Wise Society : Arriva la pasta Doc Made in China
ARTICOLI Vedi tutti >>

Arriva la pasta Doc Made in China

L'Unione Europea apre all'Oriente e inserisce nel registro delle specialità alimentari a indicazione geografica protetta il primo prodotto made in China

da Vita.it
4 Novembre 2010

Cooked cellophane noodles, foto di Benjwong

Arriva la prima pasta certificata Made in China con l’Unione Europea che ha deciso di iscrivere nel registro degli alimenti a indicazione geografica protetta (Igp) la pasta alimentare Longkou Fen Si che sarà così tutelata dalle imitazioni sul mercato comunitario. La Cina così si dimostra un Paese attento alla qualità, e non solo noto per il fenomeno della contraffazione (anche alimentare), come ha sottolineato Mauro Rosati, segretario generale della Fondazione Qualivita: «Da oggi siamo certi che esiste un nuovo competitor nel mercato del food . Il Made in China non è solo quello taroccato, ma anche quello buono. Dovremo rapidamente abituarci». E Coldiretti oggi sottolinea che l’Italia risponde con la presentazione della prima pasta fatta con grano cento per cento italiano del pastificio Ghigi nell’ambito del progetto per una filiera agricola tutta italiana.
La pasta Longkou Fen Si (Igp), nota anche con il nome di vermicelli cinesi (cellophane noodles), è ottenuta con amido secco ricavato da fagiolini verdi e piselli, ha la forma di sottili vermicelli di spessore uniforme, morbidi ed elastici, che non si incollano e dal colore bianco translucido. Sono prodotti in Cina orientale nella penisola di Shandong e la caratteristica principale è che, anche immersi nell’acqua bollente per tempi lunghi, non si incollano e non si spezzano per l’elevato contenuto in amido dei vermicelli dovuto al metodo di lavorazione e alle acque utilizzate. Oltre ai vermicelli sono in attesa della registrazione europea altri prodotti alimentari cinesi come la mela Shaanxi Ping Guo, il tè verde Longjing cha, il pomelo (un tipo di agrume) Guanxi Mi You, il tubero Lixian Ma Shan Yao e l’aceto di riso fermentato Zhenjiang Xiang Cu.

«Il riconoscimento comunitario del primo prodotto cinese deve anche significare un impegno per il gigante asiatico a combattere le contraffazioni ed imitazioni dei prodotti alimentari tipici sul proprio territorio», ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.  In Cina, purtroppo, il falso Made in Italy è spesso arrivato prima di quello vero ed è possibile trovare sul mercato parmesan australiano, provolone statunitense ma anche pecorino e pomodorini di collina cinesi che tolgono spazio sugli scaffali al prodotto nostrano. Inoltre, è necessario un riequilibrio nella bilancia commerciale agroalimentare tra Cina e Italia con le importazioni dal gigante asiatico che sono state in valore pari a tre volte le esportazioni, nel primo semestre del 2010.

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
Link Sponsorizzati
COMMENTA NELLA COMMUNITY

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1205 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1203 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1206 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1083 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1204
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY