Wise Society : Morso di serpente, l’antidoto è agli sgoccioli
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Morso di serpente, l’antidoto è agli sgoccioli

L'allarme viene da Medici Senza Frontiere per contenere le conseguenze di un problema sanitario che ogni anno centomila persone nel mondo pagano con la vita.

Fabio Di Todaro
23 febbraio 2016

Image by iStock«Decine di migliaia di persone continueranno a morire per il morso di serpente se la comunità scientifica globale non avvierà azioni serie per garantire la disponibilità di antidoto e trattamento». Messaggio firmato Medici Senza Frontiere (Msf). L’organizzazione umanitaria, impegnata a difesa delle popolazioni più deboli del mondo, ha lanciato l’allarme rivolto a contenere le conseguenze di un problema sanitario che ogni anno centomila persone nel mondo pagano con la vita. Molte delle vittime dell’avvelenamento da serpenti sono bambini.

UN SOLO ANTIDOTO A DISPOSIZIONE (MA SCARSEGGIA) – Solo nell’Africa Sub-Shaariana ogni anno trentamila persone perdono la vita per questo e circa ottomila sopravvivono, ma non prima di aver visto i propri arti amputati. Numeri di per sé già rilevanti, ma che secondo Medici senza frontiere rischiano di aumentare «se la comunità scientifica globale non avvierà azioni serie per garantire la disponibilità di antidoto e trattamento».  Il morso di serpente, spiega l’organizzazione attiva direttamente in due campi nella Repubblica Centrafricana e nel Sudan, è una rilevante causa di mortalità, ma è pure una delle emergenze per la salute pubblica tuttora trascurate. A penalizzarla la scarsa attenzione della comunità scientifica internazionale. «Perché i governi, le industrie farmaceutiche e gli organi sanitari globali eludono il problema proprio quando abbiamo più bisogno di loro?», si chiede Gabriel Alcoba, esperto di morsi di serpente di Msf. Al centro dell’appello c’è l’unico antidoto – il Fav-Afrique, prodotto da Sanofi – in grado di trattare con sicurezza ed efficacia casi di avvelenamento da morsi di alcuni dei serpenti più pericolosi dell’Africa, come gli elapidi e i viperidi. Sanofi ha chiuso la sua produzione nel 2014 e l’ultimo stock si esaurirà a giugno 2016. Dopodiché non ci saranno prodotti sostitutivi disponibili per almeno altri due anni e questo comporterà un alto numero di decessi e disabilità che si potrebbero evitare.

Image by iStockUN PROBLEMA SOPRATTUTTO PER CHI VIVE NELLE AREE RURALI – Stando a quanto riferito dalla Bbc, la multinazionale è intenzionata a mettere a disposizione i protocolli di produzione di Fav-Afrique ad altre aziende e ne starebbe negoziando la produzione con un altra società, ma le trattative potrebbero concludersi solo a fine 2016. Ma secondo Medici Senza Frontiere toccherebbe all’Organizzazione mondiale della sanità deve avere la leadership nell’affrontare il morso di serpente in quanto minaccia per la salute pubblica, ma oggi la considera ancora come una “patologia trascurata senza un programma di risposta globale” nonostante gli alti livelli di mortalità. La comunità scientifica mondiale, i donatori, i governi e le industrie farmaceutiche dovrebbero assumersi la propria responsabilità nell’affrontare il morso di serpente come emergenza per la salute pubblica e agire in modo tempestivo, adeguato e collaborativo. Il morso di serpente colpisce soprattutto persone che vivono in aree rurali. Non avendo strutture mediche nelle vicinanze e non potendo permettersi trattamenti costosi, molte persone si rivolgono ai guaritori tradizionali o non cercano nemmeno una cura. Per questo si pensa che il numero delle vittime possa essere molto più alto dei dati conosciuti. Quando disponibile, il trattamento antiveleno può costare fino a 250-500 dollari a persona. Ovvero: l’equivalente di quattro anni di salario nei paesi interessati.

Twitter @fabioditodaro

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