Wise Society : One Billion Rising: stop alla violenza sulle donne
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One Billion Rising: stop alla violenza sulle donne

Il 14 di febbraio donne e uomini scenderanno nelle piazze di tutto il mondo per manifestare, ballando, contro la violenza sulle donne. Un flash mob globale che ha coinvolto movimenti, vip e media. E, domani, milioni di persone

Francesca Tozzi
13 gennaio 2013

Domani, 14 febbraio, festa di San Valentino, migliaia di persone in tutto il mondo scenderanno in piazza a ballare in segno di protesta contro la violenza sulle donne in un flash mob che non mette al centro gli innamorati ma un valore che viene prima dell’amore stesso: il rispetto per la vita e la dignità della donna carente non solo in India, Cina e Paesi Arabi ma tra le stesse mura domestiche dei Paesi cosiddetti sviluppati. È la campagna One Billion Rising, fortemente voluta da Eve Ensler, autrice de I monologhi della vagina, attivista e fondatrice del V-Day. V come Valentino, Violenza ma anche Vagina.

I monologhi avevano commosso e fatto riflettere il pubblico a teatro trattando con pudore ma anche ironia tematiche delicate legate al femminile: ora però si tratta di portare in piazza un miliardo di persone fra donne e uomini in 189 Paesi del mondo. Ballo come liberazione del corpo, della mente e dell’anima. Per diffondere l’iniziativa la Ensler ha promosso la realizzazione un video con il quale invita uomini e donne  a ballare per dire stop a ogni forma di abuso e violenza: la canzone «Break the Chain» (Rompere le catene) si è diffusa in Rete ed è diventata l’inno di One billion rising; il testo è di Tena Clark , la musica di Tena Clark e Tim Heintz mentre le coreografie sono state ideate da Debbie Allen.

Anche Milano parteciperà all’evento mondiale: l’appuntamento sarà davanti a Palazzo Reale, in Piazza Duomo, alle ore 18.45. A Roma la gente si riunirà invece al Colosseo, a Firenze in Piazza della Repubblica ma tutta l’Italia si sta mobilitando. L’iniziativa ha suscitato l’interesse del pubblico e dei media di tutto il mondo per cui ci si aspetta una grande partecipazione. Tra le organizzazioni e i movimenti che hanno aderito ci sono Amnesty International, Emergency, Action Aid, No More e il movimento Se Non Ora Quando?

Ma non mancano i testimonial d’eccezione che hanno deciso di supportare la campagna: dalla moglie del musicista e pacifista John Lennon, Yoko Ono, all’attore Robert Redford, dalla salutista Jane Fonda all’ambientalista indiana Vandana Shiva. È arrivata anche l’adesione del Dalai Lama, di Berenice King (figlia Martin Luther King) e di Michelle Bachelet, ex Presidente del Cile e oggi responsabile di UN Women.

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