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Erba mate: l’energizzante che arriva dal Sud America

Luciana Martoni
3 febbraio 2012

mate - foto di emiliokuffer/flickr
Molto conosciuta in Argentina, Paraguay e Uruguay, l’erba mate è nata in Brasile e scoperta degli Indios Guarani che abitavano il sud del Paese e il Paraguay. Nei secoli successivi i suoi effetti tonificanti per il fisico e l’umore colpirono i colonizzatori spagnoli che la utilizzavano spesso come pozione contro i postumi delle frequenti sbornie dei soldati.

Per i suoi effetti terapeutici si è diffusa rapidamente in tutto il Brasile, e soltanto ora sta conquistando l’attenzione anche dell’ Europa. Nata come ingrediente base di infusi tradizionalmente usati nella medicina popolare, nel tempo ha suscitato l’attenzione di ambiti scientifici blasonati, come i centri di ricerca universitari.  Nell’ultimo decennio, diversi studi nel settore della nutrizione e della biochimica hanno infatti confermato la presenza di molti composti bioattivi, come gli acidi fenolici, xantine, saponine, minerali e vitamine. Un complesso che vanta molteplici effetti: non solo riduce il colesterolo. ma è depurativo, antiossidante,  stimolante del sistema nervoso centrale, vasodilatatore e protettore del sistema cardiovascolare. E, non ultimo, ha sia la proprietà di inibire la progressione dell’arteriosclerosi sia quella di alzare le difese immunitarie che, come si sa, spesso aprono le porte alle forme tumorali.

In particolare si è visto che la caffeina contenuta nel mate è uno stimolante del sistema nervoso centrale, allevia la stanchezza, migliora l’umore e aumenta la capacità cognitiva. Il suo effetto lipolitico (ovvero brucia grassi) è inoltre un ottimo aiuto per chi lotta con la bilancia. Un dato confermato da uno studio del  2007  realizzato da UNIVALI (Università del Vale do Itajai  di Santa Catarina), un’importante realtà accademica brasiliana che ha dimostrato l’effetto positivo del mate sul buon funzionamento del metabolismo. Con un’assunzione regolare si è inibita la tendenza all’aumento di peso, la riduzione della glicemia e delle transaminasi epatiche, oltre l’aumento del HDL (il colesterolo “buono”).
chimarrao - foto di Maulim/flickr
L’effetto ipocolesterolemizzante (la riduzione del colesterolo nel sangue) dell’erba è stata dimostrato anche in un altro studio universitario, realizzato nel 2010 da  UFSC (Università Federale di Santa Catarina in Brasile), che ha dimostrato come l’infusione di mate associata a un corretto trattamento nutrizionale può ridurre i fattori di rischio per malattie cardiovascolari, come la dislipidemia (aumento anomalo tasso di lipidi nel sangue) e l’ LDL  (il colesterolo  “cattivo”) in pazienti con iperlipidemia e già  trattati con statine. Sempre nel 2010 una ricerca condotta dall’Università Federale di Santa Caterina ha proposto l’erba mate come coadiuvante nel trattamento del diabete perché il tè mate tostato può essere utile a ridurre il livello di glucosio plasmatico a digiuno e di emoglobina glicata nelle persone con diabete di tipo 2.

Altri studi realizzati dalla brasiliana UFSC (Università Federale di Santa Catarina) hanno testato invece l’efficacia dell’estratto di erba mate su animali malati di Parkinson. E hanno valutato come la capacità di apprendimento e la memoria a breve termine migliori in modo sensibile. Lo stesso team di ricercatori  aveva già dimostrato che in animali con una lesione neuronale grave, tale da causare gli stessi disturbi derivati dal morbo di Parkinson, dopo l’assunzione dell’estratto di erba mate si era verificato un miglioramento del deficit motorio.

foto di film_fatale/flickrIn ordine di tempo l”ultima scoperta è della UFRJ (Università di Rio de Janeiro) che grazie a ulteriori ricerche ha verificato che l’acido clorogenico, uno potente antiossidante trovato nel mate, sia il responsabile di una decisa azione antiaging.

Ricco di tante qualità terapeutiche, ma anche con qualche controindicazione, il mate dovrebbe essere evitato da persone con problemi gastrointestinali, disturbi d’ansia e del sonno, dai bambini e donne incinte. E utilizzato in modo controllato da persone ipertese

Per chi invece non ha problemi a consumare quest’erba dai plurimi benefici si consiglia di berla 30 minuti dopo i pasti – per non compromettere l’assorbimento di minerali e vitamine – perché è anche un ottimo digestivo. Per non interferire con il sonno, è meglio non consumarla dopo le 5 del pomeriggio.

Ecco, per concludere, una breve ricetta per preparare l’infusione:

Scaldare 500 ml di acqua a 65 º C, mettere 1 cucchiaino da tè (dessert) riempito con mate in una teiera, versare l’ acqua calda sopra l’erba e asciare in infusione per 5 minuti. Il tè può essere consumato caldo o freddo, in questo caso si suggerisce di berlo entro 24 ore dall’infusione per non perderne le proprietà.

 

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Una risposta a Erba mate: l’energizzante che arriva dal Sud America

  1. Sonia

    Che differenza c’è tra l’erba mate e le bacche di goji.
    Mi sembra ci sia un inflazione di erbe e bacche magiche…

    Le proprietà del Goji Secondo le riviste scientifiche (indicate nelle referenze in fondo), le bacche di Goji, insieme ad una corretta alimentazione, uno stile di vita sano ed attività fisica, possono apportare numerosi benefici tra i quali:

    ■avere effetti antiossidanti
    ■aumentare i livelli di energia, ridurre il senso di fatica, migliorare la ripresa dopo uno sforzo, aumentare il benessere psicologico
    ■avere proprietà antinfiammatorie
    ■stimolare il sistema immunitario
    ■migliorare la funzionalità intestinale
    ■migliorare il sonno
    ■migliorare la memoria
    ■agire contro le allergie
    ■regolarizzare i livelli del zucchero nel sangue
    ■stimolare il metabolismo
    ■ridurre i livelli di colesterolo ematico
    ■avere effetti benefici sulla vista
    ■proteggere la pelle dagli effetti dannosi dei raggi UV
    ■avere azione preventiva nella degenerazione cellulare.
    Definizioni per capire meglio e approfondire l’argomento Le bacche di Goji contengono vitamine, sali minerali, antiossidanti, carotenoidi, flavonoidi e polisaccaridi

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