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Il tumore si può battere “riprogrammando” le cellule alterate

Alla base della "terapia informazionale" ci sono gli studi del dottor Pier Mario Biava e un pesciolino d'acquario, lo zebrafish

Mariella Caruso
17 luglio 2014

Danio rerio - Image by © Stephen Dalton/Minden Pictures/CorbisC’è un piccolo pesce d’acquario, diffuso in tutto il mondo, che si chiama danio rerio, più comunemente conosciuto come zebrafish. Non si tratta, però, di un pesce qualunque. Il suo genoma, completamente disponibile per la scienza, è utilizzato per studi di genetica. È proprio da alcune proteine dell’embrione dello zebrafish (il 95% di queste sono simili a quelle umane) che Pier Mario Biava, medico e ricercatore dell’Irccs Multimedica di Milano, è riuscito a isolare alcuni fattori di differenziazione cellulare in grado di inibire o rallentare la crescita di alcuni tipi di tumore umano.

L’ambito è quello dell’epigenetica, ovvero quella branca della medicina genetica che – detto molto semplicisticamente – studia i fattori capaci di regolare il genoma, e come spiega Biava «di correggere il comportamento delle cellule tumorali “riprogrammandole” per fare ritornare a procedere nel loro regolare sviluppo, risolvendo le mutazioni che sono all’origine della malignità».

Pier Mario Biava«La terapia epigenetica – riassume Biava – è in grado di rigenerare il Dna alterato dalla malattia e di reindirizzare le cellule staminali, sia normali sia tumorali, verso il loro normale destino. Non si tratta, quindi, di terapia farmacologica, ma biologica e fisiologica. A lavorare non sono farmaci, ma sostanze naturali che agiscono indirizzando il destino delle cellule staminali normali e tumorali».

«L’estratto delle proteine dello zebrafish – continua Biava – ha la capacità di bloccare il ciclo cellulare del tumore agendo su due fronti: prima tentando di riparare il danno che sta all’origine della malignità se il danno non è troppo grave, quindi facendo diventare reversibile la malattia tumorale; poi se le alterazioni sono troppo gravi attivando i meccanismi della morte cellulare programmata con la distruzione delle cellule non riparabili».

Naturalmente non tutto è così semplice. «Se lo fosse avremmo trovato la cura per tutti i tumori», ammette il medico, autore di alcuni libri sull’argomento e di pubblicazioni scientifiche sulla correlazione tra il cancro e la differenziazione cellulare. La sperimentazione, a oggi, è stata effettuata soltanto per l’epatocarcinoma, tumore primitivo del fegato. «Abbiamo iniziato la sperimentazione nel 2001 con l’utilizzo di un medicinale prodotto da Guna a base di fattori di differenziazione cellulare, formulato in low dose, trattando 180 casi per 40 mesi: nei pazienti con tumore in fase avanzata abbiamo registrato un 20% di regressioni e un 18% di non progressioni con un aumento evidente della sopravvivenza del paziente. Oggi molti medici utilizzano queste proteine, ma solo per trattare le fasi avanzate di questo tumore, perché per motivi deontologici la terapia viene somministrata, da me per primo, soltanto in questi specifici casi. Ovviamente la ricerca sta proseguendo».

Questo tipo di approccio è stato battezzato come “terapia informazionale” e si basa sul concetto che le malattie sono frutto di un difetto di informazione. «Alla luce di tutto questo, con Diego Frigoli ed Ervin Laszlo, abbiamo lanciato il “Manifesto del nuovo paradigma in medicina” per cercare di andare oltre la medicina che cura soltanto con farmaci che agiscono in modo sintomatico», continua Biava. «Nel manifesto diciamo che la vita si forma in modo complesso, che il destino di ogni cellula è determinato da una serie molto complessa di informazioni che sta al di sopra della materia e dell’energia – dice -. Queste informazioni vengono trasportate dai “fattori di differenziazione” che sono molecole oltre che onde elettromagnetiche. Tutto ciò l’ho spiegato nel libro “Il cancro e la ricerca del senso perduto”».

