Wise Society : Le donne alla riscossa nel ricordo di Miriam Mafai
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Le donne alla riscossa nel ricordo di Miriam Mafai

Per presentare un premio intitolato alla memoria della scrittrice, un convegno alla Triennale di Milano dedicato alla politica di genere e di generazione

1 dicembre 2014

Foto wisesociety.itL’occasione era la presentazione del primo premio Mirian Mafai istituito per ricordare la figura di una donna unica ed eccezionale. Un premio rivolto a donne, ma anche a uomini con l’obiettivo di valorizzare quei progetti dedicati al tema di genere e di generazione nei diversi ambiti della cultura, nell’arte e nell’impresa. E che, a partire dal 15 dicembre raccoglierà le candidature.

Una questione spesso liquidata solo come questione femminile e roba da femministe o condita via parlando di asili nidi e supporti alle mamme quando la realtà meriterebbe una analisi più elaborata dato che una adeguata politica di genere porta dei vantaggi all’intero Sistema Paese Italia garantendo maggiori energie. Ma dire genere significa anche parlare di generazione e la soluzione sta nel saper interpretare la contemporaneità.

Se ne è discusso alla Triennale di Milano in una giornata di lavori promossa da Pari e Dispare in collaborazione con l’associazione Miriam Mafai e Young Women Network e patrocinata da WE-Women for Expo e col supporto di TIM4EXPO.

Troppo squilibrio di genere nel mondo come ha avuto modo di sottolineare Roberto Barbieri direttore generale della ONG Oxfam: «L’’80% del cibo nel mondo è prodotto da donne. Ma solo l’1% di loro detiene degli asset nelle aziende che commerciano cibo. E su 80 milioni di bambini che non vanno a scuola 2/3 sono femmine».

Ma senza andare troppo lontano, basta soffermarsi sulla realtà italiana per capire che c’è ancora molto da fare. Sono infatti poche le donne nei posti di comando nell’economia, nell’editoria, nella finanza, come ha avuto modo di sottolineare l’onorevole Emma Bonino. «Purtroppo questioni come l’elezione di una donna a presidente della Repubblica sono ancora aperte. C’è solo una segretaria donna di partito (Rita Bernardini, neanche a dirlo del Partito Radicale), nessuna direttore di un giornale e nessuna Ceo di banca». L’ex ministro degli Esteri ha poi concluso il suo intervento con un messaggio di speranza: «Nasciamo pari ma cresciamo dispari. Ma se mi guardo indietro vedo un paese che negli ultimi 50 anni è mutato: cambiare si può e ci dobbiamo provare».

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