Wise Society : Special Stage, il talent che porta la musica in ospedale
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Special Stage, il talent che porta la musica in ospedale

Organizzato da Officine buone onlus si propone di spingere i giovani a donare il proprio talento al volontariato

Mariella Caruso
4 marzo 2015

Special Stage (Foto Officine Buone) Non tutte le forme di volontariato sono uguali. Quella messa in piedi dalla onlus Officine buone va decisamente fuori dagli schemi perché mette insieme tre elementi – musica, giovani e ospedali – che di solito non si incontrano mai. L’iniziativa, partita sottotraccia a Milano qualche settimana fa, si chiama “Special Stage” ed è la prima rassegna musicale permanente, realizzata interamente da giovani musicisti negli ospedali. «Special Stage è uno scimmiottamento positivo dei talent che impazzano in tivù che, però, invece dei palchi patinati avrà come location gli ospedali che hanno aderito», racconta Ugo Vivone, presidente di Officine buone. «Il nostro scopo – continua – è favorire un ricambio generazionale nel volontariato, soprattutto nel mondo ospedaliero in cui spesso si fa fatica ad attrarre nuove risorse».

Ovviamente, però, essendo un talent a tutti gli effetti Special stage avrà un vincitore, una giuria e dei premi in palio. «Della giuria faranno parte direttori di scuole di musica di Milano e dell’hinterland, loro stessi metteranno in palio borse di studio  – spiega Vivone -. Inoltre accumulando “special credit” i musicisti potranno esibirsi in compagnia degli artisti italiani che hanno dato aderito all’iniziativa e a loro sarà offerto il palco milanese di Eataly Smeraldo».

Ugo Vivone (Foto Officine buone)LA FORMULA – A “Special Stage” possono candidarsi, via mail, whatsapp e facebook o attraverso il sito di Officine buone, musicisti di età compresa tra i 15 e i 35 anni. La partecipazione è ovviamente gratuita e il premio Nexans 2015 sarà assegnato a dicembre nella serata di gala che si svolgerà all’Auditorium dell’Istituto Nazionale Tumori che è uno degli ospedali coinvolti nell’iniziativa insieme al Sacco e al Niguarda. «Sono già oltre 100 i musicisti/volontari che si sono iscritti solo grazie al passaparola e a qualche locandina nelle scuole di musica», sottolinea Vivone il cui progetto è sostenuto dall’Istituto Nazionale Tumori, dall’associazione Quartieri tranquilli presieduta da Lina Sotis, da Eataly Smeraldo, da Nexans Italia e da Fondazione Cariplo. Partecipare a Special Stage, però, è più complicato di quello che sembra. Anche più di entrare in altri talent. Perché? «Una cosa è cantare per 3’ su una base registrata, un’altra farlo per 15’ (questa è la durata dell’esibizione) senza base e accompagnato solo dal proprio strumento», chiarisce Vivone.

GLI OSPITI – Come ogni talent che si rispetti anche Special stage ha i suoi ospiti speciali. «Ci sono alcuni artisti come Malika Ayane che da tempo segue i progetti della nostra associazione. Prima del Festival di Sanremo ha partecipato, anche attivamente, all’esibizione all’Int di Leonard Monteiro, uno dei nostri talenti», racconta Vivone che ha avuto il via libera della cantante di solito schiva nel raccontare del suo impegno sociale a rendere pubblico il video della sua partecipazione. Hugo-Niccolo Fabi (Foto Officine Buone)Oltre Malika, a dare il proprio contributo sono stati anche Niccolò Fabi, Marlene Kuntz, Elena Santarelli e Melissa Satta, e Moreno, «che ci ha chiamati direttamente». La prossima ad essere ospitata, col il ruolo speciale di madrina, sarà Ornella Vanoni. «Il mio sogno – rivela Vivone – è coinvolgere Morgan, perché è innamorato della musica e non penso si tirerebbe indietro nell’esibirsi in un ospedale».

LA MUSICA È PER TUTTI – A chi obietta che l’ospedale non è un posto deputato alla musica, Vivone risponde che «la musica è per tutti, anche chi sta in ospedale deve continuare a vivere bene. Per questo chiediamo ai nostri cantanti, ai quali non richiediamo alcuna precedente esperienza di volontariato, di partecipare a un orientamento di 20’ di orientamento per sapere come muoversi in ospedale». L’iniziativa, già esportata a Catanzaro, ed è in fase di lancio a Roma. Perché la musica non ha confini e la malattia neppure.

 

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