Wise Society : Yoga, una scienza e un’arte per migliorare se stessi
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Yoga, una scienza e un’arte per migliorare se stessi

L'antica pratica indiana fa bene a tutti, piccoli e grandi. All'inizio richiede impegno e continuità, ma ripaga con benefici enormi. Per la vita intera

Fiorenza Da Rold
30 aprile 2013

Lo yoga non è una ginnastica come molti pensano, bensì qualcosa di più profondo e complesso: un sistema di pensiero nato in India all’incirca 5000 anni fa quando i rishi, gli antichi saggi che vivevano nella valle dell’Indo, osservando le leggi della Natura svilupparono e sistematizzarono una disciplina in grado di portare l’uomo in armonia con se stesso: per creare equilibrio tra le energie del corpo, della mente e dello spirito (chiamato anche prana o soffio vitale).

Le origini della pratica

 

Yoga, foto di Andre Santos.foto/flickrLa classica teorizzazione dello yoga a cui tutte le correnti attingono ci è stata tramandata da Patañjali nel suo celebre trattato Yoga Sūtra: 196 aforismi redatti presumibilmente attorno al 400 a.C.: come un testo sacro, ne approfondiscono la filosofia in senso spirituale. La radice sanscrita yuj della parola Yoga significa unione, e indica quel complesso di pratiche che conducono alla unione del corpo con la mente e l’unione della mente individuale con l’Infinito. Come scrisse il grande Mircea Eliade, insigne storico delle religioni e lui stesso cultore yogin “Ciò che contraddistingue lo yoga non è soltanto il suo aspetto pratico, ma anche la sua struttura iniziatica”. L’illustre studioso T.K.V. Desikachar, figlio e primo discepolo del famoso Yogi Sri Tirumalai Krishnamacharya, ci spiega che Yoga significa anche «ottenere ciò che prima era inottenibile»: qualcosa che forse non siamo in grado di fare, e che invece possiamo riuscire a realizzare attraverso la nostra evoluzione personale, fisica e psichica. «Lo yoga è una scienza e insieme un’arte, entrambe suggestive e profonde» diceva Carlo Patrian, pioniere disciplina indiana in Italia, scomparso qualche anno fa, «esso assicura grandi benefici a quanti vi si dedichino con amore, attenzione e tenacia». Praticarlo quindi è un percorso di ricerca e di crescita che non ha mai fine, perché infinite sono le possibilità di migliorarsi.

Posizioni e concentrazione

 

Yoga, foto di Andre Santos.foto/flickrL’applicazione dei principi dello yoga comporta per i neofiti l’adozione di una disciplina psicofisica piuttosto severa (sadhana), che si sviluppa secondo otto fasi (ashtanga): le restrizioni (yama), le osservanze (nyama), le posizioni (asana), gli esercizi respiratori (pranayama), la concentrazione su un punto (pratyahara), la concentrazione su un oggetto specifico (dharana), la meditazione (dhyana), la supercoscienza o illuminazione (samadhi). Ma da dove si comincia a praticare questa disciplina? Nel mondo occidentale, dal XIX secolo in poi, quella che si è diffusa maggiormente è la pratica delle Asanas (posizioni) e del Pranayama (controllo del respiro). Ma come insegna Desikachar, «Da qualunque punto iniziamo lo studio dello Yoga l’apprendimento avviene allo stesso modo. Più progrediamo e più diventiamo consapevoli della natura olistica del nostro essere; capiamo di essere corpo, respiro, mente e altro ancora». L’antica sapienza indiana ci ha trasmesso che gli scopi delle Asanas sono molteplici: inducono una più approfondita conoscenza del corpo, curano e prevengono disfunzioni, bilanciano le secrezioni ghiandolari, rilassano e tonificano i muscoli e il sistema nervoso, stimolano la circolazione sanguigna, distendono legamenti e tendini, massaggiano gli organi interni, calmano la mente.

