Wise Society : Gli under 30 italiani che miglioreranno le nostre vite
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Gli under 30 italiani che miglioreranno le nostre vite

Alcuni giovani italiani, con le loro idee e soluzioni, si sono meritati evidenza internazionale grazie al contributo offerto nel campo della salute e non solo

Andrea Ballocchi
14 marzo 2017
Under30 startup

I migliori cervelli italiani under30 (e le loro idee) che cambieranno per sempre le nostre vite

Startup, tecnologie, idee all’avanguardia: tra gli under 30 italiani saliti alla ribalta negli ultimi tempi grazie a riconoscimenti dovuti ai loro progetti innovativi si trovano personaggi di elevato spessore, in grado con i loro progetti e per il ruolo coperto di portare nuova linfa alla ricerca, ma soprattutto al benessere presente e futuro di tutti noi. Non ci credete? Allora leggete le scoperte che vedono coinvolti in prima persona alcuni dei “cervelli” italiani che riportiamo di seguito.

GLI ALGORITMI CONTRO L’ALZHEIMER – Christian Salvatore è un ricercatore del Cnr inserito nella lista Forbes dei 30 under 30 innovatori in “scienza e salute” grazie alla ricerca da lui condotta, che vede impiegata l’intelligenza artificiale per la diagnosi automatica del morbo di Alzheimer e del morbo di Parkinson. In particolare Christian analizza una serie di algoritmi per arrivare a una diagnosi delle malattie neurodegenerative. Diagnostica e medicina preventiva sono frontiere aperta grazie a lavori di ricerca come il suo.

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Saverio Murgia e Luca Nardelli, due degli under 30 italiani presenti nella lista Forbes come migliori “social entrepreneurs”

CUFFIE GUIDA PER NON VEDENTI – Sempre in tema di A.I. è da segnalare il lavoro di Saverio Murgia e Luca Nardelli entrati anche loro nella lista Forbes (categoria “social entrepreneurs”.) per un’idea altrettanto innovativa alla base della startup Eyra, ex Horus Technology. In pratica l’intelligenza artificiale è utilizzata per creare wearable assistant, vale a dire dispositivi indossabili per le persone con disabilità visiva. Horus è un dispositivo simile a un paio di cuffiette dotate di telecamere che osservano l’ambiente e inviano le immagini a un processore situato nell’unità tascabile. «Gli algoritmi che utilizziamo sono di deep learning e le funzionalità principali di Horus sono la lettura di testi, il riconoscimento di volti e il riconoscimento di oggetti», specificano i fondatori.

LO STUDIO DELLE MALATTIE DEL PASSATO PER CURARE MEGLIO IL FUTURO – Si chiama paleopatografia ed è una branca della medicina che ha un esperto di assoluta eccellenza in campo mondiale in Francesco Galassi, altro segnalato nella lista di Forbes. Docente all’Università di Zurigo presso l’Institute of Evolutionary Medicine (IEM), a capo del The Italian Paleopathology Project, studia le malattie dei grandi personaggi storici. L’importanza della disciplina è proprio quella di indagare l’antichità dei segni e sintomi delle malattie, con la convinzione che la conoscenza dell’evoluzione delle patologie porti a migliorare la diagnosi di quelle attuali. Un approccio inconsueto, ma certamente interessante di diagnosi preventiva. Nei suoi scritti leggiamo di “pazienti” del calibro di Dante Alighieri, del pittore quattrocentesco Filippino Lippi, del re dei Visigoti Alarico…

UN ROBOT-DEAMBULATORE PER ANZIANI E DISABILI – Ha 26 anni Michela Ciarpi, laureata in design dei sistemi all’università ISIA Roma design. Si è classificata al secondo posto nell’ultima edizione del Came Design Award, competizione dedicata a studenti e neo laureati delle facoltà di architettura e delle scuole di design italiane, finalizzato a premiare il talento e promuovere la cultura dell’innovazione tecnologica nell’abitare. La giovane designer di Grosseto si è piazzata a podio grazie al suo Famulo, robot-deambulatore pensato per anziani soggetti a terapia domestica o a disabili.

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Valeria Cagno, virologa under 30 dell’Università di Ginevra, sta sviluppando il primo spray nasale antivirale per la prevenzione e la cura del raffreddore comune

LA STARTUP CHE PORRA’ LA PAROLA FINE AL RAFFREDDORE – Valeria Cagno ha 29 anni ed è una virologa impegnata come ricercatrice presso il dipartimento di microbiologia e medicina molecolare dell’università di Ginevra. Ha fatto parte, durante il dottorato di ricerca all’Università di Torino, del team di studio dedicato agli ossisteroli, particolari molecole fisiologiche caratterizzate da una notevole attività antivirale contro il rhinovirus, principale causa del raffreddore. L’équipe ha scoperto proprio questa attività e ha deciso di brevettarne l’impiego per fondare la startup Panoxyvir, che sta sviluppando il primo spray nasale antivirale per la prevenzione e la cura del raffreddore comune. Ha ottenuto diversi riconoscimenti tra i quali il Premio Nazionale per l’Innovazione 2016.

GRAFENE E ALTRI CRISTALLI 2D PER GLI OGGETTI DEL DOMANI – Ogni regola ha la sua eccezione. In questo caso ammettiamo Greta Radaelli, classe 1986, ricercatrice alla guida di Be Dimensional, la prima startup dell’Iit (Istituto italiano di tecnologia) che intende concepire e sviluppare nuovi materiali rivoluzionari integrando cristalli bi-dimensionali grazie ai quali è possibile rendere gli oggetti più resistenti e sicuri: in pratica dei “super-oggetti” come un casco da moto, più resistente, ma molto più sottile e leggero o una batteria per smartphone completamente flessibile. I cristalli bidimensionali rientrano nella famiglia di materiali “smart” nata dal 2004 con l’isolamento del primo e più noto di questi materiali, il grafene, e – sottolinea l’Iit – possiedono caratteristiche uniche dal punto di vista meccanico, elettrico, termico e ottico.

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