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Roberto Rizzo: l’energia per cambiare vita

Usare la bicicletta invece dell'auto. Scegliere il fotovoltaico e consumare l'acqua dal rubinetto. Ma anche valorizzare chi vale, fare scelte oneste e continuare a studiare e impegnarsi. Nuovi diktat per vivere bene secondo un esperto di energie rinnovabili

di Susanna Perazzoli
10 marzo 2010

Images.com/Corbis

Roberto Rizzo, ricercatore

 

È un giornalista scientifico specializzato in tematiche ambientali che dopo aver lavorato come ricercatore al Cern, oggi tratta temi energetici per la trasmissione televisiva Geo&Geo. Il suo ultimo libro Energia verde in Italia (Edizioni Ambiente, 12 €) affronta il settore dell’energia dalla parte dell’utente: come leggere la bolletta, i protagonisti della liberalizzazione del mercato elettrico, insomma un quadro completo dedicato ai fornitori dell’energia elettrica e ai parametri per risparmiare e limitare i danni sull’ambiente. Un capitolo in particolare analizza gli impianti fotovoltaici, quanto costano, come si scelgono e quanto si risparmia. Ma Roberto Rizzo, da convinto sostenitore dell’energia verde e militante pragmatico, suggerisce anche come muoversi per consumare meglio e meno. Dagli acquisti degli elettrodomestici – quelli con etichetta energetica – all’uso delle lampadine a incandescenza, all’urgenza di abbandonare scaldabagni elettrici per scegliere invece un impianto solare, a spegnere, infine, gli standby. Insomma un vademecum di piccoli gesti di ecologia quotidiana che tutti dovrebbero mettere in atto (temi peraltro approfonditi in un altro suo libro, Salvare il mondo senza essere Superman, Einaudi). A Roberto Rizzo abbiamo chiesto un commento al dopo Copenaghen e qualche “dritta” in più per vivere meglio. Ecco le sue risposte.

 

Si occupa da tempo di energie rinnovabili, qual è oggi l’atteggiamento dei consumatori italiani?

 

È un processo molto lungo ma sono stati fatti molti passi avanti e in molti si stanno orientando alle energie rinnovabili: oltre 100 mila famiglie italiane, per esempio, hanno installato un impianto fotovoltaico.


Vertice per il clima, Copenhagen 2009, di marc kjerland/flickrQuali sono le sue riflessioni dopo il summit sull’ambiente a Copenaghen?

 

Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad atteggiamenti positivi e mi riferisco alle dichiarazioni del Presidente Obama e al bisogno di rafforzare la green economy, per contro esiste un atteggiamento negativo e mi riferisco al governo attuale che sta distruggendo quello che si era iniziato a concepire: oggi il governo è più interessato a costruire centrali nucleari e i fondi a disposizione saranno dirottati in quel senso, beneficiando le aziende elettriche.


Tornando al tema di una pratica quotidiana sostenibile ha qualche consiglio da suggerire?

 

Bere acqua del rubinetto, più controllata di quella minerale (per confezionare 1 kg di plastica occorrono 18 litri di acqua), lasciare il più possibile l’auto in garage e utilizzare al suo posto la bicicletta; insomma bisogna promuovere una mobilità sostenibile.


Quali sono i valori che vorrebbe trasmettere ai suoi figli?

 

L’onestà, essere onesti nel lavoro, fare una cosa che piace e studiare, studiare moltissimo..

 

Un modello di comportamento possibile?

 

Bisogna cercare nel proprio piccolo di cambiare le cose in meglio, diminuire l’utilizzo delle risorse, impiegare fonti pulite, aderire, come il sottoscritto, ad associazioni ambientali, anche come volontario.

 

Come descriverebbe il nostro Paese oggi?

 

Viviamo in un periodo di scarso ottimismo. L’Italia ha risorse enormi, anche nella politica, con soggetti qualificati e preparati, testimoni di vecchi valori ma proiettati al futuro. Una risorsa cui fare appello per migliorare il Paese.


Ha un rimpianto?

 

Rimpiango di non vivere in un Paese dove i servizi funzionano.


Il personaggio della cultura che le comunica valori? che la incoraggia in una scelta sostenibile?

 

Fred Pearce, l’autore del libro Confessioni di un eco-peccatore.


Un consiglio: quale potrebbe essere un piccolo gesto per stare meglio, per il nostro benessere quotidiano?

 

Lasciare per un giorno l’auto, prendere un treno e rifugiarsi in campagna, al mare. E godere la natura.

moodboard/Corbis

 

 

 

 

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