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Herpes: come combatterlo in modo naturale

Quando entra nel nostro organismo, questo virus ci rimane per sempre. Ma le recidive si possono prevenire con la giusta alimentazione e con le armi che la natura ci mette a disposizione: dai funghi orientali agli oli essenziali

Francesca Tozzi
17 ottobre 2012

Photo by Public Domain Photos/flickrChiunque entri in contatto con il virus Herpes simplex è destinato, purtroppo, ad ospitarlo per sempre. Si tratta di un’esperienza molto comune e dai sintomi riconoscibili: un leggero pizzicore al labbro, più di rado intorno alle narici, e un senso di calore localizzato indicano l’inizio dell’attivazione del virus. In realtà di questo virus esistono due tipologie appartenenti alla stessa famiglia, Herpes Simplex Tipo 1 e Herpes Simplex Tipo 2. Si differenziano solo perché il primo si manifesta intorno alla bocca, il secondo in area genitale ma il meccanismo di riproduzione è lo stesso: da quando entra nelle cellule della pelle il virus comincia a moltiplicarsi al loro interno mentre all’esterno la zona si gonfia e si arrossa. Tutto ciò che entra in contatto diretto con la pelle può essere fonte dell’infezione di tipo 1 che di solito avviene in giovane età mentre il tipo 2 si trasmette per via sessuale. La prima volta ci possono volere anche una ventina di giorni perché l’herpes completi il suo ciclo ma di solito passano due giorni dai primi segnali, pizzicore, calore, fastidio e a volte dolore, a quando si formano le caratteristiche bollicine piene di liquido, singole o a grappolo. Una volta terminato il processo infiammatorio, le vescicole si asciugano e si forma una crosticina destinata a scomparire. Il tutto dura da una settimana a una decina di giorni.

Sembrerebbe solo un fenomeno fastidioso con spiacevoli risvolti estetici e niente più. Se non fosse che il virus dell’herpes labiale sopravvive per tutta la vita all’interno delle cellule del ganglio del nervo trigemino e qui rimane latente nell’attesa di ritornare fuori migrando tramite i nervi alla cute. Nell’80% dei casi chi si infetta una prima volta avrà delle recidive che oscillano da 2 a 5 manifestazioni l’anno. La frequenza dipende una parte da quanto ci si espone ai fattori scatenanti la riattivazione del virus come stress, ciclo mestruale, eccessiva esposizione al sole, dall’altra dalla capacità delle difese immunitarie di tenerlo sotto controllo.

L’importanza della prevenzione

 

Lip balm/flickr«Questo tipo di virus non è eliminabile e non si è davvero guariti nemmeno quando le vescicole passano» spiega il dottor Luca Avoledo, naturopata «quello che si può fare è allungare il periodo di latenza fra una crisi erpetica e l’altra. Alcuni soggetti sono particolarmente predisposti con recidive che hanno una frequenza quasi mensile: è il caso allora di indagarne le cause e puntare sulla prevenzione. Per esempio, uno dei più forti fattori di squilibrio della risposta immune è rappresentato dalle intolleranze alimentari. Ha poco senso quindi prendere alti dosaggi di Echinacea per rinforzare le difese quando nello stesso tempo si mangiano cibi che le indeboliscono.

Se il sistema immunitario deve occuparsi di gestire alcuni alimenti come fossero dei nemici perché ha delle ipersensibilità alimentari, non potrà essere efficace sui fronti in cui la sua azione sarebbe più necessaria come la difesa dal virus. Quindi può essere utile individuare con appositi test le fonti dell’intolleranza partendo dalle più comuni (frumento, latte, lieviti e prodotti fermentati, nichel). L’idea di eliminarle completamente dalla dieta è però sbagliata e pericolosa perché si toglierà al corpo qualsiasi capacità di tollerare quella sostanza. La via alternativa passa per una corretta rieducazione alimentare che ci consente di “fare la pace” con gli alimenti verso i quali siamo ipersensibili. Una possibilità è mangiarli solo due giorni alla settimana, uno a metà e l’altro nel week end. Se la risposta è soddisfacente, si può andare avanti così per alcuni mesi fino ad arrivare a un’alimentazione che preveda almeno un giorno di restrizione alla settimana, una giornata dove è consigliabile mangiare cibi iposensibilizzanti (riso, pollo, pesce, legumi, tè verde). In questo modo in un periodo che va dai 6 ai 18 mesi si può arrivare a tollerare di nuovo tutte le sostanze alimentari.

Tra gli altri fattori di squilibrio c’è lo stress, che abbassa le difese dell’organismo perché altera la funzionalità del sistema psiconeuroendocrinoimmunitario. Intolleranze, stress e ansia uniti a un’alimentazione scorretta e frettolosa possono inoltre causare disbiosi intestinale, un’alterazione della flora batterica intestinale che non ci consente di proteggerci efficacemente dalle infezioni e scatena ulteriore coinvolgimento e “consumo” del sistema immunitario su questo fronte. In questo caso assumere quotidianamente dei fermenti lattici può essere d’aiuto. Oltre a eliminare intolleranze, stress e disbiosi intestinale per ottimizzare l’attività del sistema immunitario, le difese si possono potenziare in modo naturale».

