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Powahome, il sistema low price per una smarthome

La start up fondata da due fratelli pugliesi ha ideato un sistema di smarthome sostenibile ed economico che si inserisce all’interno di interruttori esistenti

Maria Enza Giannetto/Nabu
31 gennaio 2018
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I fratelli Michele e Pasquale Longofondatori di Powahome giovane start up di smarthome con base a Roma

Piccoli dispositivi, facili da installare che, in poche ore, permettono di trasformare la propria casa in una casa domotica. È stata questa l’intuizione, diventata in pochissimi mesi realtà, di Pasquale Longo, ingegnere elettronico pugliese, oggi di stanza a Roma che insieme con il fratello Michele, architetto, ha fondato Powahome, giovane start up di smarthome con base a Roma e finanziata da LVenture Group e accelerata da LUISS ENLABS.

Il sistema, che si è appena aggiudicato il primo premio  alla seconda edizione del Klimahouse Startup Award, la startup competition lanciata da Klimahouse, fiera internazionale di riferimento per l’efficienza energetica in edilizia, si basa sulla trasformazione “smart” di vecchi interruttori, pulsanti e prese che, senza bisogno di ristrutturare e cambiare impianti, vengono modificati grazie a un dispositivo che aggiunge il controllo e può essere gestito da remoto tramite smartphone.

«L’idea – spiega Michele Longo, business developer  Powahome – è nata proprio dalla quotidianità, anzi da un piccolo fastidio quotidiano. Nella casa di Torino, dove studiavamo, mio fratello aveva un letto a soppalco e ogni sera era costretto a rialzarsi perché aveva dimenticato di spegnere la luce. Sperimentava un fastidio e cominciava a scervellarsi su come risolverlo. Allora, ha cominciato a pensare a un sistema che permettesse di spegnere tutto dal proprio smartphone, ideando questo sistema innovativo e smart che permette di spegnere luci, staccare prese e chiudere le tapparelle in un istante».

Dall’idea alla creazione del dispositivo il passo è brevissimo. L’ingegnere elettronico, oggi 29 anni, candida il progetto al Maker Fair di Roma e ottiene un ottimo successo. L’idea viene anche selezionata per il Google Android Factory Program nel gennaio 2017 e vince il Wind Startup Award nell’aprile dello stesso anno e ad agosto, Pasquale e il fratello Michele fondano la società (oggi il team è già composto da 8 persone) il cui nome nasce dalla crasi tra l’inglese Power che vuol dire forza ed il giapponese “Wa” che vuol dire armonia.

«Abbiamo scelto questo nome – spiegano – perché il nostro prodotto vuole portare nelle case di tutti gli italiani qualcosa di estremamente potente, il controllo da remoto di tutte le prese elettriche, senza però intaccare in nessun modo l’armonia della casa in cui abitiamo. Powahome è infatti totalmente invisibile e può essere montato sotto le vecchie prese elettriche, evitando ogni tipo di intervento invasivo sui muri o sull’impianto elettrico».

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Smarthome: il sistema Powahome si basa sulla trasformazione di vecchi interruttori, pulsanti e prese che, senza bisogno di ristrutturare e cambiare impianti, vengono modificati grazie a un dispositivo che aggiunge il controllo e può essere gestito da remoto tramite smartphone.

Una soluzione innovativa e sostenibile, in grado di automatizzare un appartamento da 80 m2 con una spesa di circa 1000 euro e senza cambiare gli impianti. I dispositivi Powahome sono, infatti, talmente piccoli che si installano nelle comuni cassette elettriche tipo 503, a fianco degli interruttori che si vogliono controllare. Non solo in casa ma anche alberghi, centri commerciali, studi privati e spazi di co-working e acceleratori di startup come LUISS ENLABS che è stato appena automatizzato. Inoltre, i dispositivi si alimentano dalla rete elettrica domestica, non necessitano di batterie e permettono di controllare due carichi elettrici distinti da 8A oppure un motore elettrico, anche per saracinesche. Infine, Powahome che non ha centraline dedicate perché funziona con la semplice rete WiFi, viene configurato direttamente con lo smartphone in modo semplice e intuitivo, seguendo la procedura guidata.

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