Migliora l’equilibrio psicologico

 

Yoga, foto di Andre Santos.foto/flickrSe inizialmente il corpo manifesta una certa rigidità, non importa: il segreto è rilassarsi con una corretta respirazione durante l’esecuzione e il mantenimento della posizione. Perciò, prima di affrontare la pratica della Asanas, è bene acquisire una certa padronanza della respirazione diaframmatica: un modo di respirare sano e naturale (al contrario della respirazione toracica, oggi universalmente così diffusa a causa delle molte tensioni). Si impara facilmente, e poi si cerca di adottarla come buona abitudine anche al di fuori dello yoga, nell’arco della giornata. Nello Yoga le diverse parti del corpo funzionano come pesi e contrappesi, ma le Asanas agiscono nel modo giusto solo se la respirazione è corretta, quindi per ogni posizione viene espressamente indicato quando inspirare e quando espirare. Proprio perché non si tratta di esercizi di ginnastica, lo scopo non è raggiungere un’ideale di perfezione con la competitività dell’atleta. L’unico obiettivo è sperimentare una progressione nel fisico, senza lasciarsi scoraggiare dai propri limiti fisiologici. Mantenendo la posizione e la concentrazione, lentamente il corpo acquista una maggiore scioltezza, tono e benessere. Ne deriva anche un migliore equilibrio psicologico. Come disciplina olistica per eccellenza, il potere curativo dello Yoga si applica a tutti gli aspetti della vita.

Utile da giovani e da anziani

 

Imparare a respirare in modo più efficace significa apportare più ossigeno a tutto il corpo e quindi anche al cervello. La capacità di concentrazione aumenta, ci si sente meno stanchi, più energici e più pacifici nell’affrontare qualsiasi causa di stress nelle vita frenetica del nostro tempo Gli effetti positivi di una pratica regolare si misurano fin dalla prima lezione: prima e dopo. Un allenamento regolare favorisce anche la flessuosità, la forza e la calma interiore. Secondo i canoni degli antichi maestri yoga il corpo non doveva essere né grasso né magro, abbastanza forte senza essere troppo muscoloso. Molti esercizi sono ideali per regolare la digestione e per il ricambio di ossigeno in modo che l’organismo si mantenga energico e scattante. Tutti favoriscono l’assunzione di un corretto portamento. Non va dimenticato che Lo yoga ha un forte potere curativo. Regolarizza tutto il sistema neurovegetativo e ripristina l’equilibrio psicofisico. Il fastidioso mal di schiena causato da una cattiva postura o da una vita troppo sedentaria può essere contrastato con la posizione del Cobra o del Coccodrillo. È benefico per i giovani perché li aiuta a svilupparsi armoniosamente nella crescita, ma è altrettanto prezioso per gli anziani perché riattiva tutte le articolazioni che hanno perso mobilità.

Obiettivo: la pace interiore

 

Scrive Swami Sivananda, uno dei più grandi maestri di yoga del ventesimo secolo, medico e grande saggio che ha dedicato la sua vita al servizio dell’umanità e allo studio della filosofia Vedanta: «Oggi, più che in ogni altra epoca, gli occidentali sono sottoposti a tensioni che non sono in grado di controllare. Lo yoga, la più antica scienza della vita, è in grado di insegnarci molte cose a livello fisico, mentale e spirituale. (…) Chiunque si sottoponga a una pratica regolare, comincia ad avvertire dei sottili cambiamenti nel proprio approccio alla vita per cui, attraverso un costante lavoro di tonificazione e di rilassamento del corpo e della mente, inizia a percepire uno stato di pace interiore che costituisce la nostra vera natura. (…) Se non avete mai assaggiato il miele, anche se vi dicessi mille volte che è buono, non potrete capirlo sino a che non l’avrete provato. Praticate lo yoga e vedrete come vi fa bene».

Yoga, foto di Andre Santos.foto/flickr

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