibo, di chef, di cucina spettacolo, ricette, ingredienti e prelibatezze del Made in Italy, dall’altra esperti e nutrizionisti ci terrorizzano facendoci diventare sospettosi verso ogni tipo di alimento tanto da instillare in ognuno sensi di colpa difficili da somatizzare». I nuovi onnivori disegnati da Roberta Schira frequentano ristoranti che adottano modelli di sostenibilità che non sprecano né cibo né energia, né tanto meno acqua. Posti dove la sostenibilità non è di facciata, «dove chi cucina conosce la provenienza di ogni ingrediente, sa come hanno vissuto gli animali di cui porta in tavola la carne e come sono stati uccisi. E – fa notare – posti dove il personale non è sfruttato».

DIALOGARE – “Se hai un credo alimentare diverso dal mio, parliamoneè il punto 12 del Manifesto che, di fatto, è una sorta di compendio di buona parte delle 200 pagine de I nuovi onnivori. Lo stesso punto, oltre a mettere in guardia contro gli estremismi, è il prologo al Mini-ricettario per tavole miste. «Stare insieme alla stessa tavola non deve mai spaventare i commensali anche in caso di abitudini alimentari diverse. Basta sapere cosa preparare», dice sorridendo Roberta Schira che per scrivere il libro ha impiegato due anni e utilizzato un espediente che lo rende godibile, la presenza di un accompagnatore. «Il mio Virgilio in questa ricerca è Tom, un amico americano alla ricerca del suo Io gastronomico, con qualche intolleranza vera o presunta e alcune idiosincrasie. Con lui mi inoltrerò in un viaggio di formazione alimentare che, come un Pranzo di Babette – conclude – riporta al centro la funzione terapeutica del cibo».

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