Wise Society : La ricetta giusta per la nanna perfetta
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La ricetta giusta per la nanna perfetta

Gli “ingredienti” necessari e i consigli dell'esperta per risolvere i disturbi del sonno del vostro bambino

Maria Enrica Quirico *
7 maggio 2014

Ingredienti:

– un pizzico di decisione

– un po’ di pazienza

– una buona dose di “costanza”

– un “magico” rituale

– un “compagno” inseparabile per la notte

– una giusta miscela di fiori di Bach

– un rimedio omeopatico specifico per il mio bambino

L’IMPORTANZA DI UN BUON SONNO

Image by © Tetra Images/CorbisNon è vero che tutti i bambini nascono già propensi a dormire bene e regolarmente tutta la notte. Ci sono bambini dormiglioni, che abbandonano subito le poppate notturne per “conquistarsi” un’intera notte di sonno, e bambini che invece continuano a svegliarsi richiedendo attenzioni, pasti o trasferimenti nel lettone.

Pur ritenendo che far dormire il nostro piccolo nel lettone sia una scelta personale ed una decisione soggettiva, degna di tutto rispetto, è giusto tuttavia avere le corrette informazioni per poter poi fare una scelta consapevole.

È fondamentale che il bambino possa godere di un riposo notturno il più possibile continuativo, in quanto durante la notte egli usa la fase di sonno più profondo (Rem) per ricaricare le sue “batterie”. Durante queste ore il piccolo si rilassa mentalmente e fisicamente, sognando e “metabolizzando” ciò che ha vissuto durante la giornata così da recuperare serenità per il giorno successivo; l’apparato gastrointestinale rimane “tranquillo” permettendo al cibo assunto durante la giornata di essere assimilato e al bambino di crescere meglio, ma soprattutto è proprio durante le ore notturne che vengono prodotte le cellule di difesa del sistema immunitario. Quindi il bambino che dorme meglio godrà più facilmente di una buona salute.

Un altro aspetto da considerare è il seguente: se il bambino non imparerà, sin da piccolo, a dormire bene, dovremo accettare i suoi risvegli e prevedere un ospite nel nostro letto almeno fino ai tre anni compiuti, età in cui solitamente in modo naturale, il sonno del bambino non è più interrotto ma diventa continuativo.

PERCHÉ MOLTI BAMBINI NON DORMONO BENE?

Le famose “teorie dell’epigenetica”, cioè dell’influenza che alimentazione, abitudini, malattie, stati di ansia o di stress vissuti durante la gravidanza possano riflettersi sul nascituro, trova conferma anche nella determinazione del ritmo sonno-veglia. Quindi magari da una gravidanza vissuta con paura, preoccupazioni, rabbia, iper-lavoro, insonnia, alimentazione irregolare, assunzione di sostanze eccitanti (farmaci, fumo, caffè), può nascere un piccolo ipercinetico e poco incline al sonno. Talvolta, invece, alla base del disturbo vi è una predisposizione genetica; raccogliendo le informazioni familiari si scopre che mamma o papà da piccoli avevano presentato lo stesso problema.

MODALITÁ DI PREPARAZIONE: IL “MAGICO RITUALE”

Image by © Brooke Auchincloss/Onoky/CorbisÈ importante che il bimbo venga messo a dormire nel suo lettino o culla, quando ancora non si è addormentato completamente. Noi creiamo con il nostro bambino un linguaggio fatto di messaggi non solo verbali: alle sue richieste, noi rispondiamo con un nostro comportamento che a sua volta può determinare le sue risposte future.

In parole semplici, se noi addormentiamo sempre il nostro piccolo in braccio, o nel lettone insieme a noi, gli trasmettiamo il messaggio che questa sia l’unica condizione per dormire bene. Se poi, una volta addormentato, lo riportiamo nel suo letto, al risveglio si sentirà “imbrogliato”, non ritrovando più la stessa condizione dell’addormentamento e manifesterà con pianti e capricci questo suo stato di malessere.

I bambini che non hanno il bagaglio di esperienze di un adulto, agiscono d’istinto, sono abitudinari e nell’abitudine si sentono sicuri; quindi il cambio di condizione, addormentamento-risveglio, li destabilizza e risvegliandosi, soli nel lettino, chiedono di ritrovare la situazione iniziale ovvero come abbiamo detto le braccia della mamma o il lettone. Quindi, non appena possibile dovremo mettere in atto un corretto “rituale” di addormentamento da praticare come un “mantra” tutte le sere.

