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Media digitali e bimbi: regole per evitare la dipendenza

Niente schermi un'ora prima del sonno e mentre si mangia. Stanze da letto bandite agli apparecchi elettronici e precedenza al gioco all'aperto e con gli amici.

Fabio Di Todaro
13 gennaio 2017
media digitali, bimbi, dipendenza

E’ sempre di più il tempo che i bimbi passano sui media digitali, Image by: iStock

Per anni, specialisti, educatori e pediatri hanno sostenuto la necessità di limitare il tempo che i nostri figli passano davanti allo schermo per evitare che diventino bimbi digitali. Una limitazione proposta in modo orizzontale e con un approccio acritico, indipendente dalla qualità dei contenuti. Adesso, invece, l’approccio sembra in fase di cambiamento. Sta suscitando scalpore negli Stati Uniti un corposo documento dell’American Academy of Pediatrics che propone una rivisitazione totale dell’approccio all’educazione infantile nei confronti dei media. C’è poco da fare. Con l’evoluzione delle abitudini dei «millennials», che passano intere giornate con gli occhi incollati sui loro smartphone ma che non sanno più usare i computer, i pediatri hanno capito di dover affrontare il problema con una più approfondita capacità di ricerca. L’organizzazione statunitense ha pubblicato uno strumento interattivo chiamato «Family Media Plan» che aiuta i genitori a comprendere quali tipi di media sono più adeguati alla fascia d’età dei loro figli, per quanto tempo nell’arco della giornata.

LA DIFFERENZA LA FA IL TIPO DI FRUIZIONE – La premessa è che non tutti i contenuti multimediali che illuminano gli schermi di televisori, smartphone o tablet sono uguali. La società scientifica statunitense propone una distinzione tra intrattenimento e programmi educativi. I genitori potranno essere più indulgenti davanti a certe interazioni fra il bambino e i media e dovranno essere più inflessibili in altri casi. Per i bambini in età scolare e gli adolescenti, è importante bilanciare l’utilizzo dei media con altri comportamenti «sani»: i problemi iniziano quando il tempo passato sullo schermo interferisce con altre esperienze fondamentali per l’apprendimento, come l’attività fisica, l’esplorazione manuale e l’interazione sociale faccia a faccia. Viene confermato invece il divieto assoluto per i bambini con meno di un anno e mezzo (prima il limite era esteso ai due anni): a meno che non si tratti di Skype o Facetime per chiacchiere con nonni e parenti lontani. Tra i 18 ai 24 mesi, i bambini possono essere introdotti ai media digitali, purché in presenza di «una programmazione di qualità», che nel documento non risulta però specificata. In questa fase  i genitori dovrebbero sempre guardare tv o schermi insieme con i loro figli per aiutarli a capire ciò che stanno vedendo. I bambini di un’età compresa tra due e cinque anni dovrebbero avere una programmazione di qualità limitata a un’ora al giorno.

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Media digitali: secondo il Censis, oltre la metà dei bambini di 6-7 anni ha tra le mani un tablet e lo utilizza per 1-2 ore al giorno, con punte fino a 3-4 ore. Image by: iStock

L’IMPORTANZA DELL’ASTINENZA DIGITALE – A prescindere dai diversi segmenti d’età, il consiglio più importante è quello di ritagliarsi spazi e momenti della giornata completamente liberi dai media. Una specifica necessaria, dal momento che è in aumento il tempo trascorso a contatto coi media digitali. Secondo una recente indagine condotta dal Censis per il Corecom Lazio, l’82 per cento dei bambini della regione di età compresa tra 7 e 10 anni guarda la televisione tutti i giorni. Anche il telefono cellulare, spesso regalato dai genitori nella speranza di controllare i figli, è diffuso tra i bambini delle prime classi delle elementari. Oltre la metà dei bambini (6-7 anni) ha tra le mani un tablet e lo utilizza per 1-2 ore al giorno, con punte fino a 3-4 ore, mentre a dieci anni i ragazzi che usano abitualmente il tablet superano il 60 per cento. Di fronte a questi numeri, pur prendendo atto dell’ineluttabilità del processo di digitalizzazione delle vite in corso, vale comunque la pena ribadire alcuni consigli. Niente schermi un’ora prima del sonno e mentre si mangia. Stanze da letto bandite agli apparecchi elettronici e precedenza al gioco all’aperto e con gli amici. Accendere l’interruttore non deve servire a spegnere le bizze. E resta tassativamente vietato superare i 60 minuti al giorno.

Twitter @fabioditodaro

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