Wise Society : Su Real Time le maratonete che hanno sconfitto il cancro
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Su Real Time le maratonete che hanno sconfitto il cancro

Il 4 febbraio, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, andrà in onda il docureality con protagoniste alcune donne molte speciali

Mariella Caruso
14 gennaio 2015

Ragazze della Fondazione VeronesiIl cancro non deve essere più un tabù. Bisogna parlarne e affrontare la malattia in maniera positiva, magari con la grinta di un maratoneta che sa di avere da percorrere i suoi poco più di 42 chilometri, ma non si scoraggia di certo. È partito da questa idea il progetto dello speciale #NOTHINGSTOPSPINK, il racconto della storia di dieci donne operate di tumore al seno che lo scorso 2 novembre hanno partecipato alla Maratona di New York ideato dal trainer Gabriele Rosa, cardiologo e specializzato in medicina dello Sport, appoggiato da Fondazione Veronesi nell’ambito delle attività di Pink is Good e realizzato da Discovery Channel.

Il docureality, scritto e diretto da Alessandro Casale per Discovery Italia, andrà in onda mercoledì 4 febbraio in prima serata su Real Time (canale 31 dt) in occasione della Giornata mondiale contro il cancro. Conosceremo Marina, Angela, Georgiana, Nicoletta, Gabriella, Jole e le altre trentotto volontarie che si sono sottoposte ai duri allenamenti di Gabriele Rosa (che con il suo Rosa & Associati è stato tra gli ideatori del progetto), tra i migliori trainer di sempre, che ha selezionato le candidate runner fino a portarle fino al traguardo, che tutte hanno tagliato, della maratona newyorkese.

«Seguire la storia di queste sei donne è stata un’esperienza bella ed emozionante: la loro grinta e il loro impegno sono stati incredibili – racconta il regista Alessandro Casale -. Ma, nello stesso tempo, c’è il loro diverso modo di reagire alla malattia, il riappropriarsi del loro corpo dopo una malattia che per la donna è molto particolare perché va a toccare la loro femminilità. E c’è l’amicizia nata fra alcune di loro sfociata nella partecipazione alla maratona anche da parte di alcune donne che non erano nel gruppo delle dieci scelte».

«Fondazione Umberto Veronesi ha deciso di sostenere questa iniziativa – ha spiegato Umberto Veronesi – per tre ragioni diverse: mandare un messaggio di fiducia alle donne operate al seno dimostrando loro che anche dopo un intervento si può tornare ad una vita normale; perché lo sport e la promozione della sua attività è importante e perché per raggiungere obiettivi di grande importanza bisogna fare sacrifici e il sacrificio di queste donne è stato notevole».

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