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Virus Zika: cresce l’allerta in Brasile

La malattia è asintomatica in un caso su quattro. A preoccupare le diagnosi di microcefalia nei bambini nati da mamme colpite dall'infezione in gravidanza

Fabio Di Todaro
27 gennaio 2016

Le autorità sanitarie del Brasile preoccupate per il diffondersi del virus Zika, Foto: Agencia Brasil Fotografias/FlickrSalgono a  quattro i casi italiani legati al virus Zika. Dopo aver colpito 22 Paesi dell’America Latina, con focolai circoscritti in diverse nazioni quali Egitto, Thailandia, Vietnam, Malesia, Filippine, Uganda, Sierra Leone e negli ultimi anni nel Centro e Sud America, il virus Zika è arrivato in Italia tramite persone che erano state in vacanza in Brasile nel corso dell’ultimo anno.

COS’E’ IL VIRUS – Il virus Zika è un membro della famiglia di virus Flaviviridae, del genere Flavivirus, scoperto per la prima volta in Uganda nel 1947, nella foresta di Zika. Il virus è correlato alla dengue, alla  febbre gialla, all’encefalite del Nilo occidentale e all’encefalite giapponese, tutte malattie provocate da virus membri della famiglia dei virus Flaviviridae. Viene trasmesso da numerose zanzare del genere Aedes, soprattutto dalla zanzara della febbre gialla e dalla zanzara tigre. Il virus fu isolato nel 1947 da un Macaco Rhesus nella foresta Zika dell’Uganda e nel 1968 fu isolato per la prima volta in esseri umani in Nigeria.

I SINTOMI – «La malattia in un caso su quattro decorre in maniera asintomatica – spiega Antonio Chirianni, direttore del dipartimento di malattie infettive e urgenze infettivologiche dell’Ospedali dei Colli “Monaldi-Cotugno-CTO” di Napoli e Presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit) -. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia è lieve e si manifesta con febbricola, esantema e congiuntivite. Al Foto: Day Donaldson/Flickrmomento il problema più importante è che sembra che ci siano bambini, nati da donne che hanno avuto l’infezione durante la gravidanza, che hanno presentato una microcefalia. L’allerta è infatti successiva alle raccomandazioni dei Centri per la Prevenzione e il Controllo delle malattie statunitensi americani che consigliano alle donne che desiderano avere un figlio di non visitare quei paesi o di posporre il viaggio». Da giorni si discute del rapido aumento dei casi di microcefalia osservato in Brasile nel 2015: 2.782 (con quaranta decessi) rispetto ai 147 del 2014. L’incidenza, numeri alla mano, è aumentata di quasi venti volte. La microcefalia è una malformazione neurologica che può essere congenita o svilupparsi nei primi anni di vita. Quasi mai si associa a una riduzione delle capacità cognitive.

LE RACCOMANDAZIONI – Le raccomandazioni attuali prevedono che tutte le persone che presentano febbre nelle due settimane successive al rientro da zone endemiche devono essere valutate in un centro specialistico. Utile, per chi si reca in zone endemiche, prevenire le punture delle zanzare coprendo la superficie cutanea quanto più possibile, evitando di esporsi in particolare al tramonto, usando repellenti e dove richiesto anche Foto Agencia Brasil/Flickrutilizzando tende. Non esiste alcun vaccino contro il virus Zika né alcun tipo di terapia.

LA CAUSA – «Il virus viene trasmesso dalle zanzare – aggiunge Chirianni – ed è presente nel sangue delle persone infette e quindi potrebbe essere trasmesso mediante trasfusioni di sangue  e l’Organizzazione Mondiale della Sanità rivela che «il virus Zika è stato isolato nel liquido seminale umano, ed è stato descritto un caso di possibile trasmissione sessuale da persona a persona».

Twitter @fabioditodaro

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