Wise Society : Apnee da sonno: ecco come riconoscerle e cosa fare
SPECIALE : Combattere l’obesità
ARTICOLI Vedi tutti >>

Apnee da sonno: ecco come riconoscerle e cosa fare

Di questa patologia si stima che in Italia sia affetto circa il venti per cento della popolazione. Giusta diagnosi, adeguata terapia e dieta equilibrata i rimedi

Fabio Di Todaro
20 aprile 2016

Apnee da sonno: si stima che in Italia ne soffra circa il 20% della popolazionePhoto by iStockL’argomento è attuale, anche alla luce della tragedia avvenuta in Spagna poche settimane fa che è costata la vita a 13 ragazze (di cui sette italiane). Secondo alcuni recenti studi, il cinque per cento della popolazione italiana è soggetta ad apnee da sonno. Essendo un problema non avvertibile dal soggetto, potrebbe essere sottostimato e quindi potenzialmente molto pericoloso, soprattutto quando il colpo di sonno avviene durante la guida su autostrada viaggiando sui tir. Il 18 marzo, nel ricordare la Giornata mondiale del sonno, l’Italia ha recepito una direttiva europea che obbliga i neopatentati e i cittadini chiamati al rinnovo della patente a sottoporsi al test medici per escludere di avere appunto l’Osas (sindrome delle apnee ostruttive del sonno).

OSAS: DI COSA SI TRATTA? – La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è una patologia cronica associata al russamento, caratterizzata dalla comparsa di ripetuti episodi ostruttivi durante il sonno, che provocano l’interruzione del respiro. Ha un’alta prevalenza e si stima che in Italia sia affetto circa il venti per cento della popolazione. Purtroppo la sua pericolosità è sottostimata e l’unico handicap che si mette in evidenza è il russamento, considerato quasi come inevitabile nell’essere umano e curiosa fonte di discordia nelle relazioni di coppia. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno può invece essere correlata a fattori di rischio, quali obesità, ipertensione, diabete, che causano gravi ripercussioni per la salute: come l’infarto miocardico o l’ictus cerebrale. Le apnee determinano alterazioni respiratorie e cardiocircolatorie che frammentano la fisiologica funzione del sonno, con conseguente sonnolenza diurna e riduzione delle performance intellettive. Questi sintomi, nascosti e sottovalutati dai più, sono alla base di un’alta percentuale di incidenti stradali che, secondo l’Istat, sono quarantamila in Italia e circa 240mila in tutta l’Unione Europea. Al punto che oggi c’è chi inizia a definire la sindrome delle apnee ostruttive del sonno  come il «silent-killer» della strada.

MALATTIA SPESSO SCONOSCIUTA ANCHE AI MEDICI – La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è diagnosticabile e curabile sia con metodi invasivi chirurgici sia con terapia medica e ortodontica. Tutto ciò a patto però di riconoscersi malati. Un passaggio non sempre scontato, se – denuncia Assotir sulla base di un’indagine svolta da Philips – su trentaduemila medici di famiglia soltanto uno su dieci dichiara di conoscere approfonditamente questa malattia e il resto vorrebbe saperne di più. Ecco perché le diagnosi sono spesso tardive, con rischi crescenti – è facile capire perché – per il paziente, ma anche per chi lo incrocia sulla strada. È per questo motivo che l’Italia – recependo una direttiva europea del luglio 2014 – ha deciso di ritirare la patente a chi soffre di Photo by iStockapnee notturne, se durante il giorno sono causa di eccessiva sonnolenza. Una decisione giusta, ma dalla realizzazione quasi impossibile. Spesso chi soffre del disturbo non lo sa e i centri accreditati per valutare l’effettiva presenza della malattia attraverso un esame specifico (la polisonnografia) sono molto pochi.

COME CONCILIARE IL SONNO A TAVOLA – Detto ciò, e fatta chiarezza su come si possa arrivare alla diagnosi di sindrome delle apnee notturne, l’unica arma a disposizione di tutti (affetti da Osas e non) è fare in modo di riposare un numero di ore ogni notte. Importante, in tal senso, è anche ciò che si mangia a cena. Il pasto non deve essere abbondante e, come dichiara Luigi Ferini Strambi, direttore del centro di medicina del sonno e ordinario di neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, «dovrebbe escludere alcol, caffè, cioccolato, cacao, tè, curry, pepe, paprika, alimenti in scatola, patatine e salatini». Favorenti il riposo sono invece pasta, riso, pane, orzo, lattuga, radicchio rosso, cipolla, aglio, zucca, rape, cavolo, formaggi freschi, yogurt, uova bollite.

Twitter @fabioditodaro

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
CONOSCI IL PERSONAGGIO
Luigi Ferini Strambi
Link Sponsorizzati
COMMENTA NELLA COMMUNITY

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 25814 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 25810 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 25811 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 406 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 20240 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 9923 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 8763 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 320 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 25812 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 7946 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 25813 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 25815
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY