Wise Society : Il cinema contro lo sfruttamento del Pianeta
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Il cinema contro lo sfruttamento del Pianeta

Torna a Roma dal 7 al 10 maggio il Festival delle Terre. Una selezione di documentari che testimonia l'universo dei diritti legati alla terra attraverso piccoli produttori di cibo, comunità locali, popoli indigeni impegnati nella difesa della biodiversità e della sovranità alimentare

Francesca Tozzi
29 aprile 2013

Storie che raccontano le resistenze allo sfruttamento del Pianeta e le alternative in un’ottica di conservazione della biodiversità, intesa come diversità biologica, sociale e culturale: sono le protagoniste della decima edizione del Festival delle Terre – Premio Internazionale Audiovisivo delle Biodiversità che si terrà a Roma dal 7 al 10 maggio negli spazi del Nuovo Cinema Aquila.

L’evento, organizzato dal Centro Internazionale Crocevia, presenta ogni anno una selezione di documentari italiani e internazionali che testimoniano l’universo dei diritti legati alla terra, attraverso gli occhi e le parole di chi ne è protagonista: piccoli produttori di cibo, comunità locali, popoli indigeni e tutti coloro che si battono in difesa della terra e della sovranità alimentare. Uno degli obiettivi è quello di far riflettere sulle dinamiche che si celano dietro al cibo e alla sua produzione, spesso legate a storie di violazione dei diritti umani e meccanismi di speculazione che ruotano intorno alla filiera produttiva agroalimentare.

L’inaugurazione si terrà il 7 maggio alle ore 19.30 al Nuovo Cinema Aquila. L’edizione di quest’anno si apre con una serata interamente dedicata al Cile del regime di Pinochet con la proiezione di tre documentari, “Calle Miguel Claro 1359” di Tommaso D’Elia, Daniela Preziosi e Ugo Adilardi e “Cile: immagini del paese invisibile” di Augusto Gongora fino ad arrivare ai giorni nostri con “Nada mas que eso” di Giovanna Massimetti e Paolo Serbandini.

Le storie selezionate raccontano le lotte per l’accesso alla terra e le conseguenze dello sfruttamento senza misura delle sue risorse. Storie che arrivano dai quattro angoli del mondo attraverso opere come “Sachamanta” di Viviana Urona, “El Gigante” di Bruno Federico, Andrea Ciacci e Consuelo Navarro, “Bikpela Bagarap” di David Fedele, “Terra Nera” di Simone Ciani e Danilo Licciardello, e che testimoniano i soprusi delle multinazionali, i cui interessi riescono sempre più spesso a prevalere e imporsi sul diritto delle comunità locali di produrre il cibo.

Un percorso tortuoso che conduce fino a casa nostra, con la problematica del consumo di suolo in Lombardia che sta divorando la pianura padana ne “L’età del cemento” di Mario Petitto. E con le conseguenze della pesca intensiva e il fenomeno della pesca illegale, temi trattati nei lavori “Stealing from the poor” di Yorgos Avgeropoulos e “Canning Paradise” di Olivier Pollet. Infine, in anteprima nazionale, “Shady Chocolate” di Miki Mistrati, una nuova inchiesta, dai registi di “The Dark side of chocolate”, sullo sfruttamento dei minori nelle piantagioni di cacao dell’Africa Occidentale e un’indagine su cosa si nasconde dietro l’apparente impegno delle multinazionali che certificano la cioccolata come sostenibile e senza sfruttamento.

Tutte le informazioni sul sito dell’iniziativa www.festivaldelleterre.it

Shady Chocolate

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