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Axè Italia Onlus
organizzazione no-profit

Projeto Axè (www.projetoaxe.org.br) è una organizzazione no-profit nata nel 1990 a Salvador, Bahia (Brasile) da Cesare De Florio La Rocca, avvocato ed educatore fiorentino, con l’obiettivo di recuperare bambini e ragazzi di strada esclusi dalla vita sociale, affettiva ed istituzionale, attraverso l’innovativa proposta della pedagogia del desiderio che si basa sullo stimolo della creatività individuale, attraverso la formula e il principio dell’Arteducazione.

Nel 2004 il progetto arriva anche in Italia e viene fondata a Firenze l’associazione Axé Italia Onlus, con lo scopo di fare conoscere maggiormente l’iniziativa e raccogliere fondi per sostenere la sua attività in Brasile, consentendo così l’accoglienza di un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi. Nel 2009 la struttura viene potenziata e trasferita a Roma. La cantautrice romana Fiorella Mannoia è diventata grande fan e testimonial del progetto dopo aver conosciuto i ragazzi di Axè in Brasile e averli invitati a esibirsi con lei nel Sud Tour 2012.

Inclusione e formazione

Il progetto Axé è una delle realtà più importanti e interessanti del Brasile, per la difesa dei diritti dell’infanzia esclusa e nella formazione etica e culturale sia di ragazzi a rischio che di operatori sociali. Dalla nascita ad oggi, Projeto Axè ha recuperato e reinserito nel mondo familiare, scolastico e sociale oltre 18 mila ragazzi di strada, con un tasso di successo di circa l’85 percento.Axè segue oggi circa 900 bambini e ragazzi di Salvador (50 percento maschi ed altrettante femmine, tra i 4 ei 25 anni di età) attraverso percorsi di recupero che includono l’apprendimento didiscipline artistiche (musica, danza, arti figurative, moda), il sostegno alla frequenza scolastica, il ritorno in famiglia.

Educare alla bellezza

Tutto si basa su una proposta e una pratica pedagogica definita “del desiderio” che ha come riferimenti da un lato Paulo Freire, grande educatore brasiliano, dall’altro lo scienziato e studioso svizzero Jean Piaget, ma anche gli studi di Freud e di Lacan per quanto riguarda la psicanalisi. L’idea è quella di offrire ai giovanissimi la possibilità di esprimere desideri e avvicinarsi alla conoscenza attraverso i differenti linguaggi dell’arte, (dalla musica al canto dalla danza al teatro) offrendo loro una possibilità concreta di sviluppo personale, intellettuale e professionale, diventando al contempo cittadini responsabili. Figura chiave sono gli educatori, veri e propri professionisti di diverse discipline che lavorano a stretto contatto i minori e li accompagnano nelle diverse tappe del processo educativo.

Casa dell’ArtEducazione

Il 2014 segna per Axé Italia una nuova tappa fondamentale con l’apertura della “Casa dell’ArtEducazione”, diventando l’anno della legittimazione della “Pedagogia del Desiderio” di Axé in Italia. Dopo quattro anni di disseminazione e promozione della metodologia ArtEducativa sviluppata in 25 anni da Projeto Axé in Brasile, la Casa dell’ArtEducazione a Milano costituisce un luogo adibito concretamente per il lavoro con i giovani in difficoltà della città meneghina, in particolare quelli appartenenti ai gruppi più vulnerabili e a rischio di esclusione sociale. Nato dalla collaborazione tra Comune di Milano e, tra gli altri, Istituto Comprensivo ICS Giacosa, Università di Torino e Progetto Axé Italia, è reso possibile grazie ai contributi della Fondazione Cariplo e della Fondazione Alta Mane Italia. Il progetto si propone di proteggere i diritti dei minori, in primo luogo il diritto all’educazione e alla bellezza.

Coloriamoci Dentro

Nel 2015 Axé Italia ha avviato all’interno del carcere di Rebibbia il progetto “Coloriamoci Dentro”. L’iniziativa, avviata insieme all’Associazione ForMattArt e grazie al contributo di personale qualificato ed esperto, si rivolge alle madri detenute che convivono con i figli all’interno del carcere e a quelle i cui bambini vivono fuori dal penitenziario. Attraverso un percorso all’insegna dell’arte le donne sono state accompagnate in un percorso di riscoperta della loro individualità e della genitorialità. Le attività arteducative condotte hanno coinvolto sia le mamme che i loro bambini: ogni settimana si sono tenuti laboratori artistici con le donne con figli d’età inferiore ai 3 anni, che vivono nella casa di detenzione romana, mentre ogni 15 giorni sono stati portati avanti i laboratori di narrazione per le madri con i bambini più grandi residenti fuori dal carcere.