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FAI: ecco la classifica dei luoghi da salvare

Tra i Luoghi del Cuore 2016 molti sono legati all'acqua e il loro recupero aiuterebbe l'Italia a diventare meta turistica e anche sostenibile

Mariella Caruso/Nabu
23 marzo 2017
Fai, turismo sostenibile

Le Grotte di Caglieron nel trevigiano: nel censimento 2016 dei “Luoghi del cuore del Fai” si sono classificate al terzo posto, Foto Laura Buso

Il FAI lo scorso anno ha chiesto agli italiani di votare i “Luoghi del cuore” stilando poi una classifica di quelli più votati. Luoghi straordinari, spesso sconosciuti angoli di un Paese unico come l’Italia. Al primo posto (vedi classifica in fondo all’articolo) il Castello e il Parco di Sammezzano di Reggello in provincia di Firenze con 50.141 voti seguito dal Complesso monumentale di Santa Croce di Bosco Marengo in provincia di Alessandria con 47.319. Terzo posto per le Grotte del Caglieron, alle pendici del Cansiglio, a Breda di Fregona in Veneto, un complesso di cavità naturali e artificiali sviluppatosi intorno a una profonda gola naturale. Decine di migliaia di voti espressi da cittadini e comitati promotori con la passione di chi vuole salvaguardare e tutelare  questi luoghi migliorandoli.

Entrare nella lista dei più votati nel censimento “Luoghi del cuore” (che è stato dedicato in quest’edizione alla memoria dell’archeologo eroe di Palmira Khaled al-Asaad) non è solo un riconoscimento ambitissimo, ma dà anche la possibilità di beneficiare di un aiuto concreto. Se da un lato, infatti, permette di far ascoltare la voce di chi vuole veder protetta, recuperata e valorizzata l’Italia più bella, dall’altro permette di accedere a contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati per il recupero dei luoghi stessi.

Ai proprietari e/o gestori dei primi tre classificati nel censimento dei “Luoghi del Cuore”, per esempio, è data la possibilità di presentare un progetto da concordare con il FAI e ricevere, nel caso in cui il progetto fosse conforme, a un contributo. A quest’ultimo punta diritto Laura Buso, sindaco di Fregona e l’amministrazione comunale da lei presieduta che, dal 2014, è impegnata nel progetto «Parco Grotte del Caglieron, sapori, profumi e colori nel comune di Fregona, Alta Marca Trevigiana», luogo naturalistico per il quale vorrebbe ottenere il contributo in modo da rendere fruibile i luoghi in un percorso di turismo sostenibile. Nelle grotte, che da tempo sono da tempo state attrezzate con un percorso di visita che si snoda per circa un km su passerelle di legno, è stata riscontrata la presenza del Niphargus, un piccolo crostaceo attualmente oggetto di studio. Quello delle Grotte del Caglieron, però, non è l’unico sito legato all’acqua – una costante in questo censimento – entrato nella Top 100 dei Luoghi del Cuore del FAI.

L’esigenza di recuperare luoghi legati all’elemento primordiale della vita si riscontrano nell’inserimento dell’ambiente fluviale del Masso delle Fanciulle a Pomarance, nel Pisano, che è minacciato da un progetto geotermico di captazione delle acque già più che sfruttato dal punto di vista energetico. Ci sono, poi, sempre nella stessa provincia le Cateratte Ximeniane di Vicopisano che raccontano di una preziosa testimonianza di ingegneria idraulica storica. E ancora il Naviglio della Martesana, che arriva fino a Milano città ed è a tratti interrato. È chiusa al pubblico la Grotta sudatoria di Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Picena. Sono da recuperare la tonnara di San Vito Lo Capo nel Trapanese, l’area archeologica di Capo Colonna a Crotone e il Santuario internazionale dei cetacei Pelagos tra Sardegna, Toscana e Liguria.

Fai, turismo sostenibile

Per la Tonnara di San Vito Lo Capo a strabiombo sul mare c’è la possibilità di chiedere al Fai, attraverso il bando appena lanciato, una richiesta di intervento, Foto di Francesco Anselmo

Per tutti questi luoghi – e anche per tutti quelli che abbiano raggiunto almeno 1.500 voti nel censimento – c’è la possibilità di candidare al Fai, attraverso il bando appena lanciato, una richiesta di intervento, legata a progetti concreti, attuabili in tempi certi e dotati di un cofinanziamento che garantisca un sostegno reale dai territori di riferimento. Un modo per aiutare l’Italia a diventare una meta turistica sostenibile. E per far capire che quello dei “luoghi del cuore” non è solo un vezzo, tra gli interventi concreti realizzati negli anni passati il presidente del Fai Andrea Carandini ha ricordato, rendendo nota la nuova lista, dei 20.000 euro destinati all’abbattimento di un ecomostro che alla Scala dei Turchi di Realmonte, in Sicilia, si affacciava sulla falesia a picco sul mare.

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