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Gioco d’azzardo: la matematica insegna perché perdiamo sempre

“Fate il nostro gioco” è una originale proposta, in formato mostra itinerante, a Milano, che spiega all’interno di un mini casinò regole e rischi del gioco d’azzardo

Andrea Ballocchi
6 ottobre 2017
gioco d'azzardo, matematica, ludopatia

Gioco d’azzardo: In Italia il giro d’affari è di 96 miliardi di euro (dati 2016), raccolti in puntate di roulette, “gratta & vinci”, lotto/superenalotto e slot machine, Foto: iStock

Al gioco d’azzardo si perde sempre. Le eccezioni sono la regola, anzi, incentivano a giocare. E a perdere. A spiegarlo bene è una mostra che verrà inaugurata a Milano (presso la Fabbrica del Vapore) a partire dal 16 ottobre. Per un mese, grazie al contributo d’istituti bancari e di vari enti, sarà possibile esplorare le leggi matematiche che stanno dietro il caso e le scommesse. In tre sale allestite come fosse un vero casinò gli organizzatori del progetto sveleranno regole, piccoli segreti e grandi verità che si celano dietro all’immenso fenomeno del gioco d’azzardo in Italia. Un fenomeno enorme, calcolato in 96 miliardi di euro (dati 2016), tanti quanti quelli raccolti in puntate tra roulette, “gratta & vinci”, lotto/superenalotto e, naturalmente, le slot machine di cui l’Italia “vanta” il primato europeo di diffusione, una ogni 143 abitanti; solo alle macchinette vengono inseriti 50 miliardi.

La convinzione degli organizzatori è che il modo migliore per conoscere e prevenire sia utilizzare la matematica come una sorta di antidoto logico. Perché al gioco si perde e di gioco ci si ammala anche: ogni anno si contano sempre più persone affette da ludopatia, una vera e propria patologia legata alla dipendenza dal gioco d’azzardo.

UN PROGETTO DI SOSTENIBILITÀ SOCIALE – Il progetto “Fate il nostro gioco” parte nel 2009 da uno studio della matematica del gioco d’azzardo condotto da Paolo Canova e Diego Rizzuto, un matematico e un fisico entrambi di Torino, che insieme a Sara Zaccone fondano la società di formazione e comunicazione scientifica Taxi1729. Da qui si sviluppa sotto forma di una mostra che tocca varie città, ma anche sotto forma di conferenze, laboratori e un format tv. Inoltre hanno avuto spazio in programmi radio e Tv: per esempio, sono chiamati come esperti di matematica e gioco d’azzardo a Le Iene.

Tra gli aspetti positivi di questo progetto di sostenibilità sociale c’è anche quello di mostrare la matematica per quella che spesso non viene giudicata come tale, e cioè piacevole e divertente. Ed è fondamentale nei progetti di realizzazione dei giochi d’azzardo: «il loro “cuore” è fatto di matematica – spiega Paolo Canova – Uno degli scopi di questi giochi è dare l’illusione di poter vincere, e ogni tanto succede. Da lì subentrano diversi fattori di tipo psicologico, altro “ingrediente” fondamentale, che spesso fanno leva su algoritmi matematici. È possibile dire che la matematica, in questo caso, sia al servizio della psicologia, creando le “quasi vincite, fenomeno per cui una persona si convince di essere andata vicino alla vittoria e quindi vuole riprovarci. Sono elementi essenziali per spingere al gioco e per continuare a farlo».

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Slot machine e gioco d’azzardo. L’Italia “vanta” il primato europeo di diffusione, una ogni 143 abitanti. Solo alle macchinette vengono inseriti 50 miliardi, foto iStock

MATEMATICA UTILE – La matematica, però, non è né buona né cattiva, specifica Canova: «è uno strumento e come tale deve essere considerato. Mi piace dire che tra chi promuove forme di gioco legalmente riconosciute e chi invece fa campagna di sensibilizzazione contro i rischi dell’azzardo noi ci poniamo in una posizione intermedia: pur lasciando naturalmente libertà a ognuno di giocare, siamo convinti che aiutare a conoscere bene l’argomento, dal punto di vista matematico e psicologico, sia una buona forma di prevenzione. Conoscendo i meccanismi è meno probabile cadere nella trappola del gioco d’azzardo patologico, questo sì assolutamente da condannare».

PERDERE E’ UNA FUNZIONE MATEMATICA – Si diceva del fatto che al tavolo si perda sempre: l’esempio è la roulette: «contando su 37 numeri su cui puntare, giocando su un numero, nel caso di vittoria mi verrà consegnata una somma moltiplicata 36 volte la mia giocata; affinché il gioco fosse equo, si sarebbe dovuto pagare 37 volte la posta. In questo modo, invece, la differenza è il margine di guadagno del casinò. In un calcolo matematico, si traduce in un guadagno del 3% medio».

Canova e gli altri hanno messo a punto una funzione matematica per calcolare la variabile fissa di perdita del giocatore impegnato in una sessione di prova nella sala-mostra: è incredibile vedere quanto, prendendo l’esempio di un individuo impegnato su tavoli e slot machine, sia possibile calcolare esattamente quanto perderà.

Nessuno vuole demonizzare i casinò, anche perché in Italia ve ne sono solo quattro: è bene contare invece le centinaia di migliaia di slot machine distribuite su tutto il territorio nazionale e i “biglietti della fortuna”, acquistati almeno una volta l’anno da un italiano su tre.

Perché “Les Jeux sont fait”, ma sono fatti per perdere. E le eccezioni sono la regola.

 

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