Funghi curativi e altri rimedi naturali

 

Artist in doing nothing/flickir«In realtà la natura ha molti rimedi da offrire alla cura dell’herpes per rinforzare le difese immunitarie» continua Luca Avoledo «C’è tutta una serie di funghi – Reishi (Ganoderma lucidum), ABM (Agaricus blazei Murril), Coriolus versicolor, solo per fare qualche esempio – dotati di straordinarie proprietà immunomodulanti e immunostimolanti. Sono molto noti in estremo oriente, in Cina e Giappone, dove vengono usati per preparare delle zuppe curative. In Occidente se ne studiano le proprietà da una trentina d’anni. Questi funghi contengono dei composti che si chiamano betaglucani e che sono in grado di regolare l’attività del sistema immunitario, rinforzandolo quando è debole ma anche calmandolo quando è iperattivo come nel caso delle allergie. Funghi come lo Shiitake si trovano molto facilmente in vendita come funghi secchi nei negozi di alimenti naturali ma il modo più comodo per prenderli è sotto forma di capsule di fungo in polvere da acquistare nelle farmacie con reparto naturale. Il dosaggio dipende da quanto è necessario stimolare le difese della persona e dal contenuto di fungo per capsula, che varia da marca a marca, quindi è sempre bene chiedere consiglio al farmacista.

L’Echinacea va a stimolare il sistema immunitario nel suo complesso e funziona bene in chiave preventiva in un soggetto con difese fragili in cui l’herpes si ripresenta troppo spesso. L’Echinacea è in commercio in diverse formulazioni tra cui la molto utilizzata tintura madre e le compresse o capsule di estratto secco. La posologia di solito è di 30-50 gocce di tintura madre tre volte al giorno oppure di una capsula o compressa contenente 200-400 mg di echinacea tre volte al giorno».

Nei casi di herpes labiale saltuario e comunque quando ormai il virus si è riattivato e sono comparse le famose e fastidiose vescicole, si può aspettare il naturale decorso dell’infezione oppure fare qualcosa per cercare di accelerarlo. E non è detto che questo qualcosa debba per forza essere un farmaco a base di Aciclovir. «Uno dei rimedi naturali più efficaci e conosciuti è il Tea Tree Oil, l’olio essenziale di Melaleuca alternifolia, un formidabile antisettico, antivirale e antibatterico» spiega Luca Avoledo «Si applica sulle vescicole erpetiche tre volte al giorno con le dita ben pulite o con un cotton fioc fino a risoluzione, quando cioè le vescicole si seccano per poi andarsene naturalmente. Quest’olio essenziale è il non plus ultra nella cura dell’herpes: la sua azione antimicrobica contrasta in maniera diretta l’azione del virus a livello locale». Il Tea tree oil si estrae dalle foglie di Melaleuca alternifolia, albero che cresce solo nel Nuovo Galles del sud, in Australia. Non è difficile però trovarlo in erboristeria. La sua efficacia, data dalla presenza al suo interno di ben 48 composti organici, lo rende adatto alla cura di molti disturbi come dermatiti, prurito, eritema solare, infiammazioni delle gengive e della mucosa della bocca, afte, faringiti. Si può usare puro o diluito in liquidi o in creme o pomate nel caso si debba trattare una zona delicata come le mucose.

Gli oli essenziali e i giusti alimenti

 

Image by © Bernard Radvaner/Corbis«Nella gestione delle vescicole erpetiche gli oli sono i rimedi più utili» precisa Avoledo «La Calendula sotto forma di olio vegetale è interessante come disinfiammante della pelle e io lo utilizzerei soprattutto come vettore per alcuni oli essenziali che hanno un’efficacia dimostrata nei confronti dell’herpes come Ravensara aromatica, Thymus vulgaris o Satureja montana. Questi oli vanno diluiti nell’olio di calendula perché applicati puri potrebbero creare delle irritazioni, soprattutto se la pelle è già infiammata. La diluizione in olio vegetale (di calendula ma va bene anche l’olio d’oliva e qualunque base grassa con cui gli oli essenziali possano essere veicolati) si può fare tranquillamente a casa propria. Non è difficile, basta conoscere le proporzioni della miscela che cambia di caso in caso: in media varia dal due al dieci per cento di olio essenziale da iniettare nel vettore con una siringa. Una volta pronta, la miscela può essere applicata sulle vescicole con un batuffolo di cotone due o tre volte al giorno. Quest’ultima soluzione risulta utile quando l’herpes è piuttosto esteso, non è la singola vescicola che si può “toccare” con il cotton fioc ma prende diversi centrimetri quadrati di pelle. Non dimentichiamo che esiste un’alternativa semplice: acquistare in farmacia ed erboristeria delle creme con questi stessi ingredienti, già pronti e già dosati».

L’alimentazione ha un ruolo importantissimo anche al di là delle specifiche ipersensibilità individuali che squilibrano il sistema immunitario e favoriscono le recidive. «Ci sono degli alimenti che dovrebbero essere evitati durante le crisi erpetiche in particolare quelli ricchi di un aminoacido che si chiama arginina che favorisce la replicazione del virus. L’idea che il cioccolato faccia venire l’herpes non è un luogo comune ma ha un fondo di verità perché il cacao, così come la frutta in guscio, i piselli, le lenticchie, il mais, il grano saraceno e l’orzo, è molto ricco di arginina. C’è poi un altro aminoacido che ha una funzione opposta a quella dell’arginina, la lisina, che tende a frenare lo sviluppo del virus. Gli alimenti che la contengono – per esempio pesci, pollame, latte, yogurt – possono essere utili in questo senso ma bisogna stare attenti perché la lisina si trova in quantità interessante in molti cibi che contengono anche arginina. Quindi la soluzione migliore è quella di utilizzare la lisina come integratore alimentare. Nella dieta non devono poi mancare certe vitamine che, se necessario, possono essere assunte tramite integratori: si tratta di quelle del gruppo B, della vitamina A, o meglio ancora il beta-carotene che è il suo precursore, e della vitamina C associata ai bioflavonoidi. Tra i minerali lo zinco è quello più importante nel sostenere le difese immunitarie» conclude Avoledo.

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