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Il glutine: alleato o nemico?

Continua il nostro "viaggio" all'interno della celiachia analizzando quali sintomi provoca questo complesso proteico che si trova in alcuni cereali

Lia Del Fabro
2 maggio 2014

pasta pane intolleranze alimentari glutine frumento celiachia sintomi celiachiaIl glutine è un complesso proteico che si trova in molti cereali in percentuali che se elevate denotano migliore qualità e maggiore propensione alla panificazione.

Ma il glutine non fa bene a tutti. Anzi, alcune persone geneticamente predisposte ne sono proprio intolleranti. Quando questo accade vuol dire che il glutine crea grossi problemi alle mucose intestinali scatenando un processo infiammatorio. In particolare i villi, una sorta di piccole dita che ricoprono il nostro intestino, hanno il compito di assorbire gli elementi nutritivi di tutto ciò che mangiamo. Se questo non avviene nel modo corretto, i villi intestinali si presentano appiattiti e incapaci di fare il proprio lavoro, cioè non sono in grado di assorbire le sostanze nutritive necessarie all’ organismo.

Non si nasce celiaci ma esiste una predisposizione genetica che, in concomitanza con fattori ambientali non del tutto noti (tra questi stress, infezioni), potrà far sviluppare la celiachia a qualsiasi età. L’unica cura alla celiaca è l’alimentazione e quindi devono essere messi al bando pane e pasta.

Le manifestazioni della celiachia sono estremamente variabili e a volte così sfumate da non essere immediatamente riconoscibili. Di fronte a determinati sintomi è sempre consigliabile prendere in considerazione l’ipotesi che la causa possa essere la celiachia. Questo perché, dal punto di vista statistico, la celiachia non è così infrequente. Inoltre non c’è un’età massima oltre la quale stare tranquilli, visto che può manifestarsi anche in persone adulte e anziane. E’ invece fondamentale diagnosticare la celiachia in tempi rapidi per evitare al paziente anni di sofferenza e potenziali conseguenze pesanti sullo stato di salute generale. Il rischio di complicanze infatti aumenta se la celiachia è trascurata e se la diagnosi non è effettuata in tempi rapidi. Tra le più temute conseguenze della celiachia i medici indicano alcune complicanze molto pericolose anche se rare (celiachia refrattaria, linfoma intestinale, adenocarcinoma dell’intestino tenue), nel caso in cui sia trascurata la dieta e non siano svolti i controlli successivi alla diagnosi.

È possibile distinguere diverse forme cliniche di malattia celiaca. La forma classica ha come sintomatologia diarrea e arresto di crescita nei bambini subito dopo lo svezzamento, ma può presentarsi in qualsiasi età della vita anche con altri sintomi. Quella non classica si presenta in età adulta con sintomi prevalentemente extra intestinali . La celiachia silente che non presenta sintomi chiari e quella potenziale con esami del sangue che ne indicano la presenza ma con mucosa intestinale normale o poco alterata.

Sintomatologia: Ma quali sono i sintomi più frequenti che costituiscono un campanello d’allarme e su cui vale la pena indagare? Esistono precisi sintomi gastro-intestinali che possono essere la spia della celiachia. Il sintomo più classico è quello che comunemente chiamiamo mal di pancia, che può essere accompagnato da crampi, nausea, pesantezza di stomaco, bruciori e anche vomito. Altre manifestazioni gastrointestinali che si associazione alla celiachia sono diarrea persistente (oltre le tre settimane) con calo di peso, ma anche, al contrario, la stipsi. Frequente è anche il sintomo del colon irritabile.

Tra i numerosi sintomi non gastroenterici che si accompagnano alla celiachia e che si stanno riscontrando in misura crescente, c’è spesso l’anemia da carenza di ferro. Esistono poi problematiche che di frequente si associano alla celiachia come l’osteoporosi nel caso in cui si verifichi in donne giovani o se risulta poco sensibile alle terapie del caso, può essere un segnale da prendere in considerazione soprattutto se la paziente soffre anche dei disturbi intestinali classici. E ancora, in donne celiache si possono riscontrare problemi ostetrico-ginecologici come menarca tardivo o menopausa precoce o aborti ripetuti.

Altri sintomi che spesso si associano a persone celiache sono: magrezza, disturbi neurologici come l’epilessia resistente al trattamento farmacologico, stanchezza cronica, dermatite erpetiforme (una patologia caratterizzata da lesioni estremamente pruriginose localizzate su arti, capo, glutei, dorso).

Anche pazienti affetti da diabete di tipo 1, tiroiditi autoimmuni, sindrome di Down, patologie epatiche autoimmuni, alopecia aerata, psoriasi e vitiligine, associano alla loro patologia la celiachia e per questo dovrebbero essere oggetto di analisi. Un’indagine su possibile celiachia dovrebbe includere anche persone che hanno parenti di 1° grado affetti da questa patologia.

(fine seconda puntata)

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