Wise Society : Sigarette elettroniche rimandate: troppi rischi per la salute
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Sigarette elettroniche rimandate: troppi rischi per la salute

Le ricerche presentate al congresso delle Società Europea di Medicina Respiratoria evidenziano come le e-cig siano un rischio per l'apparato respiratorio e provochino malattie cardiovascolari

Fabio Di Todaro
1 novembre 2017

Lo scenario continua a essere frammentato: da una parte chi ne sostiene l’utilità come strumento per ridurre l’impatto del fumo sulla salute, dall’altra chi si guarda bene da suggerirne l’impiego e teme che il moderno dispositivo rappresenti un’arma di seduzione per i giovani. Sul banco ci sono le sigarette elettroniche, al centro della discussione scientifica nel corso del congresso della Società Europea di Medicina Respiratoria di Milano dello scorso mese di settembre. Dall’appuntamento, in realtà, sono emersi ulteriori dubbi riguardo la sicurezza dei dispositivi. Tre gli studi che hanno fatto più rumore.

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Come documentato in uno studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista «Tobacco Control» in Europa dal 2012 al 2016, il numero degli utilizzatori delle sigarette elettroniche è passato dal 7,2 all’11,6 per cento, foto: iStock

ARTERIE ISPESSITE E PRESSIONE PIÙ ALTA PER I FUMATORI «ELETTRONICI» – Il primo, presentato dal ricercatore svedese Magnus Lundback del Karolinska Institute di Stoccolma, ha evidenziato come l’utilizzo di sigarette elettroniche contenenti nicotina rappresenti un fattore di rischio per la salute cardiovascolare. Gli studiosi, al termine di una rilevazione condotta su un gruppo di quindici ragazzi, hanno infatti notato un irrigidimento della parete delle arterie (fattore di rischio per l’infarto del miocardio e per l’ictus cerebrale) e un aumento tanto della frequenza cardiaca quanto della pressione sanguigna già nei primi trenta minuti successivi alla «svapata». Conseguenze che invece non sono state rilevate nel gruppo di controllo: di cui facevano parte i giovani non esposti alla nicotina. Sarebbe proprio la sostanza psicoattiva, secondo Lundback, «la responsabile di quanto osservato, dal momento che gli stessi riscontri si osservano nei fumatori tradizionali»: esposti a concentrazioni più alte della sostanza. Sebbene al momento non ci siano ancora studi che abbiano valutato l’effetto a lungo termine sulla parete dei vasi, secondo il ricercatore scandinavo «il danno osservato potrebbe permanere pure a lungo termine».

ALTERNARE VECCHIE E NUOVE ABITUDINI NON FA BENE ALLA SALUTE – Altre due ricerche hanno invece puntato a fare chiarezza sulle ripercussioni per l’apparato respiratorio. Anche in questo caso il responso non è risultato confortante. Se dal primo studio è emerso che tra i liquidi aromatizzati più diffusi in nove Paesi europei (Grecia, Spagna, Germania, Olanda, Regno Unito, Ungheria, Romania, Polonia e Francia), spesso considerati innocui dagli utilizzatori delle «e-cig», vi è almeno una sostanza considerata tossica per la salute, un lavoro condotto dai ricercatori dell’Università di Umea ha confermato come l’alternanza tra le sigarette tradizionali e quelle elettroniche non attenui in realtà le conseguenze del fumo sulla salute: intese come il respiro sibilante, la tosse frequente e ricca di muco. Lo studio, come ribadito dagli stessi autori, «smentisce l’ipotesi che le sigarette elettroniche potrebbero essere un aiuto per i fumatori che intendono abbandonare il vizio». Di sicuro, invece, c’è un aggravamento dei sintomi respiratori rilevati nel campione di popolazione coinvolto nella ricerca. «Siamo ancora ben lontani dal definire con certezza le conseguenze per la salute legate al consumo delle sigarette elettroniche. Per il momento non ci sono dunque gli elementi per commercializzarle proponendole come un’alternativa sicura rispetto alle sigarette tradizionali».

IL RUOLO DELLE MULTINAZIONALI DEL TABACCO – Il tema è dunque molto caldo, come confermato anche dall’attenzione riposta nel corso del più importante appuntamento scientifico europeo dell’anno. Nel Vecchio Continente, dal 2012 al 2016, il numero degli utilizzatori delle «e-cig» è passato dal 7,2 all’11,6 per cento: come documentato in uno studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista «Tobacco Control». L’opinione raccolta dagli specialisti a Milano è pressoché unanime: in attesa di ulteriori riscontri, occorre mantenere un approccio molto cauto nei confronti delle sigarette elettroniche. «Il numero degli utilizzatori delle sigarette elettroniche è aumentato in maniera preoccupante negli ultimi anni – chiosa Lundback -. È diffusa l’errata percezione di un dispositivo pressoché innocuo. Ma non è così ed è quello che dobbiamo saper trasmettere, in maniera tale che ogni fumatore possa decidere di continuare o di smettere sulla base dell’evidenza scientifica». Diversi studi, condotti negli Stati Uniti, hanno evidenziato come il mercato delle sigarette elettroniche è pronto a superare quello delle tradizionali nell’arco di non più di dieci anni. Ecco perché «Big Tobacco» strizza l’occhio anche ai non fumatori: a partire dai più giovani, la cui attenzione viene calamitata dall’uso di immagini e odori che a tutto fanno pensare, fuorché a un prodotto poco sicuro per la salute. Ma così è, per adesso: firmato gli pneumologi europei.

Twitter @fabioditodaro

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