Potremo allora utilizzare: fiabe, coccole, musiche, saluto ai compagni di giochi, pigiamino e poi via a nanna nel proprio lettino con un piccolo oggetto morbido compagno della notte, magari profumato da gocce di fiori di Bach.

SE IL NOSTRO PICCOLO PIANGESSE?

Image by © Tetra Images/CorbisRimaniamo un pochino con lui, senza prenderlo in braccio, consoliamolo brevemente, poi lasciamolo e torniamo successivamente più volte, ad intervalli sempre maggiori, dimostrandogli che non è solo, parlandogli dolcemente ed invitandolo al sonno.

Dopo lunghi minuti di ribellione, durante i quali metterà alla prova la nostra resistenza, mentre noi risponderemo con calma, serenità e determinazione, finalmente il bambino si rilasserà e si addormenterà senza alcun trauma psicologico. Se questo comportamento educativo verrà applicato sera dopo sera, nell’arco di una settimana il nostro bambino avrà imparato a dormire serenamente, migliorando la qualità di vita di tutta la famiglia.

 

QUANDO SI SVEGLIA DURANTE LA NOTTE?

Si adotterà lo stesso comportamento utilizzato per l’addormentamento della sera. La situazione è identica: quando il nostro piccolo avrà imparato ad addormentarsi da solo la sera, non farà fatica a riprendere sonno, utilizzando le sue risorse, quando, per un qualsiasi disturbo (denti, caldo, pannolino) si sveglierà nel bel mezzo della notte. Noi dovremo sempre farci vedere, parlargli, fargli sentire che ci siamo ed invitarlo a dormire, senza rimanere con lui e senza portarlo con noi. Come tutte le abitudini, prima si adottano e più facilmente si apprendono, così anche il metodo educativo al sonno riuscirà più facilmente quanto prima verrà adottato: un piccolo di 4-5-6 mesi riuscirà a dormire serenamente dopo 3-4 sere di rituali; un bambino di 7-12 mesi dopo circa una settimana. Più il bambino è cresciuto e più ha potuto immagazzinare i messaggi che noi gli abbiamo trasmesso, sarà quindi più difficile fargli capire che quelle abitudini andranno cambiate.

Un aiuto prezioso ci viene offerto dai Fiori di Bach, con alcune miscele di essenze che possono aiutare ad accettare i cambiamenti, i distacchi e le paure: walnut, red chestnut, honey sukle, holly. Molto efficaci sono alcuni importanti rimedi omeopatici, scelti accuratamente sulla base del “temperamento” del nostro bambino e delle situazioni da lui vissute durante la vita fetale e subito dopo la nascita, come chamomilla, argentum nitricum, coffea, causticum. Anche la melatonina in “dosi” omeopatiche può essere utile per ristabilire un buon ritmo sonno/veglia , soprattutto se questo era già alterato durante gli ultimi mesi di gravidanza.

Infine, ma non di secondaria importanza, può essere utile “sostenere” e aiutare con rimedi naturali, anche la neo mamma e/o il neo papà ad affrontare questo nuovo e difficile ruolo di genitori. Spesso la stanchezza psicologica, l’anemia dopo il parto, le scarse ore di riposo notturno ci “mandano in crisi” e fanno sembrare che sia quasi impossibile affrontare le normali difficoltà quotidiane. Alcuni rimedi omeopatici come sepia, china, kalium phosforicum, oculatamente prescritti ed associati ad oligoelementi come magnesio, manganese, rame e possono aiutarci a ritrovare la “carica” ed il buon umore. Ora la ricetta è proprio completa.

A questo punto la riuscita dipende solo da noi : sarà una strada in salita, graduale ma costante: sappiamo ciò che vogliamo e dove vogliamo arrivare e sappiamo soprattutto che lo stiamo facendo per il bene del nostro “piccolo”. Dobbiamo solo aver fiducia in noi stessi e nel nostro ruolo educativo, senza alcuna paura di sbagliare. Ognuno di noi infatti possiede già dentro di sé la forza per poter insegnare al proprio bambino a dormire serenamente, basta tirarla fuori magari avvalendosi di qualche piccolo aiuto naturale.

Medico chirurgo, specialista in Pediatria, pediatra omeopata  

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