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Bloccare la demenza senile si può. Lo dice il Cnr

L'Istituto di neuroscienze del Cnr di Pisa in uno studio ha dimostrato come gli stimoli ambientali possono arrestare il decadimento cognitivo negli anziani

Fabio Di Todaro
26 gennaio 2017
demenza senile, anziani, cnr, invecchiamento

Demenza senile: gli scienziati del Cnr hanno sottoposto un gruppo di anziani colpiti da forme lievi di declino cognitivo a un programma di allenamento, per la mente e per il corpo riscontrando una significativa frenata della progressione del disturbo, Image by iStock

L’Italia è una delle nazioni col maggior numero di anziani e oltre un milione di questi presenta un deficit cognitivo o una demenza senile grave: la cui forma più diffusa è la malattia di Alzheimer. Lungo la Penisola più di una persona su cinque (21,4 per cento dei cittadini) è over 65 e il 6,4 per cento ha superato gli ottant’anni. Contro queste malattie neurodegenerative, al momento non esistono terapie risolutive. Per questo l’obiettivo è mettere a punto interventi che contribuiscano a rallentare il processo di deterioramento cerebrale. Più di qualcosa è già possibile fare.

LA GINNASTICA PER LA MENTE RITARDA L’INVECCHIAMENTO – La conferma giunge da una ricerca pubblicata sulla rivista «Scientific Reports» e coordinata dagli istituti di neuroscienze e fisiologia clinica del Cnr. Oltre al ruolo della dieta, come spiega Lamberto Maffei, ex direttore dell’istituto di neuroscienze e vice-presidente dell’Accademia dei Lincei, «quando impegniamo il cervello in attività complesse e in un contesto sociale e giocoso, i circuiti neurali vengono rimodellati mediante la produzione di fattori neurotrofici che favoriscono la plasticità cerebrale. I neuroni rispondono agli stimoli anche nella terza età, consentendo di attuare una vera strategia anti-invecchiamento». Sottoponendo un gruppo di anziani colpiti da forme lievi di declino cognitivo a un programma di allenamento, per la mente e per il corpo, gli scienziati hanno notato una significativa frenata della progressione del disturbo. Per sette mesi le persone arruolate nello studio sono state accolte, per tre mattine a settimana, nell’area della ricerca del Cnr di Pisa in una struttura creata e attrezzata con una palestra, un ampio spazio riservato alle attività di gruppo e con ambienti dedicati alla stimolazione cognitiva (compiti di memorizzazione di volti e parole, esercizi di logica e giochi di attenzione).

L’OBIETTIVO E’ PORTARE QUESTO APPROCCIO NELLA PRATICA CLINICA – Gli anziani, accompagnati dai loro familiari, «hanno fin da subito mostrato di gradire molto la partecipazione alle attività proposte -raccontano Alessandro Sale e Nicoletta Berardi, ricercatori dell’istituto di neuroscienze del Cnr – e i risultati sono stati sorprendenti: gli stimoli ambientali hanno arrestato il decadimento cognitivo nei partecipanti, con effetti riscontrabili anche a livello dei parametri di funzionalità cerebrale valutati con le più moderne tecniche di imaging. Questi risultati possono avere importanti applicazioni in campo clinico per la malattia di Alzheimer e per altre forme di demenza senile: l’arricchimento ambientale costituisce una via molto promettente per stimolare la plasticità in maniera fisiologica e non invasiva, in una fascia di popolazione che spesso vive invece in condizioni inadeguate e povere di stimoli».

Twitter @fabioditodaro

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