Wise Society : Insetti commestibili: larve della farina e grilli ammessi nel mercato europeo

Insetti commestibili: larve della farina e grilli ammessi nel mercato europeo

di Patrizia Riso
1 Febbraio 2023

La presenza di insetti come ingrediente alimentare in UE è realtà da qualche anno. Come è successo e cosa comportano queste novità per noi e per l’ambiente?

È ufficiale: il Regolamento (UE) 2023/58 in vigore dal 26 gennaio 2023, dichiara all’art 1 che: le larve di Alphitobius diaperinus, verme della farina minore, congelate, in pasta, essiccate e in polvere sono autorizzate a essere immesse sul mercato dell’Unione come prodotti o ingredienti alimentari. Poco prima il regolamento 2023/5 del 3 gennaio, autorizzava la società vietnamita Cricket One Co. Ltd a immettere sul mercato Ue la polvere di grillo parzialmente sgrassata di Acheta domesticus, il grillo domestico.

farina di insetti

Foto Shutterstock

Insetti commestibili: il cibo del futuro prodotto nel presente

È ormai da qualche anno che sentiamo parlare di insetti commestibili e utilizzabili nell’industria alimentare. L’8 febbraio 2022 è toccato alla larva gialla della farina (larva di Tenebrio molitor), ammessa come nuovo alimento congelata, essiccata e in polvere. Il 12 dicembre 2021 era stato il turno della locusta migratoria, ammessa come snack o ingrediente alimentare. La decisione è arrivata dopo la pubblicazione a gennaio 2021 della prima valutazione ufficiale sugli insetti come ingrediente alimentare da parte dell’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Le autorizzazioni della Commissione Europea in campo alimentare arrivano sempre dopo l’autorizzazione dell’EFSA che stabilisce, ad esempio, che il consumo di queste larve può causare reazioni nelle persone allergiche ai crostacei e agli acari della polvere e che gli integratori alimentari contenenti larve di Alphitobius diaperinus in polvere non dovrebbero essere assunti da persone di età inferiore a 18 anni. Ma non c’è da stupirsi: anche la produzione di insetti, così come tutti gli altri alimenti, deve rispettare determinate norme di sicurezza alimentare.

Gli insetti commestibili sono diventati un novel food

Novel food è l’espressione con la quale si indica qualsiasi cibo, compreso in alcune categorie, che non era usato per il consumo umano prima del 15 maggio 1997.  Sono le aziende che investono nell’allevamento e lavorazione di insetti a richiedere l’autorizzazione a commercializzare i loro prodotti.

A rappresentare la vitalità di questo settore produttivo, c’è L’IPIFF, International Platform of Insects for Food and Feed, organizzazione no profit europea che difende gli interessi delle aziende produttrici di insetti. Nel farlo, il suo obiettivo è promuovere l’uso degli insetti e di loro prodotti derivati per il consumo umano. L’organizzazione è formata da 87 membri, principalmente aziende e centri universitari di ricerca, distribuiti in diversi stati membri dell’Unione Europea più Inghilterra, Israele, Stati Uniti, Malesia, Corea e Giappone. Tutti concordi nel fatto che gli insetti sono una fonte primaria di principi nutritivi per l’essere umano.

Sono membri dell’IPIFF 4 università italiane e tre aziende: BEF Biosystems, Italian Cricket Farm e Alia Insect Farm start up che si occupa di ricerca e sviluppo. Il mercato, probabilmente, vuole anticipare il probabile aumento di richiesta di insetti come alimento.

farina di grilli

Foto Shutterstock

Insetti edibili: caratteristiche nutrizionali e aspetti ambientali

La produzione di insetti fa risparmiare energia e consumo di risorse naturali offrendo un valido sostegno nutritivo. Secondo Entonote, realtà che promuove il tema dell’insetto nel piatto, si tratta di un cibo completo da un punto di vista nutrizionale perché ricchi di proteine, ferro, calcio, vitamine e altri micro e macronutrienti.  Sul sito leggiamo: “prendiamo come esempio il grillo: 100 g di grillo contengono circa 121 Chilocalorie, 12.9 g di proteine, 5.5 g di grassi, 5.1 g di carboidrati, 78.8 mg di calcio, 185.3 mg di fosforo, 9.5 mg di ferro”.

Impatto ambientale degli allevamenti di insetti

Oltre l’aspetto nutrizionale, un dato fondamentale è il minore impatto ambientale di un allevamento di insetti rispetto a quelli tipici della zootecnica tradizionale. Per ottenere 1 kg di proteine da un bovino servono 195mq di suolo e 22.000 litri di acqua rispetto ai 2mq e i 150 litri d’acqua necessari per allevare un grillo.

Il peso ambientale delle nostre abitudini alimentari è noto, e ce lo ricorda anche il report “Dalle pandemie alla perdita di biodiversità, dove ci sta portando il consumo di carne”, pubblicato a Luglio 2021 dal WWF. L’organizzazione sottolinea che gli allevamenti intensivi sono da soli responsabili del 14,5% delle emissioni totali di gas serra, utilizzano circa il 20% delle terre emerse come pascolo e il 40% dei terreni coltivati per la produzione di mangimi.

Considerando quindi che l’allevamento d’insetti ha un impatto sull’ambiente minore rispetto agli allevamenti animali tradizionali, e che gli insetti assicurano un apporto proteico adeguato alla nostra alimentazione, i dati sulla produzione di insetti per l’industria alimentare sono sicuramente interessanti per provare a immaginare un cambiamento nelle nostre abitudini alimentari che sia positivo per l’ambiente.
Il consumo alimentare di insetti nel mondo

La riluttanza culturale intorno al tema

Nel mondo ci sono oltre 2000 specie di insetti commestibili consumate da circa 3 miliardi di persone residenti in diversi paesi del sud del mondo. Per chi segue una dieta onnivora, la difficoltà a immaginare di impastare una pizza con la farina di larve è comprensibile. Ma sono le nostre scelte a decidere i nostri consumi, per questo concludiamo con una citazione di Giovanni Sogari, ricercatore dell’Università di Parma e autore del libro “A tavola con gli insetti”, che afferma: “Ci sono ragioni cognitive derivanti dalla nostra esperienza sociale e culturale, il cosiddetto ‘yuck factor’, che rendono repellente il pensiero di mangiare insetti per molte persone in Europa. Con il tempo e la diffusione – del tema e dei prodotti ndr -, questa attitudine può cambiare”.

Patrizia Riso

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