Wise Society : Arriva S-Cambia Cibo!, la dispensa collettiva
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Arriva S-Cambia Cibo!, la dispensa collettiva

Il progetto permette di offrire prodotti alimentari in scadenza e che stanno per essere buttati ad altre persone che li richiedono favorendo anche la socializzazione e il contatto umano

Fabio Di Todaro
23 Luglio 2015

Image by CorbisLe patate potrebbero servire a Michele, che andrà in ferie soltanto a fine agosto. I pomodori, invece, non mancano mai nel frigorifero di Laura, che in questa settimana non ha però avuto il tempo di andare al supermercato. E che è rimasta senza. vi siete mai chiesti come ridurre lo spreco di cibo prima delle vacanze? Se non si ha voglia di scampanellare ai vicini di casa, adesso c’è un nuovo strumento utile a costruire una rete più ampia di condivisioni.

VANTAGGI PER LE TASCHE E PER L’AMBIENTE – Si chiama S-Cambia Cibo! la dispensa collettiva dove tutti – privati, aziende e associazioni – possono prendere o lasciare alimenti definiti “ad alto rischio spreco”. Il progetto è nato lo scorso anno a Bologna, avamposto anche del Social Street, ma punta ad allargarsi al resto del Paese. A volerlo un gruppo di professionisti (ingegneri, architetti, comunicatori), messosi assieme in un laboratorio di co-working per ammortizzare i costi e fondere le idee. Da qui l’idea – già decollata in Germania con Food Sharing e a Lisbona con Re-Food – di condividere il cibo, poi divenuta un progetto di Resilia, cooperativa di ricerca e sviluppo sul tema della resilienza.

LA FASE OPERATIVA – Ma come funziona “S-cambia cibo!”? Chiunque può collegarsi sul sito, inserire i propri dati, la propria geo-localizzazione e quando ha del cibo che sa di non poter consumare, fotografarlo e presentarlo alla Rete. Così patate, zucchine, albicocche e pomodori finiranno in qualche altra cucina, piuttosto che nella pattumiera. Chiaro che la trattativa, per essere finalizzata, necessita di due attori distanti non più di qualche chilometro. Pur partendo dal web, dunque, la piattaforma è nata per sviluppare anche il contatto umano. Non mancano infatti le testimonianze di cittadini che, incontratisi per scambiarsi alcuni alimenti, sono poi finiti a gozzovigliare a tavola assieme. «Rafforzare le relazioni sociali e di comunità: condivide il cibo è un modo per fortificare il legame con amici, colleghi e conoscenti», si legge sul sito.

LA LOTTA ALLO SPRECO IN ITALIA – I dati per l’Italia parlano chiaro: sono 146 i chilogrammi di cibo gettato ogni anno, in media, da ogni italiano. Corrisponde quasi a un terzo del cibo presente nei pensili domestici la quantità che finisce nella Image by Corbispattumiera, piuttosto che nei piatti. Un problema tutto occidentale che suona sinistro per chi, invece, ha il problema opposto: mettere assieme i tre pasti di una giornata. La sensibilità sul tema, però, sta crescendo. La lotta allo spreco è uno dei punti inseriti nella Carta di Milano. C’è Andrea Segrè che gira il Paese in lungo e in largo per «reinsegnare agli italiani come si fa la spesa». Banco Alimentare Pasto Buono recuperano gli eccessi della ristorazione da donare a chi ne ha bisogno. Ma in attesa di un documento che regolamenti la donazione del cibo invenduto, molto si può fare anche a livello individuale. Da qui l’idea di S-Cambia Cibo!, da rispolverare alla soglia delle vacanze. Perché è giusto che quelle patate che state per buttare trovino un nuovo proprietario.

Twitter @fabioditodaro

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