Wise Society : «Milanesi, aprite le porte ai giovani contadini di tutto il mondo»
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«Milanesi, aprite le porte ai giovani contadini di tutto il mondo»

Dal 3 al 6 ottobre Milano ospiterà Terra Madre Giovani. Per aiutare Slow Food nella realizzazione dell'evento è stata aperta una campagna di crowdfunding e lanciato un appello all'ospitalità

Mariella Caruso
12 giugno 2015

Immagine campagnaUna pacifica invasione di giovani contadini, pescatori, allevatori, casari e artigiani del cibo provenienti da ogni parte del mondo è quella che Milano s’attende dal 3 al 6 ottobre. In quei giorni la città meneghina, infatti, ospiterà un’edizione speciale di Terra Madre dedicata esclusivamente ai giovani agricoltori di tutto il mondo. «Quando i ragazzi mi hanno portato la loro idea di organizzare un’edizione speciale di Terra Madre in occasione dell’Expo ho capito che qualcosa stava cambiando anche dentro il nostro movimento», ha spiegato Carlo Petrini, il presidente di Slow Food international che non si prende il merito della primogenitura dell’idea dell’organizzazione di Terra Madre Giovani – We Feed the Planet. «L’agricoltura – ha fatto osservare Petrini – è paesaggio, storia, antropologia, spiritualità, bellezza. L’Expo avrebbe potuto fare un po’ di più nel rapporto con la Terra Madre così vilipesa è offesa perché le stiamo chiedendo più di quello che può dare». Non è un caso che a presentare ufficialmente l’evento, a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, sia l’olandese Joris Lohman, membro del comitato esecutivo di Slow Food come rappresentante dello Slow Food Youth Network.

UN NUOVO PARADIGMA PER L’AGRICOLTURA – «Penso sia arrivato il momento di cominciare a cercare di capire davvero come nutrire il mondo nel futuro. E per questo c’è bisogno che le giovani generazioni prendano in mano questo futuro, di pensare Joris Lohman (Foto Mariella Caruso)a un nuovo paradigma guardando anche all’innovazione», ha sottolineato Lohman. Va da sé che il futuro migliore non è quello calato dall’altro da un modello imposto, ma quello che nasce dal confronto. Per questo durante la quattro giorni di Terra Madre Giovani spiega Lohman «i giovani agricoltori parteciperanno a tavoli di lavoro insieme a professionisti di altri settori in un progetto di Food Academy che porta con sé un contagio. Tutte le idee che saranno sviluppate saranno condivise con tutti attraverso i social network e, l’ultimo giorno, dentro Expo 2015».

C’È BISOGNO DI AIUTO – Far confluire a Milano questi piccoli agricoltori, o small scale producers, però, non è una cosa semplice perché occorrono molte risorse. «Molti di questi giovani arrivano da aree lontane del mondo, alcuni non sono mai usciti dal loro villaggio», ha detto Petrini. Per raccogliere i fondi necessari ad aiutare i giovani agricoltori a partecipare a Terra Madre Giovani – We feed the planet è stata lanciata una campagna di crowdfunding sui siti www.terramadregiovani.it e www.wefeedtheplanet.com alla quale hanno già dato il loro contributo Claudio Marchisio, Alice Waters, Moni Ovadia, René Redzepi, Luca Mercalli, Jake Gyllenhaal, Michel Bras e Francesco Guccini. Oltre ai fondi per il viaggio e per l’organizzazione dell’evento è necessaria anche l’ospitalità per le centinaia di giovani in arrivo da tutto il mondo. Per questo è stato lanciato ai milanesi anche l’invito ad aprire le proprie case ai contadini, «perché ospitando queste persone – hanno sottolineato Petrini e Lohman – aiuterete a cambiare le cose». Ad aprire le proprie case all’ospitalità si sono messi in lista Gad Lerner, Antonio Albanese, Philippe Daverio, Giovanna Zucconi, Roberto Vecchioni, Adriano Celentano e Claudia Mori e Lella Costa. «Dire senza fare non serve a molto – ha puntualizzato quest’ultima -. Non ho avuto alcun problema a dire “Casa mia c’è”. Ospitare i giovani produttori per me sarà un grande onore».

Pac (Foto ufficio stampa)LA CAMPAGNA – La campagna per il crowdfunding è stata affidata a Saatchi e Saatchi che ha voluto simbolicamente rappresentare i giovani contadini dai mastri presepai del quartiere napoletano di San Gregorio Armeno che plasmano l’argilla per realizzare le statuette che vendono nelle loro botteghe. Prima che arrivino i contadini in carne e ossa saranno le loro riproduzioni in argilla a invadere i luoghi simbolo di Milano. «Abbiamo voluto realizzare un cross over tra il passato delle nostre migliori tradizioni e il futuro delle nostre migliori tradizioni – ha detto Agostino Toscana, executive creative director dell’agenzia pubblicitaria -. Vogliamo che Milano diventi un presepe laico per celebrare questi arrivi. Speriamo anche che la campagna diventi virale, perché si tratta di una campagna sociale a budget minimo».

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