Wise Society : L’Olio extravergine d’oliva fa bene. Anche al diabete
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L’Olio extravergine d’oliva fa bene. Anche al diabete

Una ricerca dell'Università di Napoli ha dimostrato come l'aggiunta di olio extravergine d'oliva attenui il picco di glicemia post-prandiale nei pazienti affetti da diabete di tipo 1

Fabio Di Todaro
22 febbraio 2016

Olio extravergine d'oliva: secondo una ricerca aiuta a ridurre la glicemia, Image by iStockCondire gli alimenti con olio extravergine d’oliva aiuta a contenere le impennate della glicemia dopo i pasti nelle persone affette da diabete di tipo 1, che non producono insulina e devono dunque iniettarsela sottocute prima di mangiare per mantenere in equilibrio la concentrazione di zuccheri nel sangue. Una piccola speranza? No: la semplice realtà. Un’evidenza utile ad addolcire il palato degli oltre cinquecentomila italiani colpiti dalla forma autoimmune della malattia, provocata da un “autodistruzione” delle cellule del pancreas da parte degli anticorpi. A portarla alla luce un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli, il cui lavoro ha trovato spazio sulle colonne della rivista Diabetes Care.

COSÌ LA DIETA MEDITERRANEA VIENE IN SOCCORSO DELLA SALUTE – Dallo studio s’evince che aggiungere olio d’oliva agli alimenti riduce l’indice glicemico dei pasti. In questo modo l’ingrediente, simbolo dell’eccellenza italiana a tavola e del primato della dieta mediterranea, oltre che alla base del successo della pizza napoletana nel mondo, contribuisce a proteggere i pazienti dalle complicanze cardiovascolari del diabete: come lo scompenso cardiaco, l’infarto e le aritmie. Le escursioni che fa la glicemia dopo un pasto possono diventare delle vere e proprie impennate. A fare la differenza è l’indice glicemico degli alimenti, ovvero quel valore che indica l’entità dell’aumento della glicemia dopo l’assunzione di alimenti a base di carboidrati, rispetto a un valore di riferimento rappresentato dall’assunzione di glucosio puro. Gli alimenti contenenti carboidrati vengono classificati in tre categorie, a seconda del loro indice glicemico: basso (0-55), moderato (56-69), elevato (più di 70). A determinare il valore sono il Image by iStockcontenuto e qualità dei carboidrati, il contenuto di fibre, di grassi e la loro qualità, il tipo di cottura al quale gli alimenti vengono sottoposto, il contenuto di proteine. L’olio extravergine di oliva è il condimento ideale anche per chi non ha diabete, perché aiuta a combattere quei fattori di rischio cardiovascolare che sono diffusi nella maggioranza delle persone che hanno superato la mezza età e risultano oggi sempre più comuni anche nei giovani adulti.
CI SONO GRASSI E….GRASSI – A influenzare l’assorbimento dei carboidrati contribuiscono anche gli altri macronutrienti che entrano a far parte di un pasto, in particolare proteine e grassi. Ma i grassi non sono tutti uguali e le loro interferenze con gli zuccheri presenti nel sangue possono variare molto, a seconda della loro qualità (oltre che della quantità). Per valutare l’influenza dei diversi tipi sulle escursioni glicemiche dopo un pasto, i ricercatori hanno arruolato 13 pazienti con diabete di tipo 1, tutti in trattamento con una pompa da insulina e sottoposti a monitoraggio continuo della glicemia con un sensore portatile. I partecipanti sono stati assegnati a consumare una serie di pasti con la stessa quantità di carboidrati, ma costituiti: uno da pasta e lenticchie, pane integrale e mela (a basso indice glicemico); l’altro da riso, pane bianco e banana (ad alto indice glicemico). Entrambi sono stati somministrati ai pazienti in tre diverse “declinazioni” relativamente al contenuto di grassi: poveri, ricchi di grassi saturi (conditi con burro) e ricchi di grassi monoinsaturi (conditi con olio extravergine d’oliva). I pasti ad alto indice glicemico hanno determinato un aumento della glicemia maggiore e più precoce rispetto a quelli a basso indice glicemico. Tuttavia, la novità rilevante di questo studio è stata che, nell’ambito dei pasti ad alto indice glicemico, l’aggiunta di olio d’oliva extravergine ha attenuato il picco di glicemia post-prandiale osservato sia con il pasto con burro sia con quello a basso contenuto di grassi.

TUTTE LE PECULIARITÀ DELL’OLIO DI OLIVA – «L’olio extravergine d’oliva rappresenta una degli alimenti cardine della dieta mediterranea, modello di alimentazione sana in grado di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di molte altre patologie croniche – precisa Angela Rivellese, responsabile della dell’unità operativa di urgenze diabetologiche e consulenze per pazienti diabetici in fase preoperatoria dell’azienda ospealiero-universitaria Federico II di Napoli, tra gli autori della pubblicazione -. Gli Image by iStockeffetti benefici dell’olio extravergine di oliva sui fattori di rischio cardiovascolare e, in particolare, sui livelli di colesterolo, sulla pressione arteriosa, sull’accumulo di grassi nel fegato, sulla utilizzazione del glucosio a livello muscolare, dipendono principalmente dal tipo di grassi in esso contenuti, in gran parte insaturi, a differenza di quelli contenuti nel burro, nella panna, nei formaggi e nelle carni grasse che sono prevalentemente saturi. Tuttavia, l’olio extravergine di oliva contiene anche altri composti bioattivi, quali i polifenoli, che sono sostanze con elevato potere antiossidante che aiutano a prevenire l’arteriosclerosi e contribuiscono ai molteplici effetti salutari dell’olio extravergine di oliva, compreso il buon controllo della glicemia dopo i pasti».

Twitter @fabioditodaro

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