Wise Society : MAMIVOiCE, la voce della mamma per i prematuri
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MAMIVOiCE, la voce della mamma per i prematuri

L'associazione Intensamente Coccolati Onlus, tra gli otto finalisti del concorso #Nati per, vuole dotare le termoculle dei prematuri del San Raffaele di trasduttori

Mariella Caruso/Nabu
19 luglio 2016
Mamivoice bimbi prematuri

I bambini prematuri devono trascorrere diverso tempo nelle termoculle, Intensamente Coccolati (Foto pagina FB)

Li chiamano i nostri “piccoli guerrieri”. Sono quei bambini nati prematuri che devono completare la crescita dentro le termoculle dei reparti di terapia intensiva prenatale. Uno di questi reparti si trova nell’Unità operativa di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Nello stesso reparto le famiglie dei prematuri, insieme ad alcuni operatori che di quei bambini si occupano quotidianamente, hanno dato vita all’associazione Intensamente coccolati onlus. Per cinque anni, dal 2008 al 2012, oltre le attività di assistenza, l’associazione si è impegnata in una ricerca dimostrando i benefici dell’ascolto della voce materna nel periodo di degenza nelle termoculle. «L’ascolto della voce della mamma avvicina l’ambiente della termoculla il più possibile all’utero materno. Nei cinque anni di osservazione di quei bambini nati alla 35esima settimana e sotto il chilo e mezzo di peso le cui famiglie hanno aderito alla ricerca è stato rilevato che nei bambini cui veniva fatta ascoltare la voce materna lo sviluppo cognitivo è stato migliore rispetto agli altri nati nelle stesse condizioni», spiega la presidentessa dell’associazione Barbara Francini.

IL CASO – L’ascolto così benefico della voce materna, purtroppo, da un anno a questo parte è stato sospeso. «Recentemente è stata approvata una legge che stabilisce che soltanto strumenti elettromedicali con certificazioni di garanzia possono essere avvicinati ai pazienti, a maggior ragione se si tratta di pazienti ricoverati in terapia intensiva come quelli che si trovano nei reparti dei prematuri», si rammarica Barbara Francini. «Così – spiega – non è più possibile fare ascoltare la voce della mamma con il registratore che utilizzavamo in reparto in quanto lo stesso non è uno strumento elettromedicale con certificazione di garanzia».

la voce della mamma è fondamentale per quei bimbi nati prematuri e costretti a trascorrere periodi nelle termoculle,

MAMIVOiCE – Nasce per questo il progetto MAMIVOiCE, attualmente tra gli otto finalisti del concorso “#Nati per” di AxA Italia. «Dopo l’approvazione della legge che ci ha impedito l’utilizzo del registratore ci siamo messi alla ricerca di un dispositivo idoneo che potesse sostituirlo – continua -. Abbiamo trovato un vibrotrasduttore, strumento progettato e brevettato dall’architetto e ricercatore degli ambienti sonori Alfredo Bigogno, sperimentato negli Spedali di Brescia per contenere il dolore del neonato». Lo strumento in questione non è un semplice registratore, ma spiega Francini, «riesce a trasmettere anche le vibrazioni della voce materna avvicinando ancora di più le sensazioni vissute dal bimbo prematuro a quelle che avrebbe sperimentato nell’utero materno se la gestazione fosse continuata fino al termine». L’obiettivo del progetto MAMIVOiCE di Intensamente Coccolati Onlus è dotare tutte le termoculle del reparto di un vibrotrasduttore «perché tutti i bambini devono avere le stesse possibilità e i 50.000 euro dell’eventuale premio sarebbero un supporto concreto per realizzare il nostro sogno».

L’ATTIVITÀ GIORNALIERA – Progetto MAMIVOiCe a parte, dal 2009 l’associazione Intensamente coccolati opera giornalmente nel reparto di terapia intensiva prenatale del San Raffaele. «Il nostro intento è sostenere le famiglie e i neonati del reparto. Quasi tutti noi soci di Intensamente coccolati siamo genitori che abbiamo vissuto esperienze di lunghe degenze dei nostri figli e sappiamo quali sono i disagi e le conseguenze», ammette la presidentessa Francini. «Le famiglie associate sono circa sessanta, il bacino d’utenza è quello del San Raffaele, poi c’è chi ci sostiene su Facebook – spiega Francini -. Tra i servizi per i nostri associati c’è l’offerta di buoni pasto alle mamme che trascorrono molto del loro tempo in ospedale vicino ai loro figli, abbiamo un fisioterapista e un servizio di counceling che funziona benissimo, tanto che da marzo se n’è fatto carico economicamente l’ospedale stesso. Forniamo anche un servizio di prestito e scambio tra le famiglie e un punto informazioni».

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