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Sergio Tonfi: le aziende devono produrre valore. Per tutti

Il responsabile della comunicazione aziendale di Philips Italia, all'avanguardia nella tecnologia della luce, è convinto che le grandi aziende possano essere di esempio in fatto di sviluppo sostenibile. Perchè solo andando tutti nella direzione di un business etico sarà possibile avere un risultato più efficace. Nella difesa dell'ambiente e nella nostra qualità della vita

Sebastiano Guanziroli
15 giugno 2011

Sergio Tonfi, Philips Italia - foto di Paolo RobaudiPhilips, storica società con headquarter ad Amsterdam ma 117 mila dipendenti in oltre 100 Paesi del mondo, da tempo ha intrapreso una strada nuova: quella della responsabilità sociale d’impresa. Il 38 percento del suo fatturato globale viene da “green product“. Investirà 2 miliardi di euro in innovazioni verdi entro il 2015. Migliorerà del 50 percento il rendimento energetico di tutti i suoi prodotti. Raddoppierà la raccolta e il riciclo di ciò che mette sul mercato e la quantità dei materiali riciclabili. Per Sergio Tonfi, corporate communication manager di Philips Italia, sono tutti passaggi che fanno parte di una strategia volta a coniugare crescita e sostenibilità.

Dove nasce l’interesse di Philips per questo tema?

Dall’idea che oggi non si possa fare business se non integrando il concetto di responsabilità all’origine del business stesso. Nei settori in cui operiamo, illuminazione, salute e consumer lifestyle, cerchiamo di tradurre in pratica proprio questo concetto. Nell’health care, ad esempio, significa cercare soluzioni di cura che possano essere portate a domicilio, per ridurre i costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale e rendere più facile il recupero psico-fisico del paziente.

Dynamic Lighting IC stand alone, album di Philips Communications/flickr

Come verificate il raggiungimento degli obiettivi?

Ci siamo dati degli obiettivi in termini di sostenibilità che vengono tracciati attraverso dei sustainability report. Sono target scelti volontariamente dall’azienda che vengono definiti, anno dopo, anno attraverso degli indicatori che cercano di fotografare i miglioramenti concreti: ad esempio sul fronte del minor consumo di energia elettrica, acqua e packaging, o sull’assenza di sostanze nocive.

Album di Philips Communications/flickrSu quale progetto siete particolarmente attivi al momento?

Un progetto su cui stiamo lavorando molto è la trasformazione dell’industria della luce, il passaggio dalle lampade a incandescenza, con cui tra l’altro Philips è nata 120 anni fa, al led. È un semiconduttore che permette di risparmiare circa l’80 percento di energia. Dando anche una mano all’ambiente. La scelta fatta fin dalle origini da Philips che oggi prosegue, è quella di inserire la responsabilità d’impresa non alla fine della catena del valore, ma all’origine del business. Penso per esempio a “Livable Cities”, un concorso che promuoviamo per sviluppare progetti concreti di miglioramento della salute e del benessere delle persone: come azienda siamo ovviamente interessati dal punto di vista industriale, ma vogliamo che sia un business sostenibile e aiuti ad avere città migliori, con beneficio di tutti.

Philips ha affrontato anche la sfida del riposizionamento del proprio brand. In che modo i temi della responsabilità ne hanno fatto parte?

Lo abbiamo fatto sette anni fa, lanciando la proposta “Sense and simplicity”. Le parole scelte erano chiare: le innovazioni devono avere un senso e un significato per le persone, e la tecnologia deve essere più semplice e migliorare la qualità della vita. Siamo riusciti in questa trasformazione? In parte sì, ma c’è ancora molta strada da fare.  È un percorso, e il percorso è importante tanto quanto il punto d’arrivo.

Philips è una multinazionale. Quanto è importante che aziende così grandi cambino il proprio modo di fare profitto?

Il mondo delle multinazionali è stato spesso visto come parte del problema, mentre noi pensiamo  che debba essere parte della soluzione. Vogliamo proporre ad altre aziende il nostro modello, un modello certificato da risultati concreti: se andiamo tutti in una direzione comune l’impatto sarà più evidente, per le persone e per il Pianeta.

LED Glowing Places, Album di Philips Communications/flickr

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