«In Italia la mobilità elettrica non è considerata strategica»

Maurizio Lega
4 maggio 2016

«L’Italia è agli ultimi posti nella classifica UE sulla mobilità elettrica». Inizia così l’incontro di Wise Society con Pietro Menga, presidente di Cei Cives (Commissione Italiana Veicoli Elettrici a Batteria, Ibridi e a Celle a combustibile) Sezione italiana dell’AVERE (European Associaton for Battery, Hybrid and Fuel Cell Electric Vehicles), che studia e promuove la diffusione dei veicoli elettrici per uso stradale.

Menga spiega come per diffondere maggiormente la mobilità elettrica sia necessario creare delle incentivazioni indirette come ad esempio favorire l’accesso a parcheggi e ZTL che inviterebbero il potenziale acquirente di auto elttriche. ma anche maggiore attenzione alla ricarica domestica oltre che a quella pubblica con colonnine di ricarica diffuse sul territorio e sulle strade a lunga percorrenza.

«Servirebbe una visione di carattere più ampio a livello centrale che metabolizzasse l’esigenza della ricarica elettrica come elemento di valenza ambientale ed energetica per il paese con interventi organici fino ad ora mancanti», conclude.

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