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Il progetto della ciclabile “Vento” diventa un libro

Il sogno di poter andare in bicicletta da Venezia a Torino raccontato per parole e immagini: «Divulgare per crescere»

Mariella Caruso
13 dicembre 2015

vento_cover[10] (1)Se ne parla dal 2012 di quei 679 chilometri di pista ciclabile che, nell’immaginario dei suoi promotori, dovrebbero correre da Venezia a Torino, «attraversando – come racconta Paolo Pileri, docente del Dastu del Politecnico di Milano – la parte più bella della Pianura Padana». L’idea originaria era quella di inaugurare la ciclabile in tempo per Expo2015, ma ancora la VenTo (questo il nome scelto) è ancora un progetto in fase di realizzazione al quale Paolo Pileri, Alessandro Giacomel e Diana Giudici continuano a lavorare con dedizione. «Al momento soltanto il 15% della ciclabile è percorribile in sicurezza, la restante parte è ostruita in alcuni punti da massi o sbarre installate per impedire il passaggio delle auto. Inoltre servirebbe una manutenzione importante del manto stradale. Questo servirebbe per riuscire a far sì che la ciclabile Vento sia ottimale per rientrare stabilmente nei percorsi del cicloturismo europeo, fatto per il 60% da famiglie tedesche con bambini e ragazzi al seguito. Ma c’è ancora molta strada da fare: bisogna rimboccarsi le maniche e trovare finanziamenti per completare», spiega Pileri.

UN LIBRO PER SPIEGARE – Nel frattempo, però, Pileri, Giacomel e Giudici non se ne stanno con le mani in mano: in “VENTO – La rivoluzione leggera a colpi di pedale e paesaggio”, un libro di 160 pagine edito da Corraini edizioni con testi in italiano e inglese accompagnato dalle illustrazioni di Valerio Vidali e da numerose infografiche che racconta la “rivoluzione leggera” di Vento fatta “a colpi di pedale e paesaggio”. Ciclabile Vento: da Venezia a Torino in bici Sul perché sia necessario parlare del sogno della ciclabile Vento in un libro, Pileri è più che chiaro. «Parlandone si può creare interesse – aggiunge il docente -, la divulgazione è necessaria perché Vento è il progetto di una città mobile, un modo di fare cultura attraverso lo sguardo lento di chi va in bicicletta». «Questo libro è stato pensato a lungo – continua -. Anche la scelta dell’illustratore non è stata casuale: abbiamo voluto individuare qualcuno che sapesse mediare la comunicazione tecnica con la divulgazione e la scelta è caduta su Valerio Vidali».

UN NUOVO PARADIGMA CULTURALE – «Questa dorsale cicloturistica è un nuovo paradigma culturale per vivere in modo diverso gli spazi aperti e il loro mutamento – sottolinea Pileri -. Vento è un progetto di rianimazione del paesaggio capace di proporre nuova occupazione ed economie diffuse per lo sviluppo sostenibile delle aree interne del Paese». In che modo Pileri lo ripete da anni, ovvero da quando lavora per trasformare il sogno della ciclabile Vento in realtà. «I nostri paesaggi sono un libro aperto sulla cultura: passeggiando alla velocità della bicicletta è possibile osservare il mondo che ci scorre accanto; al contrario percorrendo lo stesso percorso con un mezzo più veloce tutto viene scavalcato. La pedalata turistica, infatti, restituisce divertimento e cultura».

Vento LE PISTE CICLABILI IN CITTA’ – La Vento intercetta anche il territorio di Milano, città dove ha sede il Datsu, il dipartimento dove Paolo Pileri lavora. «Milano è una città dove il bike-sharing ha avvicinato molte persone alla bicicletta anche se ci sono ancora molte discontinuità», osserva Pileri. «A Milano bisogna lavorare ancora per espellere ancora auto e sulla regolazione sulle aree urbane perché Milano potrebbe essere una città ancora più ciclabile – conclude Pileri -. Copenhagen è diventata la città più ciclabile d’Europa in 15 anni con la bicicletta che è diventata strumento pedagogico per ridurre l’inquinamento e aumentare il benessere. Milano e tutte le città che vorranno imitarla hanno ancora molto da lavorare».

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