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Don Pino Puglisi sarà beato: martire di Cosa Nostra

Papa Benedetto XVI ha autorizzato la beatificazione del sacerdote assassinato dai boss mafiosi il 15 settembre del 1993 nel suo quartiere Brancaccio. La motivazione: ucciso “in odio alla fede”

Francesca Tozzi
29 giugno 2012

solidarietà Papa Benedetto XVI martire mafia legalità Graviano Don Pino Puglisi Brancaccio beato beatificazioneEra un sacerdote, un uomo comune, un siciliano che credeva nella sua terra e nell’uomo. È stato un martire di Cosa Nostra. E sarà beato: così ha deciso Papa Benedetto XVI autorizzando la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto relativo al martirio di Puglisi perchè ucciso “in odio alla fede”. Il sacerdote fu infatti assassinato sotto casa il 15 settembre del 1993 nel giorno del suo compleanno: un’esecuzione ordinata dai boss della mafia e avvenuta davanti alla parrocchia di San Gaetano, retta dal sacerdote, nel quartiere Brancaccio di Palermo.

Lui se l’aspettava. Sapeva che i fratelli Graviano prima o poi gli avrebbero fatto pagare una vita senza clamori e senza vacanze, tutta dedicata all’educazione delle coscienze e alla difesa della legalità. Nessun miracolo dietro la sua prossima beatificazione ma l’impegno quotidiano di un uomo che ha saputo guardare in faccia Cosa Nostra senza averne paura, lavorando alla luce del sole.

 “Alla luce del sole” non ha caso è il titolo del film che Roberto Faenza ha dedicato alla sua vita e alle sue opere. Vita per cui è diventato il simbolo dell’impegno sociale della chiesa in un territorio controllato dalla criminalità organizzata. Proprio per il suo costante impegno evangelico e sociale nel quartiere Brancaccio, Don Puglisi è stato ucciso davanti al portone di casa da Salvatore Grigoli, poi diventato collaboratore di giustizia, su mandato dei capimafia Filippo e Giuseppe Graviano, condannati per questo all’ergastolo. La notizia della sua beatificazione ha rallegrato la sua gente e molti italiani che ne ammiravano la figura. Il sindaco di Palermo l’ha definito “un martire che ha dato la sua vita in difesa degli ultimi e della legalità e che ha testimoniato con la sua intera esistenza il valore della solidarietà e dell’accoglienza”.

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