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Le regioni italiane dicono no all’ogm

Fronte compatto degli assessori regionali all'agricoltura contro il piano di coesistenza tra colture tradizionali, biologiche e ogm sui loro territori

da Affaritaliani.it
30 Settembre 2010

G20 social justice and state security demonstrations, foto di Tim & Selena Middleton/Flickr

Gli assessori all’Agricoltura hanno chiesto all’unanimità al governo di vietare la coltivazione di un tipo di mais e di patata geneticamente modificati, e hanno detto di essere contrari all’introduzione di qualsiasi coltura Ogm sui loro territori.

«Abbiamo votato un ordine del giorno attraverso il quale chiediamo al ministro delle Politiche agricole di esercitare la clausola di salvaguardia ai sensi dell’articolo 23 della direttiva europea 18 del 2001, recepita in Italia con una legge del 2003, al fine di vietare la coltivazione del mais Ogm Mon810 e della patata Amflora», ha fatto sapere Dario Stefano, assessore all’Agricoltura della Puglia e coordinatore della Commissione agricoltura della Conferenza delle regioni.

Il mais Mon810, prodotto dalla statunitense Monsanto, è già bandito in Francia, Germania, Austria, Ungheria, Grecia e Lussemburgo. La patata Amflora, la cui coltivazione è stata autorizzata in Europa nel marzo scorso dalla Commissione europea, prima coltura Ogm in 12 anni, è della tedesca Basf. «Allo stesso tempo abbiamo richiamato il ministro e quindi il governo a rispettare la posizione delle Regioni italiane, che hanno la delega all’Agricoltura, che è unanimemente contraria alla produzione di Ogm», ha aggiunto l’assessore della giunta pugliese.

L’ordine del giorno sarà sottoposto il prossimo 7 ottobre alla conferenza dei presidenti regionali. Per l’assessore, il piano di coesistenza tra colture tradizionali, biologiche e Ogm che le regioni dovrebbero adottare è «da rigettare, alla luce delle nuove proposte europee che lasciano autonomia ai singoli Stati sulla questione degli organismi geneticamente modificati».

La settimana scorsa, in un’intervista a Reuters, il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan aveva detto che se le regioni non adotteranno i piani di coesistenza «dovrà sostituirsi, sulle base delle ultime direttive europee e di una sentenza del Consiglio di Stato, lo Stato», e quindi lo stesso ministero. Stefano però ha respinto la minaccia del ministro: «Non può farlo senza intesa e senza tenere conto delle nostre indicazioni».

«D’altronde, molte Regioni italiane già oggi hanno normative in questo senso, che vietano gli Ogm, si tratta di amalgamare il sistema regionale italiano. Questo voto all’unanimità riconosce la qualità dell’agricoltura italiana, delle nostre eccellenze agroalimentari e della professionalità di tutto il settore. Una vittoria per i consumatori, per i produttori di biologico e per chi ha a cuore lo sviluppo dell’economia agricola del nostro Paese», ha commentato in una nota Vittorio Cogliati Dezza, presidentedi Legambiente.

 

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