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Biologico, falsa soia sequestrata. Ogm doppi rispetto al limite

I legumi requisiti contenevano una componente transgenica doppia di quella ammessa dalla normativa europea

Ilaria Lucchetti
14 Giugno 2012

foto di paPisc/flickrPiù di 1700 tonnellate di falsa soia biologica sequestrate il 14 Giugno scorso a Ravenna e in altre città italiane, nel corso di una maxi-operazione condotta dalla Guardia di Finanza. I semi provenienti dall’est Europa contenevano il doppio dei livelli di Ogm – organismi geneticamente modificati – consentiti dalla legge.

Cinquecento tonnellate sono state bloccate nel porto del centro romagnolo e altre 1.200 presso i grossisti di altre città.

La soia contaminata arrivava a Ravenna accompagnata da certificazioni fasulle che ne garantivano la qualità, ingannando in questo modo i consumatori. E arrecando danni all’immagine del comparto: «Seguiamo con attenzione gli sviluppi perché le truffe e le contraffazioni delle certificazioni danneggiano innanzitutto i produttori onesti e i consumatori – ha commentato Alessandro Triantafyllidis, presidente nazionale AIAB, Associazione italiana agricoltura biologica – Dalle notizie al momento disponibili il fenomeno sembra circoscritto a partite di soia importata dall’Est Europa, accompagnate da false certificazioni biologiche. Le aziende agricole italiane, quindi, risultano essere scevre da responsabilità ed essere casomai vittime di queste frodi, facilitate dagli appetiti speculativi determinati dalla crescita del mercato e dell’import biologici. È infatti evidente  – ha concluso – che l’espansione continua dei consumi e le grande vitalità del settore attirano gli interessi della speculazione e della criminalità. Non possiamo quindi che plaudere all’azione della Guardia di Finanza di Ravenna»

Il blitz delle Fiamme Gialle è da ricollegarsi a un’analoga operazione che prese il via a Verona in dicembre, quando i militari smascherarono una grossa frode ai danni del settore agroalimentare.

Purtroppo il mondo del biologico è esposto a truffe e contraffazioni che mettono in ansia i consumatori. Per questo non basta il marchio europeo sui prodotti: è importante che le aziende del bio siano certificate da enti super partes e accreditati dal Ministero delle Politiche Agricole.

Nell’articolo “Biologico: le certificazioni e i controlli” indichiamo quali sono gli enti accreditati a livello nazionale e che tipo di lavoro svolgono a tutela della sicurezza e salute dei consumatori.

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