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È autunno: tempo di bici-mania tra colline, vigneti e tartufi

L'autunno è il periodo migliore per salire in sella e pedalare tra i colori della natura e le soste gastronomiche. Ecco gli itinerari per tutti i gusti da Nord a Sud

Vincenzo Petraglia
12 ottobre 2011

Foto di Richard Masoner-Cyclelicious/flickrLe ferie estive sono già un lontano ricordo, ma il caldo autunno di quest’anno fa venir voglia di ripartire, anche solo per un fine settimana, in sella al mezzo di locomozione più green: la bicicletta. Il cicloturismo, fino a un po’ di anni fa prerogativa assoluta degli infaticabili tedeschi e dei popoli scandinavi, oggi è diventato anche nel nostro Paese, uno stile di vita e vacanza sempre più seguito. Ogni anno in Italia, secondo le stime di Bicitalia per Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) le persone che fanno vacanze di questo tipo sono ben 700mila, poche in confronto ai dieci milioni di cicloturisti della Germania, ma indicative di un trend in continua crescita. E l’autunno è sicuramente uno dei periodi più belli dell’anno, insieme alla primavera, per godersi il paesaggio dal sellino e apprezzare al meglio colori, luce, aria più limpida e rarefatta. Non è un caso, infatti, che sia sempre più in voga anche da noi la moda, nata fra Stati Uniti, Canada e Giappone, della vacanza attiva legata al foliage, il fenomeno che, grazie a giornate ancora calde e nottate decisamente fresche, fa assumere alle foglie degli alberi colori intensi infuocando, come d’incanto, la natura di rossi, arancioni, gialli e marroni. Il periodo autunnale, ideale anche per le temperature più fresche  è anche il momento migliore per abbinare escursioni in bicicletta a gustosi tour enogastronomici fra cantine, sagre e agriturismo in cui ristorarsi dopo una bella pedalata.

I benefici delle due ruote

La bicicletta è capace di dare un grande senso di libertà e consente di godere appieno delle bellezze paesaggistiche che si attraversano: c’è il tempo di guardarsi attorno e di raggiungere, magari con le moderne mountain-bike luoghi tranquilli e poco frequentati in montagna o al mare. Ma non solo. Pedalare a contatto con la natura è un vero toccasana per corpo e mente, un’attività aerobica che regala molti benefici a livello psicofisico: previene molte patologie causate dalla vita sedentaria e dallo stress fra cui quelle cardiovascolari, respiratorie, all’apparato muscolo-scheletrico, o legate a diabete e colesterolo. Un recente studio, realizzato su trentamila danesi, ha dimostrato che le persone che scelgono la bici negli spostamenti quotidiani, come per esempio andare al lavoro, hanno una riduzione del rischio di morte prematura del 39 percento. Andare in bicicletta è divertente, aumenta le endorfine e ha pertanto un effetto positivo sul tono dell’umore, facilita i rapporti interpersonali e l’autostima, riduce l’ansia e in generale produce un gran senso di benessere, anche attraverso un’azione ormai accertata sui neuro-mediatori cerebrali. Il bello poi di questo sport è che può essere praticato veramente da tutti: giovani, famiglie, anziani e bambini. Ognuno, infatti, in base al proprio fisico e al proprio grado di allenamento, può scegliersi i percorsi più adatti, in termini di livello di difficoltà, e il tipo di bicicletta più consono, sia essa una mountain bike, una bicicletta da strada, una e-bike (quelle cioè elettriche) oppure una semplice bici cittadina adatta per le piste ciclabili più semplici.

Escursionisti in e-bike in Tirolo

Prima di partire

Regola numero uno: non sottovalutare il percorso e non improvvisarsi ciclo-escursionisti. Se è vero, infatti, che questo sport può essere praticato veramente da tutti, è anche vero che ciascuno deve valutare con attenzione, in base al fisico e al proprio grado di allenamento, i percorsi più adatti. Fondamentale è anche la scelta del mezzo, che deve essere comodo, maneggevole, facilmente adattabile alla varietà dei percorsi che si devono affrontare e ai mezzi di trasporto che eventualmente bisogna utilizzare in aggiunta, come nel caso del treno più bici per raggiungere destinazioni più lontane o portarsi nei pressi degli itinerari segnalati. Importantissimo è inoltre l’abbigliamento del cicloturista. L’ideale è utilizzare indumenti specifici che consentono la traspirazione e che possono essere usati nelle più svariate condizioni metereologiche. Il bagaglio con gli indumenti da utilizzare quando non si è in sella deve essere funzionale, con capi facilmente lavabili. È buona norma portare con sé anche un kit di primo soccorso e una borsa per gli attrezzi per le eventuali riparazioni. Importantissima è chiaramente l’alimentazione: al mattino è sempre consigliabile fare un’abbondante colazione ricca di carboidrati, frutta e zuccheri semplici, mentre spuntini energetici (con frutta secca, cioccolata o barrette di cereali) durante il viaggio possono servire a reintegrare le energie insieme ad acqua e succhi di frutta per bilanciare i sali minerali persi. A cena è bene fare un buon pasto, senza però eccedere, per essere pronti e perfettamente in forma per l’indomani.

