Wise Society : Se l’attenzione all’ambiente entra nella campagna elettorale
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Se l’attenzione all’ambiente entra nella campagna elettorale

Un gruppo di scienziati italiani che si occupano di cambiamenti climatici hanno dato vita a «La Scienza al Voto», piattaforma per chiedere alla politica risposte su temi cari all'ambiente

Fabio Di Todaro
13 febbraio 2018
ambiente, campagna elettorale, cambiamenti climatici

Con la campagna elettorale nel pieno, gli scienziati italiani chiedono maggior attenzione per le questioni che riguardano l’ambiente, Image by iStock

La loro voce era quasi richiesta, in vista della volata finale verso le elezioni. Quali aspettative nutrono gli scienziati italiani da quel ventaglio di personalità politiche che oltre il 4 marzo potrebbero avere dal Capo dello Stato il compito di formare il nuovo Governo del Paese? A scaldare gli animi, negli ultimi mesi, è stata soprattutto la medicina: e in particolare la querelle sull’obbligatorietà vaccinale per l’iscrizione a scuola, su cui ferma è stata la volontà del ministro della Salute uscente, Beatrice Lorenzin. E invece i primi a «scrivere» ai leader dei rispettivi partiti sono stati i ricercatori che si occupano d’ambiente, intenzionati a tenere alta l’attenzione su delle problematiche che urtano meno la sensibilità degli elettori, ma non per questo risultano secondarie nella vita nostra e del Pianeta.

L’APPELLO DEGLI SCIENZIATI – Diciannove tra i principali scienziati italiani che si occupano di cambiamenti climatici e ambiente hanno deciso di mettersi assieme nel comitato «La Scienza al Voto» (www.lascienzaalvoto.it) «perché questi temi sono estremamente attuali anche in Italia», è l’incipit della lettera con cui viene presentata l’iniziativa: un modo per far capire subito che il clima sta cambiando anche qui, dalla Sicilia alla Val d’Aosta. E per non considerare il tema di interesse soltanto per quelle realtà colpite nel recente passato da catastrofi ambientali: alluvioni, maremoti, tsunami. I ricercatori ricordano come, negli anni più recenti, il manifestarsi di eventi meteorologici estremi con maggiore frequenza abbia già determinato la distruzione di diversi raccolti, l’intensificarsi delle piogge intense, l’innalzamento del livello del mare e la comparsa di temperature elevate al punto da mettere a repentaglio anche la nostra salute. «È ormai chiaro come i prossimi cinque anni saranno decisivi per cercare di cambiare direzione e mitigare il riscaldamento globale attraverso il progressivo abbandono dei combustibili fossili – è quanto messo nero su bianco dagli scienziati -. Abbiamo identificato molte possibili soluzioni scientificamente fondate e rilevato come esse incidano, come dicevamo, sui temi prioritari di questa campagna elettorale».

ambiente, campagna elettorale, cambiamenti climatici

Campagna elettorale: secondo gli scienziati italiani, raccolti nella piattaforma La Scienza al voto, l’Italia, tra le altre cose, dovrebbe puntare sulle energie rinnovabili, dovrebbe instaurare cicli produttivi circolari, dovrebbe mettere a punto un piano di lotta all’inquinamento atmosferico, Image by iStock

PRIMO PUNTO: IL LAVORO – Secondo gli scienziati, che si incontreranno domenica 17 febbraio alla Città dell’Altra Economia di Roma e sperano che nell’occasione faccia capolino anche qualcuno dei leader politici italiani, «lo sviluppo di un sistema energetico più efficiente e basato sulle energie rinnovabili è un modo concreto per creare nuovi posti di lavoro in Italia e contribuire a evitarci i danni climatici peggiori». Investire in ricerca e sviluppo, e in un settore agricolo che deve adattarsi ai mutamenti in atto attraverso tecniche innovative e nuove professionalità, sarebbe un fattore di competitività per il nostro Paese. Instaurare cicli produttivi circolari, che riutilizzino le materie prime, in un contesto di crescente scarsità di una serie di risorse, darebbe vita a produzioni manifatturiere ad alta innovazione e in larga misura non delocalizzabili. «Un piano nazionale di tutela del territorio e di gestione delle risorse idriche, oltre a creare occupazione locale, sarebbe importante anche per la sicurezza dei cittadini – aggiungono -. E un piano nazionale di lotta all’inquinamento atmosferico a partire dalle aree urbane, oltre a favorire imprenditoria innovativa, ridurrebbe i problemi di salute e allo stesso tempo la spesa sanitaria, che oggi sta esplodendo sempre più».

L’AMBIENTE È UNA CHIAVE NEI CONFRONTI DEI PIÙ DEBOLI – Venendo all’immigrazione, gli scienziati sono convinti che il Paese debba proiettarsi verso azioni di cooperazione internazionale e di recupero dei terreni desertificati, tramite cui «consentire alla popolazione locale di vivere dignitosamente in pace e di non essere costretta a migrare forzatamente, anche sotto la spinta di traffici illeciti e terrorismo, che trovano facile presa in quelle situazioni di degrado». Occorre anche investire in energia rinnovabile nei paesi a rischio.

Twitter @fabioditodaro

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