Laboratori Ciò non significa, chiarisce Biava, «che io sia contrario alla chemioterapia o alla medicina tradizionale nella lotta ai tumori. In una recente sperimentazione in alcuni casi di tumore al colon – aggiunge Biava – abbiamo avuto la dimostrazione che questa terapia può essere somministrata insieme alla chemio con risultati di potenziamento degli effetti benefici. Deve esistere una sinergia, del resto anche la “target therapy” con le pallottole intelligenti di chemioterapici non ha cambiato gli indici di mortalità, è quindi necessario percorrere nuove strade». «Questo tipo di riprogrammazione – conclude Biava – è stata già sperimentata in laboratorio anche sulle cellule staminali cerebrali dell’ippocampo, e siamo fiduciosi sul fatto che questa strada possa garantire nuovi risultati ancor più positivi in futuro».

 

 

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5 risposte a Il tumore si può battere “riprogrammando” le cellule alterate

  1. Nicolae

    Le cellule tumorali e le malattie causate da loro, è una questione complessa con molte incognite, e questo rende gli sforzi dei medici e le aspettative dei pazienti sono spesso futili.
    Tutte le informazioni contenute uomo attuale sulle cellule tumorali sono praticamente insufficienti per risolvere in modo efficace i problemi di tumori maligni. Orizzonte Per fare questo, dobbiamo prima completamente espansa di conoscenza, le nuove informazioni siano “chiave” in questo campo, e ho fatto questo con tutta la mia passione e la forza – nello studio di ricerca dal titolo “Tutto su cellule maligne e combattimenti il loro “E ora, l’importanza delle nuove scoperte per la nostra difesa, può essere decisivo.

    Tutto su lotta contro le cellule maligne e la loro
    Dopo un grande sforzo abbiamo fatto un ampio lavoro senza precedenti, per mostrare al mondo si affida esplicitamente fondamentalmente il segreto, il potere e la “famosa forza invincibile” delle cellule maligne. Ho fatto questo sforzo, perché l’uomo consapevolmente in grado di organizzare al meglio la strategia di difesa contro i tumori maligni. Volevo che il mondo sappia, che in realtà si siede dietro la nascita e lo sviluppo di tumori negli esseri umani e le loro meccanismi sono selettivamente vulnerabili si può essere attaccati. E ora, alla ricerca di sostegno di pubblicare e diffondere queste nuove informazioni fondamentali che possono portare in pratica per risolvere questi problemi. Notizie dal campo, contenuta nelle mie opere può fare un cambiamento rivoluzionario nel preventiva e difensiva di combattimento difesa contro i tumori maligni. Ho concentrato tutta la mia attenzione e la forza per fare questo lavoro di ricerca originale, contenuto in quattro libri. Per molto tempo le persone sono ancora in attesa di scoprire qualcosa di nuovo in questo campo, in grado di proteggere efficacemente la salute umana e della vita minacciata da questa malattia in modo drammatico. Impatto delle nuove conoscenze informazioni sulle cellule tumorali in questo articolo può aiutare nella lotta decisiva difesa uomo con le malattie tumorali. Ora abbiamo questo lavoro originale, e, purtroppo, uno, io in grado di modificare o di far conoscere al mondo, o almeno uno di questi quattro libri, che è più rappresentativo di loro e dal titolo “Life Above di qualsiasi cosa. “Mentre molte persone sperano ancora e ancora in attesa per anni, qualcosa di nuovo appare per proteggere efficacemente la salute umana e della vita di questa malattia crudele, ora tutte queste nuove informazioni con tale importanza, ancora nascoste tra le carte e documenti il mio senza di loro per avere la possibilità di modificare, da conoscere, con esperienza e, soprattutto, di essere per il bene dell’uomo.
    A questo proposito cercare di sponsorizzazione per modificare una di queste opere.
    Grazie per la vostra attenzione e, eventualmente, di sostegno.

    Con stima e rispetto l’autore di questo lavoro
    Nicolae Gheorghe
    Loc. Pitesti
    Romania
    Ccnt_nicolae@yahoo.com

  2. Nadia

    C’è qualche cura per un uomo con tumore alla gola a cui gli hanno dato 3 mesi di vita? Grazie.

  3. nicola

    prova aloe arborescens (non aloe vera) di padre Romano Zago.

  4. Nicola

    Provate la terapia Guna terio

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