Wise Society : Castagno dei Cento Cavalli, albero da record
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Castagno dei Cento Cavalli, albero da record

L'albero monumentale più longevo e grande d'Europa si trova in Sicilia. E grazie al lancio di insetti antagonisti sta guarendo dall'infestazione dei parassiti

Maria Enza Giannetto/Nabu
6 giugno 2017
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Il castagno più antico d’Europa si trova a Sant’Alfio in Sicilia, Foto: Yukiko Makita

È il castagno dei record e delle curiosità. All’interno del bosco di Carpineto, nel Parco regionale dell’Etna e per l’esattezza nel territorio del comune di Sant’Alfio, il Castagno dei Cento cavalli è l’albero secolare più longevo di Europa. Composto oggi da tre fusti (precisamente di 13, 20 e 21 metri ciascuno) ha una circonferenza complessiva di circa 57 metri ed è alto 22 metri.
Un monumento naturale la cui storia si perde nella notte dei tempi  – secondo gli studiosi la sua origine risalirebbe tra i due e quattromila anni fa – e il cui nome affonda le radici nella leggenda. Si racconta, infatti, che una regina, con al seguito cento cavalieri e dame fu sorpresa da un temporale, durante una battuta di caccia, e sotto i rami del maestoso albero trovarono riparo proprio un centinaio di persone.
Leggende a parte, però, questo esemplare di Castanea sativa ha riscosso sempre un grande interesse non solo di tipo botanico e naturalistico, ma anche storico, paesaggistico e culturale. Tanto che il Castagno siciliano è stato scelto come simbolo per Le Giornate Nazionali delle Guide Ambientali Escursionistiche indette dall’associazione AIGAE su tutto il territorio nazionale e appena concluse (1-5 giugno). «Il Castagno dei cento cavalli –  spiega la geologa Violetta Francese, coordinatrice delle Guide Ambientali Escursionistiche della Sicilia – è un vero spettacolo naturale, visto da vicino, con la sua chioma imponente che ha permesso alla pianta di entrare nella leggenda. Adesso è l’attrazione di migliaia di turisti italiani e stranieri».

Da sempre studiato da botanici e naturalisti, il suo primato europeo è stato stabilito, nel 1982, dal noto botanico torinese Bruno Peyronel secondo il quale il castagno è il più antico d’Europa e il più grande d’Italia. Oggetto, tra l’altro, di uno dei più antichi atti di tutela naturalistica, nel 1982 il Corpo forestale dello Stato lo ha inserito nel patrimonio italiano dei monumenti verdi (tra i 22mila alberi di notevole interesse) e risulta “evidenziato” tra i soli 150 di eccezionale valore storico o monumentale. Non solo: nel 2008  la sua maestosità è stata riconosciuta anche dall’Unesco che l’ha nominato Monumento Messaggero di pace. Negli ultimi anni, inoltre, il grande albero ha trovato anche un posto nel libro dei Guinness dei primati come l’albero più grande del mondo (tenendo conto della rilevazione del 1780 da cui si evince una misura di 57,9 m di circonferenza con tutti i rami). Non sorprende, quindi, che oltre a diventare, negli anni, fonte di ispirazione per scrittori, viaggiatori e pittori, l’albero  sia entrato persino nello stemma del comune di Sant’Alfio che è impegnato in prima fila nella tutela di questo preziosissimo monumento naturale. L’albero, che nel 1923 è riuscito a salvarsi da un incendio che intaccò il tronco principale, è ora sotto l’attacco – come tanti altri castagni in Italia – del Cinipide Galligeno, parassita assai nocivo che attacca i germogli delle piante ospiti causando la formazione di galle, arrestandone la crescita vegetativa e provocando una riduzione della fruttificazione e il deperimento della pianta.

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Il castagno dei cento Cavalli nel 2008 per la sua maestosità è stato nominato dall’Unesco Monumento Messaggero di pace, Foto: pagina facebook Comune di San’Alfio

«La necessità di tutela fitosanitaria del Castagno dei Cento Cavalli  – spiega Alfio Nicolosi, assessore al Turismo, Territorio e Ambiente del Comune di Sant’Alfio – ha portato il nostro comune a siglare nel 2016 una convenzione con l’Associazione Tutela Marroni di Castione (Castione di Brentonico, Trento) con cui l’associazione si è impegnata, a titolo gratuito, al lancio del Torymus Sinensis, antagonista naturale del parassita che in molte zone italiane ha risolto il problema dell’infestazione. Per noi è stato davvero un primo grande successo perché, mentre in molti casi, il parassita viene affrontato con i pesticidi, nel nostro territorio, all’interno del Parco dell’Etna, l’accordo ci ha offerto la possibilità di fronteggiare il problema in modo sostenibile».
I 44 lanci degli 11 mila insetti antagonisti sono stati effettuati nel mese di aprile e dai primi riscontri sembra che la vegetazione di quest’anno sia già più sana rispetto all’anno scorso. Inoltre, i lanci che hanno interessato anche il Castagno della Sveglia poco distante da quello dei Cento cavalli rappresentano un intervento importante per tutta l’area, visto che l’insetto antagonista, una volta finito il proprio compito su un castagno, si sposta per “cibarsi” di altre larve e di fatto a proteggere altri castagni. «Ovviamente il monitoraggio è continuo – spiega l’assessore – anche grazie agli studiosi dell’Università di Catania e al servizio fitosanitario della Regione per poter tutelare un bene unico al mondo che oggi è da tutti riconosciuto come l’albero più antico al mondo che fa ancora frutti e il terzo al mondo dopo alcune sequoia».

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