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Come difendersi dal West Nile, virus trasmesso dalle zanzare

Per ridurre il rischio di trasmissione la misura preventiva più efficace è quella di evitare la puntura di zanzare

Fabio Di Todaro
6 agosto 2018

Il virus del Nilo Occidentale – finito all’attenzione delle cronache negli ultimi giorni per i due decessi e i 19 contagi provocati in Veneto – prende il nome dal distretto dell’Uganda dove è stato isolato per la prima volta nel 1937. Uomini, cavalli e altri mammiferi possono essere accidentalmente infettati da zanzare che si sono precedentemente nutrite col sangue di uccelli infetti, che rappresentano il vero serbatoio del virus.

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Il virus denominato West Nile nasce in Africa ed è arrivato in Europa negli anni ’60, Foto: Californian department of public health

LA STORIA – In Europa West Nile era noto per essere stato isolato in animali e in casi umani sporadici fino dagli anni ’60 e per aver causato nel 1996 un’epidemia in Romania, durante la quale erano stati segnalati i primi casi di malattia neuro invasiva, di cui era risultato responsabile il lignaggio 1 del virus (WNV-1). Col nuovo secolo, lo scenario è cambiato. Nel 2004, per la prima volta fuori dall’Africa, una variante diversa dello stesso virus, denominata WNV-2, fu isolata in uccelli selvatici catturati in Ungheria. WNV-2 si diffuse rapidamente verso sud-est, nella penisola Balcanica e nel Mediterraneo Orientale: nel 2010 causò una grave epidemia nel Nord della Grecia e successivamente penetrò anche in Italia, che dal 2015 è il Paese europeo col maggior numero di casi segnalati all’anno.

COME RICONOSCERE L’INFEZIONE?- L’infezione umana è asintomatica nell’ottanta per cento dei casi, ma può causare febbre e (in circa un caso su 150) una meningo-encefalite frequentemente mortale, soprattutto nei pazienti anziani. Fra i casi sintomatici, circa il venti per cento dei contagiati presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

COSA STA ACCADENDO? – Nel 2018 la trasmissione del virus West Nile in Italia e nel Sud-Est Europa è iniziata prima rispetto agli anni precedenti. Il 16 giugno si è verificato il primo caso umano di infezione confermata nel nostro Paese e, al 1 agosto 2018, sono stati segnalati 52 casi confermati di infezione (sia sintomatici che asintomatici) in Province endemiche del Veneto e dell’Emilia-Romagna. In particolare sono stati segnalati 16 casi con manifestazioni di tipo neuro invasivo di cui due decessi, 22 casi di febbre e 14 casi in donatori di sangue asintomatici. Sono questi i dati che emergono dal bollettino del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, redatto in collaborazione con il Centro studi malattie esotiche dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo.

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Il 16 giugno si è verificato il primo caso umano di infezione da West Nile confermata nel nostro Paese e, al 1 agosto 2018, sono stati segnalati 52 casi confermati di infezione (sia sintomatici che asintomatici) in Province endemiche del Veneto e dell’Emilia-Romagna. In particolare sono stati segnalati 16 casi con manifestazioni di tipo neuro invasivo di cui due decessi, 22 casi di febbre e 14 casi in donatori di sangue asintomatici, Foto: Pixabay

COME DIFENDERSI? – Per ridurre il rischio di trasmissione del West Nile Virus, la misura preventiva più efficace è quella di evitare la puntura di zanzare. In particolare l’approccio alla prevenzione è influenzato dal livello di concentrazione dei vettori. In alcuni casi, può essere necessario adottare più misure di prevenzione quali, all’aperto, utilizzare con moderazione repellenti cutanei per uso topico e, dal crepuscolo in poi, indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo . Nei luoghi chiusi, gli esperti consigliano di alloggiare in stanze dotate di impianto di condizionatori d’aria o, in mancanza di questo, provviste di zanzariere alle finestre e alle porte d’ingresso. Soltanto in caso di presenza di zanzare in ambienti interni, è consigliabile utilizzare spray a base di piretro o altri insetticidi per uso domestico, oppure diffusori di insetticida elettrici, areando bene i locali prima di soggiornarvi.

Twitter @fabioditodaro

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