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Biologico: orgoglio dell’agricoltura italiana

Nonostante la crisi, 7 cittadini su 10 acquistano bio. Cresce del 8,9% la spesa media annua per mangiare senza residui chimici e l'Italia si conferma il più importante produttore europeo

Francesca Tozzi
11 ottobre 2012

Il consumo critico batte la crisi: 7 cittadini su 10 acquistano bio. Nonostante la cattiva congiuntura economica, il mercato del biologico continua a crescere e l’Italia rimane il principale produttore europeo, in termini di quantità e diversità delle produzioni con i suoi 1.100.000 ettari certificati. Segno che i consumatori sono diventati più esigenti in fatto di cibo e più sensibili ai temi della salute e della sostenibilità. E segno anche che qualcosa di buono l’Italia lo produce. I numeri, presentati nel dossier “Bio, benessere garantito” di AIAB, Coldiretti e Legambiente parlano da soli.

 In Italia il settore biologico registra un fatturato di circa un miliardo e 550 milioni di euro l’anno, sono 1.096.889 gli ettari investiti nelle coltivazioni biologiche, per cui il Belpaese risulta al settimo posto nella classifica mondiale con il 3% circa della superficie complessiva, valutata sui 37 milioni di ettari. In linea generale, il settore degli operatori risulta in crescita dell’1,3% rispetto al 2010 con 48.269 operatori. Tra le regioni con maggiore presenza di aziende bio c’è la Sicilia seguita dalla Calabria, mentre per le aziende di trasformazione impegnate nel settore spicca l’Emilia Romagna seguita da Lombardia e Veneto.

Sul piano dei consumatori si registra un aumento della spesa dell’8,9% su base annua, in chiara controtendenza con la riduzione complessiva dei consumi di generi alimentari convenzionali. Il cibo bio più consumato in termini di spesa è ancora rappresentato dalle uova, grazie anche al buon incremento registrato rispetto al 2010 (+21,4%), ma gli aumenti nei consumi si rilevano soprattutto per i prodotti lattiero-caseari con una crescita degli acquisti nel 2011 del 16,2% e per altri alimenti come biscotti, dolciumi, snack (+16,1%) e bevande analcoliche (+16%). Meno rilevanti gli aumenti per l’ortofrutta fresca e trasformata (+3,4%), che resta comunque la categoria principale tra i prodotti biologici consumati. Nonostante l’andamento favorevole dei consumi, però, dal punto di vista della spesa pro-capite l’Italia si vede superare dalla Svizzera e dalla Danimarca nella graduatoria mondiale ed europea. Forse, alla fine non è una questione di numeri ma di cultura.

Foto di Guido Bramante/flickr

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