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Biologico: il logo europeo diventa obbligatorio

Dal primo luglio 2012 su tutti i prodotti biologici confezionati dovrà apparire il nuovo logo dell'Ue: una foglia formata da dodici stelle bianche su fondo verde con al centro una cometa

Francesca Tozzi
29 Giugno 2012

biologico agricoltura biologicaA partire dal mese prossimo il logo biologico dell’Ue diventa pienamente operativo. Dal primo luglio 2012 sui prodotti biologici dovrà apparire il nuovo logo europeo: una foglia formata da dodici stelle bianche su fondo verde con al centro una cometa, logo che i cittadini dell’Unione hanno scelto tra 3.500 proposte.

L’obbligo vale per tutti gli alimenti biologici pre-confezionati che sono stati prodotti in Europa e resta invece facoltativo per quelli sfusi e importati. Questo logo era stato, in realtà, introdotto già il 1° luglio 2010 ma era previsto che diventasse obbligatorio solo al termine di un periodo transitorio di due anni. In questo modo gli operatori hanno avuto la possibilità di adattarsi alle nuove norme, evitando lo spreco degli imballaggi esistenti. Una garanzia in più per il consumatore finale, sempre più attento alle certificazioni e alla tracciabilità di quello che mangia. Nel campo visivo del logo devono figurare infatti anche il numero di codice dell’organismo di controllo e il luogo di produzione delle materie prime agricole.

Produrre biologico è possibile solo se si hanno determinati requisiti. Le truffe che ogni tanto coinvolgono anche questo settore non cancellano il fatto che un prodotto che sulla confezione riporta logo europeo e nome dell’ente di certificazione è garantito da una serie di regole, dal campo al punto di vendita. Gli enti certificatori, per quanto siano organismi privati, devono essere super partes e per questo vengono controllati e autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole, così come abbiamo spiegato nell’articolo “Biologico: le certificazioni e i controlli”.

 Non è solo la questione delle certificazioni, però, a suscitare perplessità intorno al mondo del biologico (dubbi in chiave salutistica sono stati sollevati in passato anche dal mondo scientifico, per esempio dall’Inran, l’Istituto nazionale di ricerca sugli alimenti e la nutrizione): molti si chiedono se il biologico sia davvero sostenibile, se sia conciliabile con il problema irrisolto della fame del mondo, se sia un modo di alimentarsi alla portata di tutti. A queste perplessità ha cercato di rispondere Alessandro Triantafyllidis, presidente di Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica). Ciononostante, il biologico sta crescendo: il consumo di prodotti biologici nell’Ue rappresenta oggi il 2% circa del mercato dell’Unione. Anche la produzione è cresciuta notevolmente negli ultimi dieci anni: circa il 5% della superficie agricola dell’Ue e oltre il 2% delle aziende agricole risultano attualmente certificate per la produzione biologica.

Foto di pizzodisevo/flickr

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