Fra arte e vigneti al Castello Grinzane CavourDal Trentino alla Sicilia

Il nostro Paese, da Nord a Sud, offre percorsi ciclabili per tutti i gusti e per tutti i polpacci. Ecco, dunque, alcuni itinerari fra mete tradizionalmente molto bike friendly, come per esempio il Trentino Alto Adige, ed altre un po’ più inedite, ma ugualmente soddisfacenti. Il Dolomiti di Brenta Bike è un bellissimo e impegnativo tour in mountain bike che si sviluppa ad anello per 171 km attorno alle Dolomiti di Brenta (www.dolomitibrentabike.it). Per chi cerca, invece, un itinerario più soft c’è la pista ciclabile della Valle dell’Adige, la più importante e lunga del Trentino: 82 km fra campagne, vigneti e frutteti (www.visittrentino.it). In Veneto: da Cortina d’Ampezzo parte il tracciato della vecchia ferrovia dismessa per Calalzo, ancora integra nelle rotaie, nei ponti e nelle gallerie (www.dolomiti.org). In Piemonte: molti i percorsi ciclabili fra vigneti, zone ricche di tartufi (ad Alba dall’8 ottobre al 13 novembre si svolge la Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba) e noccioleti. Fra tutti, da Neive, uno dei borghi più belli d’Italia, ci si dirige verso Treiso attraversando le colline ricoperte dei vigneti rosso fuoco del Barbaresco, regno del vitigno nebbiolo, in assoluto uno dei panorami più suggestivi della Bassa Langa  (www.langheroero.it e www.tartufoevino.it). In Toscana: si parte da Monteriggioni e si arriva a Castellina in Chianti attraversando i magnifici vigneti del Chianti fra dolci colline e prelibate degustazioni (www.turismo.intoscana.it). Nelle Marche: particolarmente interessanti i percorsi nel pesarese, ideali per mountain bike, alla scoperta dei monti che dominano la Riserva della Gola del Furlo fra cui il Paganuccio e il Pietralata, un vero e proprio balcone sulla valle del Metauro, e il Montiego con i suoi sentieri fra i boschi (www.pesarobike.it e www.turismo.marche.it). Se ci si trova da queste parti fra il 30 ottobre e il 13 novembre si può fare una puntata golosa alla Fiera del tartufo bianco di Acqualagna (www.acqualagna.com).In Basilicata: 58 km da Terranova del Pollino fino a Rotonda, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, il più esteso d’Italia, attraversando alcuni dei suoi scenari più belli fra fitti boschi, ricchi di funghi e tartufi, rarità botaniche, borghi arroccati e scorci montani davvero mozzafiato (www.parcopollino.it e www.aptbasilicata.it). Calabria: nel Parco Nazionale dell’Aspromonte si celano alcuni degli angoli più affascinanti e meno esplorati della regione di cui andare alla scoperta tramite tour organizzati da guide locali (www.aspromontebike.it e www.parcoaspromonte.it), come quello che da Gambarie sale verso la vetta del Montalto. Si possono abbinare anche escursioni alla scoperta delle tradizioni e della ricca gastronomia locale che ha fra i suoi fiori all’occhiello il rarissimo bergamotto, che fruttifica al mondo soltanto in questa zona (info: www.naturaliterweb.it). Infine in Sicilia: fra i tanti tour cicloturistici possibili, la Via dello zolfo “à Piducchìusa”, che, nel cuore dell’isola, si snoda  lungo l’ex tracciato ferroviario che da Piazza Armerina conduce al Parco Ronza e al Parco minerario Floristella-Grottacalda (www.mtbsicilia.com).

Cicloturisti d'autunno

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