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Prendere il sole? in sicurezza e rispettando l’ambiente

Alcuni consigli su come abbronzarsi in maniera sana utilizzando prodotti ecologici anche sui più piccoli. Senza dimenticare l'impatto ambientale

Michele Novaga
15 luglio 2014

Image by © Lost Horizon Images/CorbisUna delle cose più belle e rilassanti dell’estate è prendere il sole. E poco importa se lo si fa in una spiaggia in riva al mare o in un prato di una malga di montagna o in mezzo ad un campo di margherite. L’importante è rilassarsi ai raggi del sole, prendere la tintarella e poi abbronzarsi.

Tuttavia un tale piacere va sempre accompagnato da alcuni consigli, perché non sempre le cose piacevoli fanno bene al nostro organismo. Come i bagni di sole (quelle “full immersion” di sole da fine settimana o da domenica) che possono aumentare il rischio di contrarre melanomi o tumori della pelle – che ogni anno colpiscono nel mondo 200.000 persone, 7000 solo in Italia – e che anche i medici della Società americana di oncologia clinica consigliano di evitare.

Alimentazione: per meglio catturare i raggi è importante seguire un’alimentazione che predisponga la pelle, come suggerisce la Coldiretti. Ecco allora che risulta fondamentale consumare cibi ricchi di Vitamina A che favorisce la produzione di melanina nell’epidermide: carote, radicchio, albicocche, spinaci, melone giallo su tutti. Ma non sono da snobbare insalate, ciliegie, fragole e pomodori. E se proprio nella vostra dieta questi prodotti non rientrassero, si può sempre fare ricorso agli integratori alimentari.

Creme solari: oltre a evitare il sole nelle ore più calde (11.00/15.00), è importante dotarsi di prodotti per proteggersi dal sole. Quali? Innanzitutto il consiglio è di acquistare creme di buona qualità, controllando il fattore di protezione e la forma cosmetica più adatta al tipo di impiego che intendete farne. Poi privilegiare le creme ecologiche rispetto a quelle sintetiche che utilizzano filtri chimici come Octyldodecyl Neopentanoate, Octyl Methoxycinnamate, 
Benzophenone, 
Ethylhexyl Methoxycinnamate, 
Butyl Methoxydibenzoylmethane dannosi non solo al benessere dell’uomo ma che sono responsabili anche dell’inquinamento dato che si tratta di sostanze tossiche anche per gli organismi acquatici. Gli eco-solari invece (cercate quelli che contengono la certificazione di eco-sostenibilità Aiab, Icea, Bdih, Abg, Ecocert, Abg e Ecocert) provengono da piante coltivate senza fertilizzanti e pesticidi e non sono realizzate con sostanze derivate dal petrolio o ricavate da animali. E poi sono ipoallergenici e non contengono conservanti.

Ricordate di acquistare diversi tipi di prodotti solari da impiegare in periodi diversi dal momento in cui vi siete esposti al sole la prima volta e in orari differenti della giornata. Scegliete una crema solare resistente all’acqua e al sudore, ricordandovi di applicarla di nuovo ogni volta che fate un bagno o dopo aver giocato in spiaggia a beach volley o ad altri sport. E, per non rendere vano il vostro “lavoro” al sole, non dimenticate di acquistare un doposole che restituisca freschezza e idratazione alla vostra pelle. Image by © jackSTAR/cultura/Corbis

Bambini: E per i più piccoli? Valgono gli stessi consigli suggeriti agli adulti con un ulteriore accorgimento a non utilizzare prodotti spray soprattutto nell’ipotesi in cui la crema non sia eco. Sono pratici sì, ma c’è la possibilità che parti del prodotto invece di andare sulla pelle vengano inalate dal bambino. Anche la Food and Drug Administration americana sta studiando i potenziali rischi di questi dispenser. E comunque la crema non va spruzzata direttamente sul viso ma sulle mani prima di spalmarla su guance, fronte e naso. Ricordatevi di far indossare ai vostri piccoli un cappello con protezione della nuca o a tesa larga e di farli stare preferibilmente all’ombra. E non scordate di applicare – come suggerisce anche la Lega svizzera contro il cancro – la crema anche su orecchie e dorso del piede.

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