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Polveri sottili: come difendersi dall’aumento dei livelli di Pm10

I consigli dello pneumologo: «Basta una sola esposizione a creare problemi. Attenzione alla corretta alimentazione»

Mariella Caruso
31 dicembre 2015

Polveri sottili: Foto Flickr:Simone RamellaL’allarme polveri sottili nell’aria non è da prendere sottogamba. Al di là degli allarmistici dati sull’incremento delle morti per smog la cui veridicità è tutta da valutare, «il problema – ammette Pierachille Santus, primario del reparto di pneumologia riabilitativa della Fondazione Maugeri e ricercatore di malattie respiratorie dell’Università di Milano – è reale». E non riguarda soltanto le polveri sottili. «In questo momento si parla soltanto di polveri sottili (una miscela complessa di particelle estremamente piccole, ndr) mentre in realtà le sostanze inalabili da smog sono tante: vanno dalle polveri sottili, che sono rappresentate dal Pm10 (particelle di 10 micrometri di diametro, ndr) e il Pm2,5 che è ancora più fine ad altre come il monossido di carbonio, l’ossido di azoto o l’ozono».

 COME AGISCONO SUL NOSTRO CORPO – Cosa accade al nostro apparato respiratorio quando viene a contatto con il Pm10? «Queste sostanze – spiega Santus – vengono in contatto con alveoli e bronchi favorendo processi di tipo flogistico con tutto ciò che ne consegue: facilità di contrarre infiammazioni sia legate specificatamente all’apparato respiratorio sia a quello cardiovascolare». Nello specifico l’esposizione a livelli di Pm10 superiori alla media possono favorire l’insorgenza di alcune patologie anche nell’immediato. Quali? «Raffreddore, tosse, infezioni da virus e da germi, quindi la predisposizione a contrarre influenze – chiarisce il medico -. Questo vale sia nelle persone sane, e in modo particolare nei bambini, negli anziani e in chi soffre già di patologie respiratorie come asmatici, bronchitici cronici in modo particolare quelli affetti da BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva)».

LA RICERCA – Ad avvalorare le parole di Santus c’è anche uno studio pubblicato dalla rivista “Respiratory Research”, al quale ha lavorato lo stesso ricercatore, che rivela l’aumento dei malori in concomitanza con i picchi di Pm10 nell’aria. «Tre anni fa – continua Santus – abbiamo realizzato uno studio a Milano sull’accesso al Pronto Soccorso in concomitanza con l’aumento dei livelli, anche minimi, di inquinanti di particolato. Abbiamo rilevato un aumento del ricorso alle cure per crisi asmatiche, bronchiti acute e, nei bambini, anche di tracheiti. Questo è un indizio di come all’aumento dello smog corrisponda un incremento delle patologie dell’apparato respiratorio anche dopo una sola esposizione. Ad aumentare sono anche i problemi cardiovascolari: sia gli attacchi cardiaci sia quelli cerebrovascolari».

centralina rilevamento Flickr:BrewbooksI CONSIGLI – Ovviamente l’auspicio migliore, attacca Santus, è che «le autorità competenti emanino, così come stanno facendo, dei provvedimenti atti a diminuire i livelli di polveri sottili nell’aria». Cosa può fare, invece, il singolo cittadino per minimizzare gli effetti del Pm10 sul proprio apparato respiratorio e su quello dei propri figli? «Chi può, specialmente nei periodi di vacanza, deve allontanarsi e spostarsi in ambienti meno inquinati sia di montagna sia di mare», continua lo specialista. Ovviamente in tanti non possono permetterselo per questioni lavorative e/o economiche. «A questo punto occorre cercare di limitare le uscite nelle ore di maggior concentrazione delle polveri sottili e seguire un’alimentazione corretta ricca di antiossidanti: quindi consumare molta frutta e verdura, in particolar modo arance. Ricchi di antiossidanti sono anche the, caffè e vino rosso. Il consumo di un bicchiere di vino rosso, ricco di antociani e polifenoli, a pranzo e a cena è salutare per l’apparato respiratorio in caso di smog. A questo si può aggiungere l’assunzione di integratori multivitaminici e della N-Aceltilcisteina». Ovviamente, aggiunge, «è fondamentale non portare fuori i bambini col passeggino perché farebbero la loro passeggiata a livello dei tubi di scappamento delle auto. Se proprio fosse necessario occorre proteggere il passeggino con una copertura adeguata». E, infine, per l’ambiente e per la salute sarebbe bene, «che la temperatura interna delle abitazioni non superasse i 20°».

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