Wise Society : Lotta al fumo: appuntamento al Museo della Scienza con la Fondazione Veronesi
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Lotta al fumo: appuntamento al Museo della Scienza con la Fondazione Veronesi

"No smoking be Happy" è l'ultima iniziativa anti-fumo a Milano della Fondazione Veronesi (che sta per compiere dieci anni di attività). Un percorso educativo, dedicato ai giovanissimi, per "toccare con mano" i danni fisici e psicologici dell’uso delle sigarette. In vista della Giornata Mondiale senza tabacco

Laura Campo
9 maggio 2013

Immagine polmoni, Fondazione Umberto VeronesiAnche una mostra può servire per tenere lontani (soprattutto i più giovani) dal fumo. Dall’8 maggio e fino al 30 giugno 2013 l’appuntamento è al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano con No Smoking be Happy un percorso educativo progettato dalla Fondazione Umberto Veronesi per “toccare con mano” i danni fisici e psicologici dell’uso delle sigarette.

In un contesto innovativo e stimolante grandi e piccoli potranno scoprire tra exhibit, giochi multimediali e video, le conseguenze del tabagismo sulle singole parti del nostro organismo, avvicinandosi così in modo attivo e consapevole anche alla Giornata mondiale senza tabacco prevista per venerdì 31 maggio. L’esposizione, che per i gruppi scolastici può essere visitata anche con un itinerario guidato, da martedì a venerdì rientra nel progetto (scaricabile gratis su IPhone e IPad) portato avanti a partire dal 2008 dalla Fondazione all’interno delle scuole.

L’identikit del fumatore under trenta

Immagine dente laboratorio, Fondazione Umberto VeronesiObiettivo dell’iniziativa è informare gli studenti fin dalle elementari e medie sugli effetti del fumo, responsabilizzarli ad assumere un ruolo attivo, sviluppando in loro la capacità di una scelta consapevole di astensione, anche di fronte a modelli negativi del gruppo. I più recenti dati fotografano infatti una situazione di allarme tra i tra gli under trenta italiani: il vizio riguarda circa il 16 percento dei ragazzi e il 22 delle ragazze di età compresa tra i 15 e i 24 anni, per un totale di circa un milione e mezzo di giovanissimi e giovani.

L’unico dato positivo è che la maggior parte degli adolescenti rientra nella categoria dei “fumatori deboli”, cioè che ‘accendono’ poco. Il 13 percento tra i 18 e i 24 anni, fuma 10 sigarette al giorno, fra i giovanissimi (11-15 anni) il 16 percento ha fumato almeno una volta ed il 3 percento continua a fumare almeno una sigaretta la settimana. Ma bisogna ricordare che il fumo, sotto i 20 anni, causa danni ancora più seri che negli adulti.

Studi recenti su un campione di 5000 ragazzi e ragazze fra i 10 e i 18 anni, seguiti per 9 anni, ha rivelato che anche con il consumo di “sole” 15 sigarette al giorno, la capacità respiratoria diminuisce del 5 percento, pregiudicando lo sviluppo dei polmoni soprattutto nelle ragazze in cui il processo di maturazione si completa prima che nei maschi (verso i 18 anni).

Ma perché i ragazzi cominciano a fumare? Gli adolescenti che lo fanno copiano in genere gli amici e i compagni di scuola. Ma numerosi studi internazionali dimostrano che chi fuma da piccolo segue le orme dei genitori. Se in famiglia si fuma anche i figli tenderanno a farlo, se invece i genitori rifiutano le sigarette anche i ragazzi ne staranno più lontani.

Dieci anni di impegno e attività

L’attività di informazione e divulgazione scientifica della Fondazione si rivolge anche alle donne (Movimento Donne contro il fumo) e a tutti i fumatori in generale per educarli non solo sui danni provocati da questa dannosa abitudine, ma soprattutto sui benefici legati al non fumare. Una lotta che Umberto Veronesi in persona porta avanti senza abbassare la guardia da ormai dieci anni, per sconfiggere il più aggressivo tra i big killer oncologici: il tumore del polmone, anche attraverso studi di diagnosi precoce su volontari (progetto Cosmos).

Tra i promotori della Fondazione che quest’anno e tra poche settimane compirà i primi dieci anni di vita (è nata il 25 maggio 2003) molti scienziati, tra i quali ben 11 premi Nobel che costituiscono anche il Comitato d’Onore, il cui operato è riconosciuto a livello internazionale.

Bilancio sociale in crescita

Alla vigilia di questo importante traguardo sono confortanti anche i risultati del bilancio sociale 2012 che chiude con una piccola ma importante crescita dei proventi (ancor più significativa in tempi di crisi economica): 10,5 milioni di euro che arrivano per la maggior parte da circa 15mila aziende sostenitrici (circa il 60 percento) e il restante 40 percento è frutto invece di donazioni, lasciti e del 5per mille di privati cittadini che credono nella mission di questa organizzazione senza scopo di lucro.

Ma, come ha spesso ricordato il suo presidente, La Fondazione ha voluto promuovere la scienza non solo come motore di benessere ma anche come stimolo per rendere più civile la nostra società, per esempio attraverso la battaglia per i diritti fondamentali della persona: pace, giustizia che rispetti la dignità dell’uomo, possibilità di diventare genitori anche per le coppie sterili, testamento biologico.

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