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Re Rebaudengo: «Il futuro delle rinnovabili è nella generazione distribuita»

Il presidente di Assorinnovabil spiega perché conviene ancora installare pannelli fotovoltaici pur in assenza di incentivi.

Mariella Caruso
17 ottobre 2013

Agostino Re RebaudengoLa produzione di energia da fonti rinnovabili, oggi, è al centro di un dibattito non sempre positivo. C’è chi adombra il sospetto che gli incentivi pubblici al settore peserebbero in maniera insostenibile sulle bollette energetiche dei cittadini. Per cercare di capire cosa sta accadendo abbiamo fatto qualche domanda ad Agostino Re Rebaudengo, presidente dell’Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili (Assorinnovabili).

Può spiegarci con parole semplici perché si è sviluppato questo dibattito?

Alcuni osservatori puntano il dito sulle rinnovabili concentrandosi solo sull’incidenza – seppur contenuta – sulla bolletta degli incentivi di cui hanno avuto bisogno per il loro sviluppo. Viene attribuito l’incremento del costo della bolletta alle rinnovabili, ma in realtà non è così perché l’incentivo è cresciuto molto meno del prezzo del petrolio, aumentato di circa 4 volte nell’ultimo decennio. Inoltre, in pochi sanno che la crescita delle rinnovabili sta contribuendo ad abbassare i costi sostenuti dalle famiglie italiane: le energie pulite hanno infatti un costo variabile pressoché nullo e “spiazzano” sul mercato le centrali termoelettriche che invece bruciano combustibili costosi e inquinanti.

Fotovoltaico, solare, mini idroelettrico, mini eolico, eolico, biogas, geotermia: dentro la parola “energie rinnovabili” si cela un mondo non sempre omogeneo. Qual è lo stato dell’arte a oggi? Quali sono le fonti rinnovabili in crescita?

Le fonti rinnovabili sono molto eterogenee, e ognuna di esse è in uno stato di maturità diverso, in funzione anche delle aree geografiche in cui vengono sfruttate. Attualmente, l’idroelettrico è di gran lunga la tecnologia più diffusa e consolidata, ma anche l’eolico e il fotovoltaico, grazie alla crescita registrata negli ultimi anni, si stanno apprestando a raggiungere la loro fase di maturità in molti paesi, tra cui l’Italia. Per quanto riguarda il futuro, il settore delle energie rinnovabili è tra quelli che stanno investendo maggiormente in ricerca e sviluppo, apportando sostanziali innovazioni sia incrementali, cioè sulle tecnologie già in fase di crescita, sia radicali, come l’energia marina o l’eolico off-shore. La vera crescita nel nostro Paese si focalizzerà in un cambio di modello, dalla generazione centralizzata, fatta di grandi impianti a combustibili fossili che immettono tutta l’energia prodotta nella rete di trasmissione, alla generazione distribuita, fatta di tanti piccoli impianti che sfruttano le fonti rinnovabili laddove sono presenti cioè nelle nostre case, negli uffici e nelle fabbriche, con impianti di produzione come quelli fotovoltaici, il mini eolico e la cogenerazione, con importanti quote di autoconsumi che non transitano in rete.

Occorre un miglioramento dei Sistemi Efficienti di Utenza

Image by © Jake Warga/CorbisLa recente normativa fiscale ha rimescolato le carte in tavola favorendo gli impianti di piccole dimensioni e l’autoconsumo piuttosto che la produzione di energia a “scopo di lucro”. Cosa cambia per le piccole imprese e per i privati?

Sia l’eolico che il fotovoltaico sono ormai vicini alla competitività con l’energia elettrica prelevata dalla rete nazionale. L’installazione di piccoli impianti a fini prevalenti di autoconsumo permette risparmi sulla bolletta elettrica. Perché tale tendenza continui è però necessario migliorare alcuni aspetti del quadro normativo. A partire dai cosiddetti Sistemi Efficienti di Utenza (SEU), che prevedono la cessione di energia elettrica rinnovabile tra un piccolo produttore e un consumatore che insistono sullo stesso sito. Mi auguro che, dopo 5 anni di attesa, nelle prossime settimane l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas emetta finalmente un’adeguata regolamentazione.

Quali sono le principali novità tecnologiche del settore?

Le novità principali riguardano la riduzione dei costi dei pannelli fotovoltaici, del mini-eolico e del mini idroelettrico, e la maggiore efficienza degli impianti a biomasse e geotermici. Soprattutto per fotovoltaico ed eolico, fonti non programmabili, sono fondamentali anche le innovazioni che stanno interessando i piccoli sistemi di accumulo dell’energia: non sempre consumiamo subito l’energia che produciamo, per questo è importante poterla accumulare per utilizzarla nelle ore in cui sole e vento non ci sono. Inoltre, i sistemi di accumulo portano vantaggio alla rete, in quanto permettono di bilanciare meglio i diversi momenti in cui avviene la produzione e il consumo. La Germania promuove l’installazione di questi sistemi, e noi ci auguriamo che il nostro Paese prenda esempio.

Con un impianto fotovoltaico di 3 kW risparmio annuo del 20-30%

Image by © Matthias Kulka/CorbisPuò aiutare i nostri lettori a quantificare il rapporto costi/benefici nel caso di installazione di impianti fotovoltaici e/o simili per poter effettuare una scelta oculata?

Oggi, anche in assenza di incentivi, grazie alla forte diminuzione del costo di questi impianti,  continua ad essere conveniente realizzarli. Infatti, considerando una famiglia tipo, con un consumo annuo pari a circa 2700 kWh e avente la possibilità di installare sulla copertura della propria abitazione un impianto fotovoltaico di 3 kW con condizioni di irraggiamento medie, i vantaggi sono, oltre a un risparmio annuo in bolletta elettrica nell’ordine del 20-30% derivante dall’energia istantaneamente autoconsumata, la possibilità di detrarre il 50% del costo dell’investimento. Uno dei principali elementi che incidono sulla fattibilità economica di queste installazioni è proprio la percentuale di energia elettrica autoconsumata: maggiore sarà tale quota, minore sarà la quantità di elettricità da acquistare dalla rete, consentendo pertanto la riduzione dei tempi di ritorno dell’investimento.

A chi conviene installare un impianto domestico e/o condominiale?

Image by © Images.com/CorbisA chiunque conviene, ma a seconda delle zone specifiche può essere più appropriato installare una piccola turbina eolica, un impianto fotovoltaico, oppure uno geotermico. I primi sono più efficienti al sud e nelle isole, mentre al centro Italia il geotermico è di più facile realizzazione. Non si può però generalizzare, perché ogni zona ha una morfologia e una normativa diversa, che favoriscono l’installazione di una o dell’altra tecnologia. Anzi, le soluzioni ideali per l’autoconsumo possono essere rappresentate da un mix di fonti diverse, che rendono omogenea la produzione di energia tra giorno e notte e tra le varie stagioni dell’anno. Infine, ognuno ha necessità energetiche differenti. Consigliamo dunque di rivolgersi a consulenti esperti prima di procedere, cosicché il proprio investimento renda nel modo migliore. Per approfondimenti consultate il nostro sito www.assorinnovabili.it

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