Wise Society : La doula, la donna che aiuta a diventare madri
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La doula, la donna che aiuta a diventare madri

Sono 600 in Italia, accompagnano la gravidanza e non si sostituiscono a medici e ostetriche. A Torino la scuola per la formazione

Maria Enza Giannetto/Nabu
30 aprile 2016

Mondo Doula (dal sito internet Ecomondo Doula)«La nascita non è solo far nascere i bambini, ma è anche far nascere le madri. Madri forti, competenti e capaci, che hanno fiducia in se stesse e che conoscono la loro forza e la loro saggezza interiore», questa frase della sociologa Barbara Katz Rothman è un po’ il sunto della filosofia a cui si ispira una doula. Una figura assistenziale non medica e non sanitaria – normata dalla legge 4 del 2013 sulle professioni non ordinistiche – che si occupa del supporto alla donna durante tutto il percorso dalla gravidanza al post-partum, per almeno il primo anno di vita del neonato.

Il termine “doula”, che viene dal greco antico e significa “serva della donna”, indica oggi una sorta di “madre della madre”  che, basandosi sulla sua esperienza personale e su un corso di formazione sostiene, supporta e coccola la futura mamma. In America, la professione è già molto conosciuta mentre in Italia se ne parla da circa sei-sette anni, da quando, cioè, si sono formate le prime doule e sono nate le prime associazioni di categoria.

«La doula – spiega Marzia Andretta,  palermitana di stanza a Torino e doula da circa quattro – è  una donna con un’esperienza di maternità che si prende cura della donna in gravidanza, l’accompagna, la sostiene e la aiuta a fare scelte consapevoli.  Ci sono scelte, come l’opportunità di far rispettare la fisiologia del travaglio oppure di rifiutare l’intervento di agenti esterni come l’ossitocina e l’induzione del parto,  a meno che non sia davvero necessario, che le donne devono sentirsi libere di poter fare e che possono prendere in considerazione solo se sono correttamente informate sulla gravidanza, sul parto e sul post partum» .

E ovviamente anche sulle opportunità offerte dal territorio in cui vivono e dal sistema sanitario. Ogni ospedale, infatti, ha un suo protocollo e le doule consigliano alle donne di informarsi bene per capire cosa è meglio per loro, cosa aspettarsi e cosa possono o non possono chiedere. E, quindi, di redigere il proprio piano del parto, ovvero un accordo scritto e firmato tra la partoriente e la struttura in cui ha deciso di partorire.

Foto da sito internet Ecomondo Doula«Sono diventata doula – continua Marzia Andretta  – proprio grazie a un mio percorso di crescita e consapevolezza personale riguardo alla maternità. Sono madre di due figli e durante la prima gravidanza, proprio perché rifiutavo l’idea, che consideravo assolutamente cattolica, di dover partorire con dolore, ho seguito a Napoli, dove vivevo allora, un corso di consapevolezza al parto condotto da una ostetrica molto illuminata che mi ha fatto capire quale fosse la funzione del dolore. Mi sono resa conto che il dolore mi avrebbe permesso, una volta accolto, di gestire il mio travaglio e di essere protagonista del mio parto. Per questo ho presentato il mio piano del parto nell’ospedale che ho scelto, dopo averne girati quattro prima di trovare quello che cercavo». «Per la seconda gravidanza invece ho scelto di partorire in casa seguita dall’ostetrica del corso e subito dopo sono venuta a Torino per frequentare La Scuola delle doule – continua -. Ho cambiato letteralmente vita, lasciando il mio lavoro di ricercatrice all’Università e mettendo a frutto il mio percorso di consapevolezza».

Oggi Marzia Andretta si occupa dell’organizzazione dei corsi per la Scuola delle Doule dell’associazione EcoMondo Doula che, con le sue 270 doule, è la più grossa sul territorio nazionale dove operano circa 600 doule. Un corso formativo che dura, non a caso, nove mesi, proprio il tempo per “partorire una madre della madre”.

“La doula – conclude Andretta – non si sostituisce a medici  e ostetriche ma è una figura complementare. È una “facilitatrice della migliore esperienza di maternità” che accompagna la coppia nel vivere le emozioni del diventare genitori, si astiene da ogni giudizio e aiuta i genitori a trovare tutte le informazioni di cui hanno bisogno per poter prendere le decisioni necessarie in maniera informata. Inoltre una doula rispetta sempre le scelte della donna e della coppia, senza cercare di orientarle in base alle proprie convinzioni. Dopo il parto il suo ruolo, come esperta di maternage, è anche quello di informare la neo mamma su tutte le pratiche di accudimento che aiuteranno a rinforzare il bonding tra mamma e bambino”.

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